Interviste

Peter Molyneux

Peter Molyneux e Phil Spencer di Microsoft (parte 2)

[del 16/06/2009] [di GameSushi.it ]
Prosegue l'invervista a Peter Molyneux e Phil Spencer.

D: Quanto influisce questo nuovo lavoro sul tuo ruolo alla Lionhead?

PM: Sono a quota tre ruoli, se conti anche il lato PR. Sono il capo dello studio, e ho un sacco di persone che lavorano come e mi aiutano a lavorare sulle faccende più noiose e che mi fanno apparire bravissimo. Sono persone con cui ho lavorato per anni. Il mio ruolo nel design di entrambi i progetti… c’è una squadra di designer con cui ho lavorato per un sacco di tempo, e sono abituati a vedermi entrare e passare mezza giornata o l’intera giornata con loro, questo non cambierà.

La cosa buffa è che funzionava pressappoco così quando Lionhead era una compagnia indipendenza, perché c’era un sacco di lavoro da fare con gli investitori e i finanziatori sul lato più affaristico, da cui sono esentato da quando siamo parte di Microsoft. Non è un cambiamento radicale per Lionhead, è più o meno andata sempre così.

D:
Phil, c’è qualcosa che stai cercando di sperimentare in Europa per poi estenderlo ad altre regioni? Hai bisogno di un creative director per il nord America?

PS: Ho sperimentato direttamente che abbiamo più successo quando i leader creativi guidano direttamente i progetti. Coinvolgere da subito Kudo Tsunoda in Natal è stata la chiave per arrivare dove siamo arrivati oggi. Questo non vuol dire che tutti gli studi facciano direttamente riferimento a Kudo. Lui ha un ruolo di galvanizzatore per le idee, soprattutto per quelle precoci, e provare diverse cose nei primi step del processo gli ha permesso di raccogliere diversi pareri. Pensiamo a Live, è un’area che oggi è guidata da Ken Lobb e giova a tutta la gamma di prodotti, da Live Arcade a Joy Ride e 1 vs. 100.

L’organizzazione ha successo quando trovi leader creativi che riescono davvero a mettersi a capo di uno spazio, aiutarci a definirlo e a capire dove vogliamo arrivare. L’Europa è molto importante per noi, è un mercato enorme e capiamo che è una collezione di piccoli mercati che sono a metà del loro ciclo e per i quali è necessario pensare indipendentemente. Questo rende indispensabile una forte leadership.

D: Nei mesi passati alla Microsoft si sono visti chiudere degli studi e licenziare del personale. La nuova funzione di Peter è uno sforzo per ricostruire Microsoft Game Studio dopo uno scossone così consistente?

PS: Esattamente. Ho assunto il ruolo di dirigenza per gli studi mondiali quando sono tornato da Londra, e una delle prime cose che ho fatto è stato provare a pensare a tutte le iniziative strategiche portate avanti dai diversi studios indipendentemente. Ho disegnato un piccolo grafico, e mi sono accorto che ce n’erano più di dieci. Questo mi ha convinto del bisogno di focalizzarci. Abbiamo un gran talento nell’organizzazione, ma dobbiamo far sì che il talento sia concentrato su un numero inferiore di cose che possiamo fare meglio.

Il ridimensionamento a cui siamo stati sottoposti ha significato liberarci di cose estranee al core focus, e crearci uno spazio come leader per ripensare profondamente alle aree che saranno critiche in termini di lungo periodo. Live è un’area cruciale per noi, ad esempio. E poiché nel tempo abbiamo riassunto un gran numero di persone nell’organizzazione, abbiamo buone possibilità di riempire tutte quelle posizioni. L’acquisizione di Big Park è stata perfetta, abbiamo lavorato con loro per più di un anno su Joy Ride e quel che abbiamo trovato è uno studio fatto di persone veramente impegnate nel campo dell’online, del free-to-play e delle microtransazioni. Ha avuto senso per noi lavorare insieme da vicino, ed ecco perché abbiamo proceduto all’acquisizione. Si tratta di mettere a fuoco le iniziative davvero importanti per noi.

D: E il terzo elemento sarebbe il progetto Natal, perché se è così significativo quanto MGS lo ritiene, dovrebbe costringervi a un cambiamento radicale su come pensate il design?

PM: Assolutamente. È una montagna creativa da scalare, diciamo. Richiede agli sviluppatori e ai creativi di pensare in modo differente. Il fattore chiave è usare Natal per esperienze creative che sorprendano le persone, siano essere esperienze conosciute o generi completamente nuovi. È più importante che mai guardare Natal e capire che è un’enorme opportunità.

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Peter Molyneux persona: Peter Molyneux data di nascita:05/05/1959

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