Strana storia quella di Valeria Golino. È una delle attrici italiane più apprezzate all'estero ma, chissà perché, da noi si parla sempre e solo di Monica Bellucci. Sarà forse per la bellezza orgogliosamente italiana e mediterranea della "monicona" tutta curve, modello forse più facile da sdoganare all'estero di un fascino più enigmatico e meno esibito come è quello della Golino, attrice napoletana ma di madre greca.
Si dice che in Italia non sia più tempo di attrici. O perlomeno di attrici uniche. Piaccia o non piaccia (quello è questione di gusti), lo stile inconfondibile della Golino non ha comunque eguali in una panorama italiano standardizzato che tende a mostrare sempre le stesse facce bionde o more e per giunta tutte tra loro simili e similmente vuote. Al contrario della maggior parte dei nostri attori, la Golino non passa inosservata, con quella sua voce soffusa, la sua trasparente espressività e le sue movenze eteree.
Strana storia quella cinematografica di Valeria Golino, attrice apparentemente rimasta prigioniera di un limbo che la vede sì al di sopra della media qualitativa dei suoi colleghi, ma sempre ad un passo dalle grandi occasioni. Dice di no a True Lies di James Cameron (per un film greco a cui teneva molto), arriva seconda ai provini per Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam, seconda a quelli per Pretty Woman, battuta da Julia Roberts, e di nuovo seconda per Linea Mortale di Joel Schumacher (battuta ancora una volta sempre da Julia Roberts). Non che comunque le sue belle soddisfazioni internazionali non se le sia prese, a partire dall'indimenticabile prova in Rain Man - L'uomo della pioggia di Barry Levinson, fino alle parti in Hot shots di Jim Abrahams, in Fuga da Los Angeles di John Carpenter e in Lupo Solitario, esordio alle regia di Sean Penn.
Eppure strana rimane in generale l'intera filmografia di Valeria Golino, così fuori da ogni schema, varia, in sospeso tra capolavori e film bruttissimi, opere per il grande pubblico e complesso cinema d'autore. Ne emerge il ritratto di un'attrice mai inquadrabile, eclettica, ma soprattutto indipendente da qualsiasi stereotipo o motivazione di carattere economico, tutti motivi che la rendono un'interprete rigorosa e con un grande rispetto verso il pubblico e verso il suo lavoro.
Strano è anche il lato privato della vita di Valeria Golino, scandito dalle relazioni con uomini tutti diversissimi tra loro, ma ai quali a quanto pare lei ha sempre preferito il cambiamento, la ricerca, l'evoluzione. Il primo di cui si ha nota è Peter del Monte, che le regala il suo primo esordio da protagonista (il film era Piccoli fuochi) e con cui si lega per due anni fino al 1988. Sarebbe poi stata la volta di Benicio del Toro (1988-92), insieme al quale prende casa negli Stati Uniti sulla lynchiana Mulholland Drive. E dopo fu ancora la volta di Fabrizio Bentivoglio (1992-2001) e dell'attore Andrea di Stefano (2002-2005), fino alla attuale e sembrerebbe definitiva (ma mai dire mai) liason con Riccardo Scamarcio, conosciuto nel 2005 sul set di Texas. Un connubio perfetto quello tra i due attori, un'attrice di origine greca con un ragazzo della Puglia, terra che della Magna Grecia porta ancora tutto il sapore e il Respiro (tanto per citare l'interpretazione più acclamata della Golino per il film di Crialese).
Strana è comunque in generale la carriera artistica di Valeria Golino, non solo attrice ma oggi sappiamo anche brava cantante (splendido il suo duetto con i Baustelle in Piangi Roma, presentato insieme al suo ultimo film interpretato, Giulia non esce la sera). Siamo di fronte dunque ad un'artista indefinibile, sempre desiderosa di sperimentare, mettersi in gioco, costantemente alla ricerca di qualcosa di magico e poetico nascosto nella vita e nell'arte. "La felicità sta altrove, ha una sua poesia, è un istante, poi se ne va. Ma poi torna" ha dichiarato in un'intervista. Quale migliore frase per poter comprendere al meglio le sue peculiarità?
E così arriviamo ad oggi, quando dopo anni passati ad arrivare seconda a storici provini, Valerio Golino ha stranamente vinto il ruolo in Ca$h, film adesso in uscita per il quale i produttori volevano invece a tutti i costi Kristin Scott Thomas. E invece ce l'ha fatta lei, sebbene abbia dovuto abbandonare per questo i suoi caratteristici riccioli biondi. Ma questa è un'altra storia, un'altra strana storia ...