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Cinecomic story

Cinecomics che passione! Parte I

[del 15/11/2011] [di Pier Luigi Manieri]
 L’ uscita dell'ultimo kolossal di  Spielberg tratto da TinTin, è solo l’ultimo esempio di quella relazione sempre più stretta tra il cinema ed il fumetto;media contigui nati più o meno nello stesso periodo agli inizi del novecento e che per molti versi viaggiano sulle stesse coordinate. E’ eccezionalmente lunga,ricca e complessa la sequenza d’ incroci tra le due forme d’arte popolare. Passaggi da una all’altra se ne rintracciano fin dagli albori delle rispettive storie,basti pensare che il primo Flash Gordon è del 1936 e lo stesso Buck Rogers fu protagonista di un ciclo di film di dodici episodi nel 1939. Dunque gli sceneggiatori cinematografici da sempre guardano a quell’universo bidimensionale e ai personaggi che lo abitano e tuttavia seppure la traiettoria si disegna in larga misura sull’asse "striscie disegnate-grande schermo",non mancano casi contrari;ovvero sia di film di straordinario successo che per questo hanno vissuto una declinazione fumettistica, come nel caso della splendida graphic novell che la Marvel dedicò al Pianeta delle scimmie o delle meno apprezzabili serie a fumetti che riprendevano Guerre Stellari e La Fuga di Logan. Quello delle trasposizioni è un filone molte volte ripreso ed abbandonato, contrassegnato come pochi altri da pellicole immortali, flop colossali, occasioni mancate, grandi successi, titoli sottovalutati. E allora, senza ulteriori indugi, immergiamoci in questa avvincente esplorazione del genere cinematografico più vivace e prolifico degli ultimi anni:il CINECOMICS. 

Andando a ritroso, non si può non partire dall’ultimo arrivato, destinato a scrivere una delle pagine più significative dell’intero genere, sia per i nomi coinvolti nelle vesti di regista e produttore, rispettivamente Steven Spielberg e Peter Jackson, sia per il personaggio in questione: Tin Tin, il giovane eroe dai capelli rosso carota creato nel 1929 dal belga Georges Remi, in arte Hergé (Les Aventures de Tintin et Milou,nell'originale). Il Nostro è un giovanissimo reporter caratterizzato come detto, da capelli e ciuffo rosso,che assieme a Milou, il suo inseparabile cagnolino e ad una schiera di compagni d’avventura, per primo il vecchio lupo di mare, Capitano Haddock, viene coinvolto in straordinarie avventure in ogni angolo del pianeta fino alla stessa Luna.Tintin è inequivocabilmente uno dei personaggi più longevi e significativi dell'intero panorama fumettistico d'ogni tempo: nel corso della sua storia è stato tradotto in 70 paesi con 200 milioni di copie vendute. In Italia è uscito in 23 avventure, ciascuna equivalente ad un fumetto completo,inoltre ha conosciuto un certo successo anche come appuntamento settimanale nel mitico Supergulp!fumetti in TV, programma televisivo,andando in onda su Rete 2 tra il 15/3 e il 27/8 1977. Tin Tin è stato uno dei massimi protagonisti di quell'epoca d'oro del fumetto,a cavallo tra gli anni 30 e 40 che voleva eroi immersi in avventure ambientate in ogni angolo del mondo,come il Mandrake di Lee Falk,il Jim della giungla di Alex Raymond, Terry e i pirati e Steve Canyon, entrambi creati da Milton Caniff. Eroi e avventurieri a cui proprio Spielberg guardò come modello per Indiana Jones.Eccolo quindi Tin Tin, sulle Highlands scozzesi o in cima all'Himalaya,in Congo,ed ancora, in Russia e Stati Uniti. Per comprendere al meglio la statura e il posto che occupa nell’intero immaginario fumettistico basti dire che la sua immagine fa bella mostra di sè, accanto ai più grandi personaggi della storia del costume nel celebre Museo Grevin(il museo delle cere) di Parigi. In questa franchise, girata in “performance capture”,tecnica che consente di catturare le espressioni e i movimenti di veri attori che poi riversa su personaggi virtuali, vediamo il giovane eroe,”impersonato” dal Jamie Bell di Jumper, Milou e il Capitano Haddock impegnati nella ricerca dell'Unicorno, un galeone da tempo scomparso, che sembra custodisca il segreto di un inestimabile tesoro nonchè la chiave di un'antica maledizione. Assieme a lui, per un sontuoso cast : Daniel Craig, l'ultimo James Bond 007, che impersona l’antagonista Red Rackham; Andy Serkis,il Gollum del Signore degli Anelli e Simon Pegg, già visto nel ruolo di Monty Scott, nello Star Trek di J.J.Abrams. La trasposizione Spielberghiana non è tuttavia il primo adattamento cinematografico di Tin Tin: già nel 1962 e 1964,a riprova di una carriera luminosa e longeva, questo fortunatissimo personaggio, fu portato sul grande schermo con due pellicole di grande successo interpretate dall'attore Jean Pierre Talbot. 

