Recensioni

Italians

Non più italiani-pizza-mandolino

[del 23/01/2009] [di Diego Altobelli]

Problemi sempre problemi, diceva qualcuno e siamo alle solite: in Italians i due episodi che compongono l’improbabile ritratto italico, non funzionano. Regia, sceneggiatura, recitazione naufragano insieme alle idee.

Nel primo episodio: Castellitto e Scamarcio, un adulto e un giovane, sono alle prese con un viaggio negli Emirati Arabi per consegnare una partita di Ferrari rubate, ma una rivelazione porrà fine alla loro amicizia. Nel secondo tempo: Verdone in versione medico dentista in piena crisi depressiva, fa un viaggio a San Pietroburgo dove spera di potersi distrarre dalle delusioni del quotidiano, ma finisce in un giro di prostituzione.

Non è il classico dito puntato contro il cinema italiano. Non è neppure una presa di posizione aprioristica nei confronti del nostro cinema che hanno taluni giornalisti. In Italians si ride, ad onor del vero più nel secondo episodio che nel primo, e questo bisogna pur dargliene atto. Senza la volgarità disarmante di certe produzioni nostrane, e senza neppure l’autorialità, ma involontariamente comica, di altre. Quello che sfugge, come spesso accade nel nostro cinema, è però il meccanismo dietro talune scelte stilistiche. La debole sceneggiatura che caratterizza il film di Giovanni Veronesi appare discontinua e troppo spesso come un mero pretesto per rappresentare un bel paesaggio piuttosto che una bella macchina. I personaggi, volutamente contradditori e macchiettistici, appaiono però anche impalpabili e monocordi. Le svolte narrative, invece, i cosiddetti “colpi di scena”, svicolano da ben altre responsabilità autoriali trasformando il film in un viaggio erratico sia di intenzioni che di presupposti.

Sfugge infatti alla fine del primo episodio la scelta di una svolta noir nella trama, come anche stona (e stonerebbe in un qualunque film comico) la scelta di mostrare scene di sangue tanto drammatiche come nel secondo episodio.

Dualità, insomma, enigmaticità delle intenzioni e poca chiarezza nel trasporle sul grande schermo: questo l’operato di un Giovanni Veronesi alle prese con gli italiani all’estero. Speriamo non gli venga in mente di descrivere quelli in patria.

Forse ad alcuni critici basteranno le risate a denti stretti fuoriuscite davanti i duetti firmati da Castellitto e Scamarcio (il primo bravissimo, il secondo non in parte); o forse a certi spettatori basterà il mestiere di Carlo Verdone che funge da contraltare all’inettitudine di Dario Bandiera (un cabarettista, non un attore: sono due mestieri diversi e vale la pena ricordarlo): in ogni caso l’operato rimane insufficiente. E se invece che darsi pacche sulle spalle e sorrisini accondiscendenti per aver ancora una volta salvato le tasche adempiendo al compito “botteghino” con soluzioni stilistiche tanto semplici quanto infantili, produttori, registi e attori cominciassero a guardare in faccia la realtà di un cinema così scarso qualitativamente e povero di idee, tutti si renderebbero conto che da ridere c’è davvero molto poco.

Il primo episodio si potrebbe saltare, il secondo potrebbe finire prima

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Italians film: Italians genere: Comedydata di uscita:23/01/2009paese:Italiaproduzione:Filmauroregia:Giovanni Veronesisceneggiatura:Andrea Agnello, Ugo Chiti, Giovanni Veronesicast:Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio, Ottaviano Blitch, Valeria Solarino, Dario Bandiera, Remo Girone, Makram Khoury, Elena Prestifotografia:Tani Canevarimontaggio:Claudio Di Maurocolonna sonora:Paolo Buonvinodistribuzione:Filmaurodurata:116 min brain factor:

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