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Tron Legacy

Visita al set di Tron (parte 1)

[del 21/03/2010] [di Ottavia Orticello]
Ci troviamo in un territorio inesplorato in questo momento. Voglio dire che tutto questo è un po' come Rip van Winkle (il racconto scritto da Washington Irving)"

Queste le parole del filmaker Steven Lisberg, che 28 anni or sono fu messaggero di una nuova era dell'alleanza cinema-computer quando nel lontano 1982 realizzò il suo cult di fantascienza: Tron. Il lungometraggio della Disney integrava immagini generate dal computer (Tutte le scene all'interno del computer furono girate in bianco e nero e colorate una volta ultimate) con sequenze di live-action per creare un mondo che esistesse interamente in un computer. Molti pensarono che il film avrebbe rappresentato una scoperta decisiva una volta uscito, ma sia l'industria che il pubblico si dimostrarono scettici, come dimostra la cifra di 33 milioni di dollari che incassò al botteghino e il fatto che l'Academy si rifiutò di includere il film nella rosa dei film nominati per effetti speciali agli Oscar, perché considerò l'uso dei computer "un imbroglio". Quasi tre decenni dopo, il tempo non ha soltanto vendicato la visione di Lisberger, con il fatto che sostanzialmente tutte le major oggi utilizzano le stesse tecniche impiegate al loro stadio iniziale per Tron, ma ha anche dato una seconda vita al film stesso.

Max Evry di Comingsoon.net ha raggiunto Lisberger sul set del sequel di Tron: Tron Legacy, girato in 3-D e la cui uscita è prevista per gennaio 2011. Il nuovo capitolo non è né un remake né un adattamento, ma un genuino seguito di un Tron rimasto figlio unico per troppo tempo; e mentre alcune serie come Indiana Jones o Star Wars hanno avuto grossi intervalli tra una distribuzione e l'altra, questo film vanta la più lunga distanza nella storia del cinema rispetto alla realizzazione di due capitoli appartenenti ad una stessa saga. "Sono circa 10 anni che è iniziato lo sviluppo di questo sequel alla Disney", dice Lisberger. "Quindi ne è passato di tempo, e io credo che nulla sarebbe potuto accadere se non si fosse formato il gruppo giusto nel posto giusto. E a questo si sono dovuti unire tutti coloro che sono stati davvero pronti a lottare per il film e ad immergersi totalmente in esso".
Questo "gruppo giusto" include Joseph Kosinski, regista con un Master in architettura presso la Columbia University e un corpus di lavori per la pubblicità che vanno da Chevrolet a Nike a videogame come Gears of War. Sommate il tutto ed otterrete il regista ideale per trasportare il mondo di Tron nel ventunesimo secolo... e oltre.

All'interno degli studios della Società di produzione Canadian Motion Picture Park a Burnaby -Columbia- dove progetti giganteschi come Watchmen sono stati realizzati, si ci imbatte inevitabilmente nell'organo principale della produzione noto ai più come "War Room" le cui pareti sono ricoperte dalla testa ai piedi di story board, previs (previsualizzazioni), blueprint di scenografie con enigmatiche descrizioni del tipo "Rettificatore interno" e si possono anche vedere modellini dei set.
Direttamente dal film originale torneranno i famosi Light Cycle, le furiose battaglie con i dischi o gli imponenti Recognizer; il tutto sottoposto, per essere modernizzato, all'opera di un team di concept artist arrivati dai più inimmaginabili rami dell'ingegneria e del design, spesso i migliori in circolazione dei rispettivi campi. Ci sono però anche nuovi protagonisti creati per l'occasione e lo stesso programma di Tron è stato migliorato per eguagliare la crescente raffinatezza dei tempi. Pensate all'evoluzione tra un vecchio Apple II e un iMac odierno.

