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Shane Kim

Intervista a Shane Kim di Microsoft (parte 2)

[del 11/06/2009] [di GameSushi.it ]
Prosegue l'intervista con Shane Kim.

D: Fatto sta che Microsoft ha spaccato in due il mercato degli appassionati. Il progetto Natal è quindi un modo per raggiungere nuovi clienti, il mass market che è in cerca di qualcosa di nuovo e divertente?

SK: Non credo che Natal interesserà i giocatori più appassionati, è più orientato verso le nuove frontiere.

D: Questo vuol dire che riequilibrerete il vostro sviluppo concentrandovi sui party games?

SK: Guardiamo ai giochi che abbiamo presentato all’E3. Non abbiamo un gioco come Ricochet, e di certo non abbiamo un Paint Party, non alla Microsoft Game. Sono esperienze di gioco molto diverse, ma ciò nonostante possiamo beneficiare delle capacità che ci hanno portato ad essere uno degli editori leader dell’industria e creare un mercato florido e di qualità attorno a Natal.

Peter Molyneux ne è un perfetto esempio, e parla da sé con la sua storia e i suoi successi. Non ho mai visto Peter così entusiasta dai tempi di Fable. Impiegherà tutto il suo talento e la sua esperienza, ed è una grande analogia per i Game Studios. Tutte queste competenze possono essere concentrate all’interno di una nuova cornice con Natal.

D: Peter Molyneux sarà a capo dello sviluppo del progetto Natal?

SK: No, il direttore creativo sarà Kudo Tsunoda, ma Peter sta lavorando su Milo e altre cose. Non c’è una sola persona, che ha messo le mani su Natal.

D: Tutto lo studio e il team di sviluppo è già al lavoro su Natal per incorporarlo nei giochi?

SK: Assolutamente sì. Il ruolo degli studi Microsoft è sempre stato quello di essere lo sviluppatore principale per Xbox 360, e sarà leader nel proporre la piattaforma. Non ci si può affidare solo alle terze parti per questo. Condurremo i giochi con Natal così come abbiamo fatto con le grafiche ad alta definizione e con la funzionalità Xbox Live.

D: Incorporerete la tecnologia in giochi come Halo o Gears of War?

SK: Certo. Ci sono un sacco di cose che si possono tirar fuori da questi giochi, ma non sarà il nostro obiettivo principale, proprio no. Ci dedicheremo alla creazione di nuovi ambienti di gioco che prima non erano nemmeno concepibili. Non abbiamo mai potuto utilizzare tutto il corpo come un controller, e adesso invece abbiamo un software che può farlo con più giocatori. Anche se uno va dietro all’altro, il software può interpolare la sua posizione. Questa è una virtù del software, ha poco a che fare con l’hardware.

D: Natal sarà anche l’occasione di allungare il life-cycle della Xbox 360?

SK: Non c’è dubbio. Abbiamo già detto all’E3 dello scorso anno che prevediamo una vita fino al 2015 per la Xbox 360, diversamente da quanto potevamo prevedere per la Xbox. Crediamo che questa generazione potrà beneficiare di software e servizi, più che di nuovo hardware. In passato ci sono state diverse ragioni per passare dal 2D al 3D, all’alta definizione, e ora siamo dove siamo arrivati con Milo.

Milo è molto simile per diversi aspetti. E allora che bisogno c’è di aggiungere pixel o di passare alla prossima generazione se possiamo aggiungere servizi e caratteristiche, come Sky in Gran Bretagna? Credo che sarà una cosa grossa. È molto interessante perché significa avere una televisione sull’Xbox contornata dalla nostra piattaforma di intrattenimento digitale. È qualcosa di unico al mondo, e crediamo che ogni esperienza sia migliore quand’è condivisa, e per questo c’è Xbox Live.

D: Un altro annuncio significativo è stato quello del servizio di games-on-demand. Vi concentrerete dapprima sui vecchi titoli per la 360?

SK: Non saranno giochi nuovi. L’abbiamo fatto con gli Xbox Originals, e stiamo espandendoci per la prima volta sui titoli per Xbox 360. Sono più complessi, e abbiamo un sacco di aspetti commerciali da discutere, se vogliamo cominciare a programmare un calendario di uscite.

D: Quando accadrà con i nuovi titoli, allora?

SK: Non saprei darne una data precisa, ma probabilmente in futuro sì. La domanda che segue di solito è: credo che il mercato retail svanirà? Direi di no, non accadrà per diverse ragioni. Non è facile come per il noleggio online dei film, dove si tratta di 5$. Queste sono decisioni da sessanta dollari almeno. Molte persone preferiscono avere il contatto fisico con quello che acquistano.

L’altro problema è che i nostri concorrenti non sono in grado di offrire un servizio simile. Quindi cosa dovrebbero fare i nostri partner? Passare bruscamente ad un modello di vendita solo online? Non credo proprio. Sarebbe ingenuo pensare che il mercato retail è sul punto di svanire.

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