"Siamo convinti che la focaccia pugliese arriverà anche alla Casa Bianca!"
Così parlò Onofrio Pepe, vulcanico giornalista pugliese e fondatore dell'associazione «Amici del fungo cardoncello», motore e anima del film Focaccia blues. Leggenda vuole, ma il co-fondatore Renzo Arbore conferma che si tratti di una storia vera, che una spedizione dell'associazione abbia fatto assaggiare alla first lady Michelle Obama alcune verdure tipiche pugliesi e che lei abbia deciso di coltivare un orto alla Casa Bianca proprio in loro onore.
Parafrasando Asterix (anche citato all'inizio del film): SPQP. Sono Pazzi Questi Pugliesi.
Specialmente dopo il ricco buffet organizzato per promuovere la pellicola nell'incontro con i giornalisti, accorsi numerosi e famelici. Salumi e formaggi vari, pecora «alla pignatta», vino in quantità e, immancabile, la focaccia per accontentarli.
Una conferenza preceduta da un simile banchetto assomiglia, inevitabilmente, alle chiacchierate tra i tipici tavoli di legno delle trattorie. E così Renzo Arbore recupera la verve di Quelli della notte raccontando di quanto si sia divertito a "fare il pugliese" e spiega che la Puglia è speciale perchè "è la regione in cui, in assoluto, si parla più di cibo: magari iniziamo col parlare di un problema importante come le tasse o la politica, ma poi si finisce sempre a disquisire su una cosa alimentare, come i pomodorini!"
E Nico Cirasola nel suo Focaccia blues, "che mi ha strappato al mio adorato ozio", fa proprio questo: parla di un tema centrale nell'epoca della globalizzazione (il conflitto tra globale e locale e, di conseguenza, quello tra la cultura del fast e quella dello slow) ma con toni allegri, privi della vuota seriosità dei, peraltro pochi, dibattiti istituzionali su questi argomenti. "Dietro le risate del film c'è una filosofia di vita: la lentezza". "La società di oggi ci vorrebbe tutti frenetici - spiega - Noi non abbiamo la prestesa di cambiarla ma possiamo rendere la gente, soprattutto i giovani, consapevoli che ciò a cui sono abituati e che danno ormai per scontato non è poi così scontato".
Alessia Lepore, giovane sceneggiatrice cui è toccato il non facile compito di coniugare fiction e documentario nel film, puntualizza che "non si tratta di una pellicola «contro» l'hamburger o i fast food". "Non ci rendiamo conto - prosegue convinta - di essere continuamente sottoposti ad un bombardamento mediatico che limita le nostre scelte. Il nostro film vuole, quindi, essere «pro», cioè a favore di quelle opzioni che vanno scomparendo".
Quindi, tra la descrizione degli "effetti collaterali" del lampacione (una specie di cipolla) che, sottolinea Arbore attraverso un paragone ardito, "sta ai fagioli come la bomba atomica sta al moschetto", e la ricetta originale della focaccia, "un segreto come la Coca Cola" scherza Cirasola, la divertente chiacchierata, e lo stesso Focaccia blues, ruotano intorno ad un problema centrale della società contemporanea, le cui reali proporzioni, forse, ancora sono poco comprese.
Ma un contributo in questo senso arriva da una notizia, grottesca proprio perchè tristemente vera, comunicata da Onofrio Pepe. "Il responsabile italiano, nel 2002, della McDonald's è, oggi, il responsabile dei musei italiani presso il Ministero dei beni culturali. Riflettete un po' su questo..."
E, di fronte ad un simile picco di miseria e vorgogna, tutti i presenti smettono di ridere...