Una cosa a cui nessuno pensa mai è quanto la Walt Disney Pictures abbia influenzato il modo di vedere dei più piccoli. Le generazioni di adolescenti. I futuri genitori. Di come, insomma, l’immaginario collettivo si sia evoluto con una rappresentazione della donna sempre ai margini, protagonista in attesa di essere salvata o risvegliata dal bel principe azzurro. Ebbene, oggi possiamo affermare che con La principessa e il ranocchio (potete leggere qui la sushi-recensione) questo stato di cose è decisamente cambiato.
In realtà la tendenza di modernizzazione del trend è cominciato nell'ormai lontano 1992 nel film Aladdin in cui la protagonista femminile era effettivamente una principessa di “fatto” di nome Jasmine, figlia del sultano Agrabah. Dal carattere vispo, intelligente, che non ama vivere rinchiusa nel Palazzo e che fa perdutamente innamorare il giovane e impacciato protagonista Aladdin.
A lei è seguita la bellissima Pocahontas (1995), donna battagliera dalla lunghissima chioma nera. Indiana nativa d’America, la sua storia è tra le più tristi e “forti” narrate in animazione dalla Disney. Nel 1996 poi abbiamo Esmeralda, una gitana esuberante che ruba il cuore a Quasimodo ne Il Gobbo di Notre Dame.
E come dimenticare Mulan (1998)? La ragazza guerriero originaria della Repubblica Popolare Cinese. Sembra proprio che Disney, a un certo punto della sua storia, abbia deciso di abbracciare tutte le popolazioni e tutte le culture. La trama, nel caso di Mulan, si ispirava a una fiaba cinese piuttosto celebre in patria e la Disney, secondo fonti non ufficiali, sperava con questa scelta di riuscire a fare propria quella grossa fetta di mercato (la Cina e l’Oriente, appunto) che rimaneva tagliata fuori dalle loro storie. Il successo, in realtà, fu flebile.
A titolo di cronaca ci sentiamo di ricordare che un modo divertente per vedere insieme le principesse Disney in un’unica occasione è giocare al videogame Kingdom Hearts, targato Disney - SquareEnix, in cui una rocambolesca trama racconta di come Pippo, Paperino e il giovane Sora (Topolino in questo caso rimane "sullo sfondo") si impegnino a salvare le principesse dell’Universo. Della serie, adesso lo sapete!
Tornando al Cinema invece, non esattamente una novità quella di rappresentare con La principessa e il ranocchio, quindi, una protagonista di colore. Il trend classico, quello che ha fatto la fortuna delle “vecchie” principesse come Cenerentola e La bella addormentata per intenderci, dovrebbe tornare nel 2010, nell’annunciata pellicola Rapunzel. Lì, una ragazza dai lunghissimi capelli dorati lotterà contro una perfida strega che intende cancellare tutti gli happy ending dalle fiabe. Ranocchio a parte, che possa essere quella, allora, la vera rivoluzione Disney?