Interviste

Festival

Deborah Young racconta la 55ª edizione del Taormina Film Fest

[del 05/06/2009] [di Piercarlo Fabi]

La 55ª edizione del Taormina Film Fest (dal 13 al 20 Giugno) sarà ricordata, senza dubbio, come quella della svolta per il festival siciliano.

L'ampliamento della kermesse ad altri luoghi-simbolo della Sicilia, la scelta della Francia come ospite d'onore, la presenza di star come Catherine Deneuve, Jessica Lange e Dominique Sanda (che riceveranno i Taormina Arte Awards di quest'anno ed incontreranno il pubblico nel corso di tre tavole rotonde), i 16 lungometraggi in concorso (equamente distribuiti nelle sezioni Mediterranea e Oltre il Mediterraneo) ed i 10 cortometraggi di registi siciliani, congiuntamente alla presentazione in anteprima mondiale d'importanti pellicole americane (le commedie The proposal con Sandra Bullock, Ghosts of girlfriends past di Mark Waters e The hangover di Todd Phillips, oltre a Crossing over con Harrison Ford sul tema dell'immigrazione negli USA) e ad un'importante rassegna dedicata alle Donne Forti, ribadiscono la vitalità di un festival sicuramente più piccolo degli altri ma non per questo meno importante.

Abbiamo incontrato, a ridosso della conferenza stampa di presentazione, Deborah Young, Direttore Artistico del festival per il terzo anno consecutivo, apparsa immediatamente soddisfatta del programma e delle significative novità di quest'edizione, anche in virtù della fatica e del lavoro necessari a metterle in piedi.

A fronte di un'annata difficile a causa della crisi finanziaria che ha messo in ginocchio le economie di tutto il mondo, il Taormina Film Fest rilancia ed «invade» la Sicilia. Una scelta coraggiosa.
È vero, è un'anno complicato ma l'Assessorato al Turismo della regione Sicilia punta molto sul cinema per incrementare lo sviluppo culturale e turistico dell'isola. Ha, quindi, deciso d'ingrandire il nostro budget anzichè tagliarlo, considerando il nostro progetto molto convincente sia dal punto di vista culturale che da quello turistico.
L'idea di programmare tre diverse rassegne in tre località distinte della Sicilia è nata proprio per esigenze pratiche: è molto importante avere altri schermi a dsiposizione perchè a Taormina, come è noto, abbiamo soltanto due schermi nel Palazzo dei Congressi ed il Teatro Antico ma per una sola proiezione serale. Non bastano a contenere le molte idee che avevamo in mente da tempo e le continue proposte di molti enti che ci cercano come partner per le loro iniziative.

Tipo?
C'è la Camera di Commercio Italo-brasiliana che voleva offrirci una bellissima rassegna di cinema e musica brasiliana ma non avevamo gli spazi per inserire nel programma dieci film brasiliani. È stata una vera fortuna avere a disposizione Siracusa per poterli proiettare.
Lo stesso discorso vale per le Major americane le quali, ogni volta che vado ad Hollywood mi offrono tantissime belle commedie estive ma prima non avevamo schermi sufficienti per programmare altri film degli Studios oltre a quelli già presentati ogni anno al Teatro Antico. Palermo ha risolto questo problema nel migliore dei modi! Abbiamo organizzato una rassegna molto coerente non con le solite commedie ma con pellicole che violano i consueti limiti della commedia classica e spero molto che i palermitani apprezzeranno queste scelte.

Per quanto riguarda, invece, la rassegna Donne Forti?
Molto semplicemente, era una cosa che andava fatta. Palma di Montechiaro mi ha dato la possibilità di proporre importanti pellicole italiane su questo tema, come La siciliana ribelle di Marco Amenta e Riprendimi di Anna Negri, insieme con film stranieri come 8 donne e un mistero di Francois Ozon e Persepolis di Marjane Satrapi.

Questo ampliamento del Taormina Film Fest a tutta la Sicilia intende anche confermare la sua natura di festival aperto a tutto il pubblico, non solamente ai cinefili?
Assolutamente sì! Noi sappiamo benissimo che esistono molti festival nel mondo e che Taormina è lontana e difficile da raggiungere e che, quindi, dobbiamo creare un nostr pubblico. L'allargamento ad altri importanti luoghi della Sicilia offre a tutti i siciliani la possibilità di accedere ai nostri film e questo è l'altro, fondamentale motivo che ci ha spinti ad ingrandire il festival nonostante la difficile situazione economica.

In questo senso, il Festival di Taormina andrà a configurarsi sempre di più anche come una vera e propria «scuola di cinema» grazie al Campus e al Master Class...
Questa è un'evoluzione naturale del nostro festival, che quest'anno porterà a Taormina più di 600 ragazzi provenienti da tutta Italia. Il Taormina Film Fest è diverso da quelli di Venezia o di Roma o di Torino: è molto più intimo e raccolto. Grazie a questa caratteristica, a Taormina è possibile vedere Tom Cruise o Antonio Banderas o Michael Douglas passeggiare per strada, davvero vicini alla gente, senza bisogno di esser circondati da una moltitudine di bodyguards. Considerando quest'idea ci siamo chiesti: "Perchè non chiedere a queste celebrità di avere un contatto professionale con il pubblico e di parlare delle loro carriere?" Lo fanno con enorme piacere e, di solito, più grande e prestigioso è il personaggio e più ha piacere d'incontrare gli spettatori, specialmente i ragazzi.

Venendo all'ospite d'onore di quest'anno, la Francia, che tipo di programmazione dedicherete alla cinematografia francese?
Avremo sette film contemporanei francesi in una speciale rassegna organizzata dal grande critico francese Edouard Waintrop in modo da offrire una panoramica su vari generi.
Inoltre, in concorso, presenteremo La fille du RER (La ragazza sul treno), il nuovo film di Andrè Techinè con Catherine Deneuve.
Al Teatro Antico, poi, avremo in anteprima Diamond 13 di Gilles Béhat, con un grandissimo Gerard Depardieu, e Soeur Sourire, un film di Stijn Coninx che ho molto amato e che parla della storia tragica e commovente della suora in rivolta contro la Chiesa che, con la canzone Dominique, divenne più popolare dei Beatles negli anni '60.

Per concludere cosa può dire del documentario di Antonello Sarno, Taormina 55 realizzato proprio per celebrare la storia del festival?
È un film che riesce in meno di un'ora a raccogliere tutto lo spirito del Taormina Film Fest, raccontandolo attraverso i suoi protagonisti che sono stati le celebrità del cinema mondiale. Inoltre è un documentario che celebra Taormina come uno dei luoghi più belli del mondo ma anche come un posto che ha vissuto una significativa evoluzione culturale e cinematografica nel corso degli anni.

Nel suo fluente italiano, solo leggermente venato dall'accento americano, Deborah Young ci ha incantato nella descrizione di un festival che, mai come quest'anno, si conferma la capitale estiva della cultura e del grande spettacolo.

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