Sta per uscire sugli schermi americani con il discusso film The Road (in Italia arriverà tra gennaio e febbraio 2010), che a dire di tutti i bookmakers gli regalerà la seconda nomination all'Oscar e, chissà, magari anche il premio.
Viggo Mortensen racconta in un'intervista americana il motivo di tanta fascinazione verso questa storia apocalittica tratta dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy, lo stesso autore di Non è un paese per vecchi: "Mi è piaciuta l'idea di qualcuno che arriva ad un punto in cui smette di scusarsi per il proprio comportameto, di giustificarsi per non aver fatto la cosa giusta. In un certo senso è di questo che il film parla, di un uomo che impara dalle cose che gli sono accadute intorno e soprattutto da suo figlio a perdonare se stesso e gli altri e a realizzare che non importa quanto siano brutte le cose e quanti sbagli si commettano, perché qualcosa di buono può sempre accadere".
Il film vede Viggo Mortensen in viaggio con il proprio figlio sullo sfondo di un'America abbandonata, distrutta, dove non c'è cibo e dove gli esseri umani sono diventati cannibali pur di sopravvivere. Per l'attore il ruolo ha rappresentato un arduo impegno anche dal punto di vista fisico: "Ho mangiato molto di meno ma mi ci è voluto un po' per dimagrire. Credo che quando invecchi sia più difficile perdere peso. Il tuo metabolismo rallenta, ma per fortuna sono una persona attiva e questo ha reso tutto più semplice. Dovrei aver perso sui 15 chili, ma non ne sono sicuro".
"Ho fatto film nella mia carriera in cui ho avuto il mio bel da fare da un punto di vista fisico", ha proseguito l'attore, "In un film sono stato anche nudo, ma è diverso dall'essere nudi emozionalmente, in un modo che va oltre anche i confini del personaggio, come in questo film. Devi essere completamente sincero. Il clima e le scenografie erano come una ferita aperta e i nostri sentimenti dovevano porsi su quello stesso livello". Il film lascia infatti il cataclisma sullo sfondo per concentrarsi su un rapporto padre/figlio, nel quale l'attore, anche lui genitore, ha ritrovato in parte se stesso: "Il fatto che fossi padre ha inciso molto all'inizio e in fase di preparazione, ma poi non più. Credo che chiunque legga questo libro non debba essere per forza un padre o una madre per capire la situazione".
Dunque vade retro chi cerca un film catastrofico pieno di azione e adrenalina: "Esistono catastrofi naturali, ma anche catastrofi provocate dall'uomo. Nel film non ci dicono cosa è stato il cataclisma e credo sia appropriato. Se volete prodotti che vi diano risposte di questo tipo, dovete vedere un altro tipo di film. Non l'ho visto, ma credo che 2012 abbia a che fare con questo, con lo spettacolo della distruzione". Infine Mortensen non disdegna di dire qualcosa su Lo Hobbit e sulla possibile presenza nel film di Aragorn. "No, non c'è il mio personaggio nel film. Ma se ne faranno mai un altro... l'unico modo per esserci sarebbe se decidessero di fare una storia di connessione tra Lo Hobbit e Il signore degli anelli. Ci sono circa 60 anni tra un libro e un altro. Il mio personaggio non è nel libro, ma è vivo, è giovane. Quindi in una "storia-ponte" potrei certamente esserci, ma non so se hanno intenzione di farlo. Mi piacerebbe, ma non sono mai stato contattato".
(Fonte: Collider)