L’edizione su Blu-ray Gori di Un gelido inverno (Winter’s Bone) offre l’occasione per recuperare uno dei migliori titoli della recente stagione cinematografica. L’immagine è perfetta, da riferimento, (il film era stato girato con una camera Red One e il bd è tratto da un master ottimo), sempre nitidissima e del tutto priva di difetti. L’audio è centrato sui dialoghi, con qualche leggero effetto ambientale e le musiche a chiamare in causa i canali posteriori. Da privilegiare la traccia originale, per gustare la cantilena degli accenti locali. Purtroppo sono assenti gli extra.
In un Missouri in endemica depressione, nelle gelide lande dell’altopiano d’Ozark, vive la diciassettenne Ree, in condizioni da Frontiera. Manda avanti la famiglia, due fratellini e la madre psicologicamente instabile. Il padre, un fabbricante di metanfetamina, è scomparso dopo essere uscito sotto cauzione, in attesa del processo. Ma come garanzia ha dato casa e terreno e, se non si presenterà all’udienza, lo Stato si prenderà tutto. Nessuna pietà, nemmeno per i più indifesi, nessuna solidarietà, non c’è spazio per i sentimenti, conta solo la spietata sopravvivenza in un ambiente durissimo. Esemplare storia dove la miseria umana e culturale, abbinata a quella economica, genera inevitabilmente mostri, Un gelido inverno (Winter’s Bone) è tratto dal romanzo di Daniel Woodrell (Fanucci Editore) e rappresenta anche lo spaccato di un’America che esiste quanto quella delle commedie glamour che ci vengono servite con assai maggiore frequenza, più valido di un trattato sociologico.
Con incredibile maturità, la ventenne Jennifer Lawrence, già notata in The Burning Plain e rivista in X Men l’inizio, crea un personaggio memorabile. Anche il resto del cast è formato da facce scelte splendidamente, da sembrare davvero autentiche. Un gelido inverno, diretto dalla regista americana Debra Granik, ha vinto al Sundance Film Festival 2010 come Miglior film e Migliore sceneggiatura e ricevuto quattro candidature agli Oscar.
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la nostra recensione completa del 17/02/2011.
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un film in cui l’arte copia la vita
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