A detta di Lisberger, "Il primo film fu una sorta di ponte di passaggio dall'analogico al digitale. E ora è totalmente digitale, solo digitale. E c'è un'altra ragione per cui io penso sia meglio che la prossima generazione prenda il potere. Perché io ho troppo analogico nel mio sangue, residuo dei vecchi tempi. Divento nervoso se non vedo qualche pennello in giro".
Mentre Lisberger ha concesso i regni della sua produzione a Kosinski, accorrerà in aiuto, per colmare la lacuna tra i due Tron, Jeff Bridges che torna a prestare il suo volto al programmatore Kevin Flynn. L'amatissimo attore - conosciuto per il suo affabile fascino dimostrato in film come L'ultimo spettacolo, I favolosi Baker nonché per la sua leggendaria figura del "Drugo" ne Il Grande Lebowsky - era riuscito a schivare la supercelebrità fino ai recenti ruoli nel blockbuster Iron Man e in Crazy Heart (film che gli ha procacciato un premio Oscar come miglior attore-protagonista, catapultandolo nelle prime posizioni della lista "Attori di serie A"). Si sposa perfettamente con tutto ciò il fatto che Tron Legacy gli sia capitato in questo periodo a lui favorevolissimo. Jeff è sembrato compiaciuto di tornare in sella per Tron, e di lavorare fianco a fianco con il suo vecchio regista e con il nuovo.
"Sembra come se noi avessimo avuto un lungo weekend", commenta Bridges, "di base perché Lisberger che fu alla direzione del primo film è coinvolto, molto coinvolto in quest'altro, il che è fantastico. Intendo, avere il creatore di tutto questo anche nella nuova squadra. Penso abbia messo tutti noi sotto pressione perché lui è totalmente un gatto selvaggio ma è anche molto radicato in quel primo film che fu così unico".

"Il coinvolgimento di Jeff nel film significa molto per me", aggiunge Lisberger, "Lo considero una sorta di alter-ego, e per molto tempo credo che non abbia creduto che oggi questo potesse accadere. Penso che lui sia un po' sorpreso, per dire la verità, ma si funziona bene con l'arrivo della saggezza. E' come se lui che era il folle pazzo, ora si sia trasformato nell'Obi-Wan Kenobi della situazione".

"Joe, il nostro regista, era un architetto", dice Bridges. "E' interessante vedere all'opera diversi filmaker e soprattutto da dove provengono e cosa portano al film, e lui è un architetto e così questo Tron ha un design più sviluppato e adatto alle sue esigenze. Comunque, questo è il suo primo film. Capito cosa intendo? Non so se questo sia il più costoso film mai girato ma gli va sicuramente vicino. Avere a che fare con un regista alla sua prima volta... Bisogna riconoscere alla Disney audacia nell'essersi assunta questo rischio. Si sono dimostrati intelligenti perché lui è un ragazzo sereno e pieno di potenzialità. Porterà a termine tutto questo. Ho visto un po' della tecnologia che aveva a sua disposizione e che poteva utilizzare. Si è trattato in sostanza della stessa ragione che mi spinse a fare il primo film".

Kosinski presentò allo studio una storia che aveva a che fare con il figlio di Kevin Flynn, Sam (Garrett Hedlund); questi, informato da Alan Bradley (Bruce Boxleitner anche lui presente nel film originale) che era stata ricevuta una richiesta da un numero di telefono disconnesso 20 anni prima, in seguito alla scomparsa di Kevin, ritorna alla vecchia Arcade del padre per investigare, ma finisce per essere risucchiato inavvertitamente nel mondo di Tron.

Essenzialmente prendendo il ruolo di protagonista del film (che in quello precedente era incarnato da Bridges), il nuovo arrivato Hedlund ha dovuto mantenere una certa prospettiva mentre cercava di creare il suo personaggio nel mezzo di un mondo di Blue Screen sostituito più tardi dalle meraviglie del CGI.

"Muoio dalla curiosità di vedere quale forma tutto questo prenderà", ha detto Hedlund,"perchè per ora quando guardi al girato nel monitor è solo, si sa, la tua faccia e uno schermo blu. Si può diventare critici, del tipo Oh ho battuto le ciglia qui! Cavolo, non dovrei battere le ciglia così tanto e poi è tipo (RIDE) ma ci sarà tutta quella roba gloriosa lì dietro, diminuirà la messa a fuoco su di me".

