La Favola della focaccia che sconfisse l'hamburger. C'era una volta, in un paese chiamato Altamura, una famiglia di laboriosi fornai che decise di aprire una nuova panetteria proprio di fronte ad un enorme McDonald's. I prodotti della famiglia Digesù, ed in particolar modo la loro tipica focaccia pugliese, erano così buoni che tutti gli abitanti di quella piccola città cominciarono ad andare al loro forno artigianale, abbandonando il fast food americano che, ormai deserto, fu costretto a chiudere.
Sembra una favola, vero? Invece non lo è. È la storia vera di Luca Digesù e della sua famiglia e della «sfida», che ricorda, anche per gli esiti, quella di Davide al gigante Golia, da loro lanciata al colosso americano, ormai mondiale, dell'hamburger.
Da questo straordinario fatto di cronaca, Nico Cirasola ha tratto ispirazione per il suo Focaccia blues, in cui documentario e finzione si alternano per descrivere la resistenza opposta dalle tradizioni e dai gusti locali alla forte pressione omologante di certa globalizzazione.
Resistenza raccontata metaforicamente proprio nella parte fiction del film in cui Dante, fruttivendolo dai modi semplici, contende a Manuel e alla sua appariscente Corvette gialla, l'amore dell'avvenente Rosa.
Il documentario, invece, oltre a far raccontare, con esiti a tratti esilaranti, la storia della famiglia Digesù dagli stessi abitanti di Altamura, segue Onofrio Pepe, il giornalista che fece conoscere a tutto il mondo la vicenda, nel suo viaggio negli Stati Uniti per «colonizzare» con la focaccia proprio la patria del McDonald's.
Il film di Cirasola è sicuramente divertente, sincero e genuino.
Ha, però, il difetto di affrontare le importanti questioni che solleva con una certa superficialità non del tutto giustificata dai toni volutamente leggeri, finendo col ruotare attorno a situazioni e concetti che divengono quasi «macchiettistici».
Si tratta, comunque, di una pellicola che ha il pregio indiscusso di dar voce alle diversità, oggi sempre più temute ed osteggiate, e questo è un fattore che non va trascurato, per non finire «plastificati» come gli hamburger di McDonald's...
|
"Pomodorino, m'hai provocato!? Io me te magno!"
|
 |