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Chi è senza peccato, scagli la prima pietra
Sdoganato ormai in tutte le salse, il tema della vendetta (o della "rivincita", come sarebbe più corretto tradurre in italiano il titolo Revanche) necessita ormai di chiavi diverse e originali per poter essere presentato allo spettatore senza che questo diventi preda della consueta sensazione del "già visto", "già sentito", "già sorbito".
Ci prova questo Revanche - Io ti ucciderò, film dell'austriaco Gotz Spielmann, che non a caso sembra strizzare l'occhio all'altro grande autore austriaco dei nostri tempi, il Michael Haneke di Funny Games e Il nastro bianco. Peccato che rispetto alla grandezza del qui citato regista, a Spielmann manchi totalmente il culto dell'inquadratura, la perfezione di una geometria che vibri di una sua musica, che sia dotata di un ritmo interno, qui invece totalmente assenti.
Revanche è un film caratterizzato da una stasi vuota propinata in modo più che superbo dal regista, un noir intimista ed esistenzialista che vuole ragionare tra i suoi mille e snervanti silenzi sul peccato, la vendetta, il senso di responsabilità che affligge ogni singolo tragico essere umano. Lo fa con uno sguardo amaro sul dramma di Alex, farabutto che progetta una fuga dalla sua realtà con la prostituta di cui si è innamorato.
Totalmente sconnesso, mal amalgamato nelle due storie separate che poi finiscono per incrociarsi, ma soprattutto prevedibile nella trama (soprattutto nello sviluppo della linea narrativa legata alla gravidanza dell'altra protagonista femminile), il film ha dalla sua parte solo due elementi: la fotografia e soprattutto gli attori, tutti convincenti nelle loro espressività che DEVONO (sembra quasi più un imperativo che una scelta funzionale) dire più delle parole.
Ci si guarda, ci si osserva, ci si perde negli sguardi volti verso il nulla (e in questo l'ambientazione di campagna non è tanto dissimile da qualla della città se non fosse per i paesaggi), ci si crogiola tra mille pensieri nella grigia quotidianità della soffocante miseria esistenziale dei personaggi, verso i quali il regista mostra una giusta e sentita compassione. Ma questo non basta, un film ha bisogno di scorrevolezza e non di una compiaciuta meccanicità. La vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo, ma quando è troppo freddo finisce per rimanere sullo stomaco.
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Una storia che fa il verso a Dostoevskij, ma appunto... fa solo il verso.
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film: Revanche genere: Noir, Crime, Dramadata di uscita:05/03/2010paese:Austriaproduzione:Prisma Filmregia:Götz Spielmannsceneggiatura:Götz Spielmanncast:Johannes Krisch, Irina Potapenko, Michael-Joachim Heiss, Andreas Lust, Hanno Pöschl, Ursula Strauss, Johannes Thanheiserfotografia:Martin Gschlachtmontaggio:Karina Resslerdurata:121 min brain factor:
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