Hedlund ha assunto il ruolo di protagonista, desideroso di sottoporsi ai vari cambiamenti fisici, inclusi quelli derivanti dall'addestramento per il Motor cycle e per il parkour; ma soprattutto eccitato dalla possibilità di lavorare al fianco di Bridges.

"Io sono sempre stato un suo fan sfegatato", ha rivelato Hedlund, e ho sempre ammirato il personaggio che lui stesso è, il suo carisma e tutto il resto. E sapevo che ci saremmo trovati bene insieme, ed è stato così. C'è una straordinaria parte di lui che gli permette di tornare ad essere bambino".

Una relazione che invece non ha messo esattamente a proprio agio Hedlund in questo film è stata quella con il suo attillatissimo costume ricoperto di fine carta fosforescente e controllato via radio, con tanto di salvavita incorporato; e per fare in modo che le luci risaltino al massimo sullo schermo, molte delle riprese del mondo di Tron sono state effettuate con una illuminazione bassissima.

Hedlund si è soffermato in dettaglio sui molti contrattempi originati da questi costumi :

“Quando lo si indossa il primo giorno, questo diventa il giorno più lungo della tua vita. I costumi hanno cinturini all'altezza dei piedi per mantenere i pantaloni nella giusta posizione evitando che si spostino più su. Tu indossi questo armamentario, poi infili gli stivali ma tutto si alza. Così se alzo il braccio destro sentirò qualcosa tirare il piede sinistro. [RIDE] E ci sono tutte queste parti differenti e le tue spalle escono fuori. Sono stato sottoposto a numerosi riaggiustamenti chiropratici, essendo arrivato al punto in cui avevo entrambe le spalle spostate insieme a tre costole, e ai fianchi”.

Anche Sam Flynn avrà una tana del bianconiglio attraverso cui essere catapultato in un mondo “delle meraviglie”, quello di Tron, sperimentando moltissimi dei più pericolosi ed esotici posti, alla ricerca del padre scomparso. I produttori promettono che, quando I due si incontreranno, il ruolo del più vecchio Flynn assumerà una dimensione che, quasi come Kurtz in “Cuore di tenebra”, si collocherà in modo rilevante in quella zona grigia tra bene e male. Lisberger ha puntualizzato che questa evoluzione della storia in una direzione leggermente più cinica ha a che fare con il tema di come le cose divengano non così assolute quando invecchiamo...”.

“Naturalmente mi riferisco al personaggio di Jeff, e io ho raggiunto la stessa età del suo personaggio nel film e mio figlio ha la stessa età di Flynn junior. Quindi storie che affrontino il rapporto padre-figlio mi sono molto vicine. E mi è sempre piaciuta l'idea di far scontrare l'uomo e la morte sul campo da gioco”.

A qualunque conclusione pervengano Flynn-padre e Flynn-figlio in questo nuovo film, è chiaro che un cerchio è stato chiuso e una torcia è stata consegnata nella mani di una nuova generazione.

Ha detto ancora Bridges, “Il primo film era tarato in base alla tecnologia di quegli anni e questo lo è certamente rispetto a quella odierna. Ed è tutto un altro modo di fare film che non avevo sperimentato. Un po' con Iron Man, ma niente in confronto a questo”.

Questa è la prima delle tre parti in cui si divide la visita di comingsoon sul set di Tron Legacy a Vancouver. State all'erta per non perdere le successive due che includono commenti degli attori Olivia Wilde e Michael Sheen, nonchè chiacchierate con il regista Kosinski e con molti altri creatori di questa straordinaria nuova visione di Tron.

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Tron Legacy film: Tron Legacy genere: Sci-Fi, Action, Adventuredata di uscita:12/01/2011paese:USAproduzione:LivePlanet, Walt Disney Productionsregia:Joseph Kosinskisceneggiatura:Adam Horowitz, Edward Kitsis, Steven Lisbergercast:Garrett Hedlund, Olivia Wilde, Beau Garrett, Jeff Bridges, Bruce Boxleitnerfotografia:Claudio Miranda

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