Life, vita, così semplicemente si chiama l’ultimo lavoro di David Attenborough, il mitico documentarista inglese, fratello del premio Oscar Richard, specializzato per passione in opere che hanno descritto il mondo che ci circonda, permettendo l’apprendimento delle regole che lo governano, alle quali noi umani siamo convinti di sfuggire. Ha permesso la conoscenza di aspetti del mondo naturale ai quali una persona comune difficilmente avrebbe accesso, realizzando prodotti non solo altamente educativi ma istruttivi per tutti, e sempre appassionanti. Insomma, grazie a prodotti come questi, anche noi comuni cittadini sedentari, possiamo dire di ”avere visto cose…”.
Vivere è l’imperativo assoluto, nel mondo animale e vegetale, sulla superficie della terra o nella profondità degli abissi, a qualsiasi prezzo (non che per la razza umana sia molto diverso, solo che se la raccontano di più). Il documentario ci mostra tutte le incredibili tattiche messe in atto in natura per non soccombere, per accoppiarsi, moltiplicarsi, nutrirsi, evitare le trappole di un ambiente in cui ciascuno è nutrimento di un altro. Intorno al regista si muove una folla di collaboratori, fra cui i geniali inventori dei macchinari necessari per riprendere i soggetti desiderati nel modo migliore. Qui fra gli altri mezzi è stata impiegata una mongolfiera elettrica costruita ad hoc ed è stata ideata una speciale attrezzatura che attenua i sobbalzi della macchina da presa, causati dagli scossoni subiti da una jeep lanciata all’inseguimento della “preda” scelta.
Nei cinque dischi del cofanetto troviamo centotrenta storie suddivise in dieci episodi, con materiale che è stato raccolto in quattro anni di lavorazione, tremila giorni di riprese lungo sette continenti, con telecamere ad alta velocità per rallenty da 8000 fotogrammi al secondo o con accelerazioni in time lapse, che ci raccontano di mammiferi, rettili, pesci, insetti, uccelli e anche piante, con immagini sempre originali, emozionanti, rare. Come extra per ogni disco troviamo due speciali, dei “diari di produzione”, quasi una specie di making of, ciascuno di circa dieci minuti, che aggiungono altro interesse ad una quantità di materiale già affascinante, mostrando anche le appassionanti ma rischiose imprese dei realizzatori.
Nel Blu-ray Medusa l’immagine è sempre limpidissima e di grande definizione, nelle scene sia in terra che in mare. L’audio restituisce con precisione e coinvolgimento tutta la scena ambientale e le belle musiche di George Fenton, storico collaboratore del grande regista. Sempre bene in evidenza la voce narrante che, nell’originale, è quella dello stesso David Attenborough, splendido ottantacinquenne, mentre in italiano è Luigi La Monica, storico doppiatore di Richard Gere.
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Appassionante
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