E a proposito di Indiana Jones e dell’ultimo 007, Daniel Craig è, insieme proprio ad Harrison Ford e Olivia Wilde, il protagonista di Cow Boys & Aliens, tratto da una interessante graphic novell fantawestern. La vicenda,ripresa fedelmente dalla pellicola di Jon Favreau, regista di Iron Man, ci porta ad Absolution in Arizona nel 1873, dove piomba uno straniero senza passato che scoprirà presto come la sua amnesia e gli abitanti di questo posto remoto siano legati indissolubilmente da un destino comune,segnato da un’orda di alieni rapitori di esseri umani. Il film si segnala per il riuscito mix di azione, mistero e suspance, sostenuto da una coppia d’attori tanto inedita quanto formidabile. Questi due primi titoli sono esplicativi di come negli ultimi quindici anni il cinema abbia sempre più freneticamente ricercato nel fumetto nuove possibilità, personaggi e idee.Il ricorso al personaggio iconico e alla sua storia, si deve in parte alla fascinazione che le suggestioni di tale medium sono in grado di suscitare,e in larga misura alla ormai cronica assenza di idee forti che affligge gli sceneggiatori cinematografici,cui fa da contraltare la prolifica e qualitativamente mediamente superiore creatività degli autori di fumetti.Specie quelli delle mini serie e delle graphic novell, che dispongono di maggior tempo per ricercare la migliore cifra stilistica e parallelamente non hanno l’obbligo di raggiungere volumi di vendita da prodotto di grande consumo. Al di là di qualsiasi ragione d’ordine artistico e imprenditoriale, il fattore alla base dell’esplosione massiccia di titoli di genere è da ricercarsi nelle innovazioni tecnologiche digitali ed elettroniche come il green Sceen che ne hanno reso possibile la realizzazione. Da ultimo ma non per minor importanza,si punta con insistenza sempre maggiore su questo genere, allo scopo di sfruttare la forza trainante di certi titoli, per quanto poi non sia così scontato che possano essere garanzia di risultati economici soddisfacenti al botteghino(Superman Returns).Altro aspetto non meno decisivo si rintraccia nelle diversificazioni di prodotto, ovvero sia nell’opportunità d’introitare tutto quell’indotto cui il film fa da traino:dal merchandising a nuove testate a spin off cinematografici(Elektra-Wolverine).A ragione di ciò, sia sufficiente il caso del primo Batman di Tim Burton che non solo diede nuovo slancio al Cavaliere oscuro ma fu una sorta di gigantesco spot pubblicitario per marchio e personaggio. Sulla scia del film, nacquero serie a cartoni animati, giocattoli, album per le figurine,articoli per la scuola e poi cappelletti, magliette,caloches, etc,etc. E’ evidente come l’interesse dei produttori,distributori e detentori del marchio, viri dall’opera filmica in se stessa verso quell’infinito sviluppo commerciale che le gravita intorno. La correlazione vale a volte anche in senso contrario:ovvero sia, la trasposizione più che cavalcare il successo di un fumetto, ne rafforza e ne amplifica la notorietà, generando l’effetto di una cassa di risonanza a favore delll’opera cartacea che se ne beneficia tanto sul piano della popolarietà(è il caso di molte graphic novell,si pensi a Red, ma anche di fumetti seriali,per es:Men inBlack)quanto su quello della riscoperta. Tin Tin risponde a tutti gli effetti a quest’ultimo aspetto:pur trattandosi di un peso massimo dalla tradizione che non azzardiamo a definire gloriosa, e indubbio che la pellicola di Spielberg/Jackson lo rilancerà presso le generazioni più giovani,alle quali è sostanzialmente sconosciuto, conferendo alla creatura di Hergé una stagione di rinnovata celebrità. Mentre per Cow Boys & Aliens,è evidente quell’effetto “cassa di risonanza” suscitato dalla presenza di Graig e Ford che fa del film un grande prodotto d’intrattenimento e di conseguenza innesca curiosità ed interesse verso il meno famoso originale fumettistico. Partendo dunque dagli ultimi due in ordine d’uscita, ecco una galleria definita per sottogeneri e filoni, sintesi del comic book movies.

Segue seconda Parte


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