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Intervista a Mike Griffith (parte2)
Prosegue l'intervista a Mike Griffith presidente e CEO di Activision
D: Nelle vostre previsioni DJ Hero avrà lo stesso successo di Guitar Hero?
MG: Si rivolge senz’altro a un’utenza più mainstream di Guitar Hero. Credo che proseguirà il percorso cominciato con Guitar Hero.
Oltre ai quindici milioni di case in cui già si gioca a GH, ce ne sono altre trecento milioni che non hanno ancora comprato, per un motivo o per l’altro, Guitar Hero. Una delle ragioni può essere che non abbiamo ancora raggiunto i gusti a cui si rivolge DJ Hero, che espanderà la serie e sarà particolarmente gradito in Europa dove questo genere musicale è più attraente che altrove.
D: Esistono già dei Guitar Hero in edizione speciale con brani dei Metallica e degli Aerosmith. Avete in programma delle espansioni a tema anche per DJ Hero?
MG: È ancora troppo presto per dirlo, ma abbiamo già all’attivo il supporto di Jay-Z ed Eminem.
D: Thomas Tippl ritiene che il business di Activision in Europa è sottosviluppato. Dove credete di trovare le possibilità di espansione?
MG: In relazione alla serie di GH, posso dire che siamo al di sotto delle possibilità di espansione in rapporto alla quota di mercato che abbiamo in Europa coi nostri altri prodotti. In parte è stato causato dalla decisione di dirottare l’hardware in Nord America. D’altra parte, non sono disponibili localizzazioni per alcune regioni europee, come ad esempio Germania, Francia e Gran Bretagna. Abbiamo fatto molto in proposito, e guardando i dati di vendita di marzo vedrete che le vendite di Guitar Hero sono quasi raddoppiate. Stiamo premendo sull’acceleratore. Prima con GH: Metallica, il cui lancio coincide con il tour estivo della band, e adesso con DJ Hero.
D: Activision non si tirata indietro quando si è trattato di acquisire studi di sviluppo. FreeStyleGames, Bizarre Creations… anche questo fa parte dell’agenda per lo sviluppo in Europa?
MG: Il nostro modello è stato questo: lavorare con uno studio, sviluppare le nostre relazioni con loro, e procedere all’acquisizione laddove abbiamo riscontrato un reciproco interesse. È la nostra storia, ma siamo stati spinti dalla voglia di lavorare con i migliori, piuttosto che da un ragionamento puramente geografico. Non importa dove siano, noi vogliamo lavorare con i migliori sulla piazza.
D: Cosa pensate delle nuove tecnologie di motion control da Sony e Microsoft? State considerando di sfruttarle nei vostri prossimi progetti?
MG: Non mi stupisce che Sony e MS abbiano visto quel che è sotto gli occhi di tutti: i consumatori hanno reagito favorevolmente allo sviluppo di interfacce sempre meno invasive. Siamo pronti a supportare le loro iniziative, dacché abbiamo rapporti piuttosto stretti con tutti i produttori, e se ai consumatori piacerà, ci lavoreremo sopra.
D: Siete preoccupati dall’affollamento del mercato, conseguente a questi sviluppi che competono con i vostri prodotti basati su periferiche di controllo specifiche? Una parte del demo di Natal riguardava proprio un utente tracciato su una tavola da skate. Non vi preoccupa nemmeno un po’?
MG: No. Lo sapevamo, e abbiamo concluso che il rilevamento preciso di cui è capace il nostro skate è un fattore molto importante nel ricreare un’esperienza di skateboarding. La tavola che forniremo sarà capace di offrire il massimo del divertimento. In futuro esamineremo diverse possibilità. Nel breve termine non cambierà nulla, perché con i nostri controller siamo già presenti su tutte le piattaforme.
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