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Intervista a John Whittingdale (parte 2)
Prosegue l'intervista al deputato inglese John Whittingdale
D: Dei paesi stranieri che ha visitato ce n’è uno che considererebbe un modello da seguire per la Gran Bretagna? O piuttosto servirebbe prendere il meglio da più aree?
JW: Ogni governo è alle prese con gli stessi nuovi problemi. Abbiamo fatto un’inchiesta ai fini di proteggere i soggetti più deboli dai contenuti pericolosi. Abbiamo parlato a lungo di abuso sui minori, e ora il governo ha nominato il Consiglio per la Sicurezza Internet, e i suoi sistemi sono incompatibili con i rating PEGI/BBFC. Hanno adottato modelli diversi. Abbiamo guardato al modello americano, poi al modello… sono stato in Giappone e in Canada, poi. Ci sono sempre lezioni da imparare. E credo che sebbene noi siamo migliori in molte cose, ciò non vuol dire che non si possa migliorare ulteriormente.
D: Esistono anche gli sgravi fiscali che si fanno in Francia, che hanno come requisito la rilevanza culturale del prodotto.
JW: Questa è la Francia! I francesi ne sono ossessionati. Tutte le politiche che hanno attuato per le industrie creative hanno come obiettivo la promozione della lingua francese.
D: Ma non è così risaputo, nemmeno per i videogiocatori più accaniti, che così tanti titoli sono sviluppati nel Regno Unito. Molti giocatori sarebbero anzi sorpresi dall’apprendere che GTA IV, uno dei titoli del momento, è in realtà stato sviluppato in Inghilterra.
JW: È sempre stato così. Se pensi all’altro settore di cui mi sono occupato, l’industria cinematografica, nessuno crederebbe mai che tutti quei film sono stati girati in Gran Bretagna. Film come Star Wars, Alien, Superman, Batman… sono tutti inglesi!
D: E dal punto di vista governativo?
JW: Beh, sono stati prodotti a Pinewood. Ma a ben guardare non hanno un contenuto che potresti riconoscere al volo come inglese. Sono stati girati, prodotti e fatti qui… l’industria cinematografica, come quella videoludica, è un business molto volatile, e si muove dove le condizioni sono più favorevoli, e dove ci sono le migliori capacità. Le ragioni per le quali il cinema si trova così bene qui è che abbiamo una postproduzione molto qualificata, ingegneri del suono, cameraman e compagnia bella. L’ultima volta che sono stato a Pinewood stavano girando Bourn Supremacy e Sweeney Todd.
Ora… Sweeney Todd era almeno ambientato a Londra, sebbene cento anni fa. Ma Bourne Identity… ho visto girare una scena ambientata a New York. Anche nel caso dell’industria videoludica potrebbe non esserci alcuna rilevanza nazionale nel loro contenuto, ma se vengono prodotti qui significa che qui ci sono le migliori competenze. Ed è questo che dobbiamo tutelare.
D: Un’ultima domanda. Crede davvero che ci sia la possibilità di varare sgravi fiscali nel futuro immediato?
JW: Non credo sia impossibile. Il vero problema, oltre all’economia, è il governo che… beh, a breve avremo nuovi ministri. Una delle cose che potrebbero scoraggiare quelli della vostra industria, o quelli di qualsiasi industria creativa, è che i ministri cambiano non appena si è finito di convincerli. Il nuovo segretario di stato o il nuovo ministro potrebbero non avere alcuna esperienza nel settore, e si tornerebbe al punto partenza.
Ma gli argomenti a favore sono molto robusti, credo. E credo che i conservatori abbiano discusso a lungo con l’industria, tanto da aver capito le loro ragioni, e credo che questo apra delle possibilità al riguardo.
D: Quindi crede di poter sperare in qualche apertura da un nuovo governo conservatore?
JW: Lo spero. Non sono nella posizione di fare da portavoce, ma credo sia una possibilità.
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persona: John Whittingdale ruolo:Presidente commissione parlamentare su Cultura, Comunicazione e Sport, Vicepresidente gruppo parlamentare dedicato al settore videogiochi
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