Le dîner des cons è un film del 1998 del regista francese
Francis Veber, ispirato ad un opera teatrale andata in scena a Parigi per tre anni con un ottimo successo. La trama è semplice ma di grande impatto comico come si addice alle migliori commedie. Un gruppo di amici benestanti e di successo si diverte ogni mercoledì della settimana ad organizzare la “cena dei cretini”, alla quale i partecipanti devono portare appunto un cretino per ridere alle sue spalle. Trama leggera e frizzante che inizia molto lentamente per poi esplodere in un climax di gag e ed equivoci che rendono la storia davvero esilarante. La forza di questa commedia sta proprio nella semplicità e genuinità della risata che provoca, nella mancanza assoluta di volgarità e in quella punta di moralismo che non guasta, si ride e si riflette senza accorgersene.
François Pignon (Jacques Villeret Pierre) è un funzionario del ministero delle finanze con l’hobby di riprodurre i grandi monumenti con i fiammiferi ed è lui “il cretino” scelto da Brochard (Thierry Lhermitte) , la sua aria ingenua e la sua goffaggine sono perfetti per il ruolo così come la bella presenza e il fascino di Thierry Lhermitte. Una coppia comica perfetta che quasi da sola porta avanti gran parte del film. Tutto gira intorno a loro senza un minimo di prevedibilità, Pignon riesce a stupire sempre lo spettatore, cosa assai rara nel cinema moderno, e ancor più in questo genere. L’ilarità si moltiplica all’arrivo dell’amico di Brochard che si piega letteralmente in due dalle risate quando gli viene raccontata la serie di guai combinati da Pignon nel tentativo in piena buona fede di aiutare Brochard a riconquistare sua moglie.
Molti i punti a favore di questa pellicola. Oltre alla splendida interpretazione dei protagonisti bisogna sottolineare anche la breve durata (78 minuti). Spesso, infatti, le commedie risultano eccessive e ripetitive pur di “allungare il brodo”, Veber invece lascia lo spettatore con l’acquolina in bocca piuttosto che con la nausea. Anche il basso budget a sua disposizione è un punto a suo favore.
Costato due lire il film mantiene chiaramente la struttura teatrale originaria caratterizzata dalle tre regole classiche dell’unità di luogo, tempo ed azione. Girato per lo più in interni
Veber mostra tutta la capacità e la possibilità di far ridere con niente. Peccato solo per il finale troppo poco elaborato.
Molto divertenti gli extra presenti nel Dvd distribuito da Filmauro, in cui si vedono sia le sbavature e le imprecisioni del montaggio, che i ciak sbagliati dagli attori, una piccola commedia nella commedia.
Lingue: italiano, Dolby Surround 2.0 - stereo - francese, Dolby Surround 2.0 – stereo
Sottotitoli: italiano per non udenti
Formato: 2,35:1
Extra: trailers; filmografie; curiosità
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stupido è chi lo stupido fa
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