Durante una delle ultime lezioni di cinema che si stanno tenendo a Cinecittà, Francesco Alò ha spesso parlato di questo film tessendone le lodi, e non avendolo mai visto ho deciso di affittarlo. Devo perciò ringraziare Alò per avermi dato questa opportunità.
Trattandosi di una produzione indipendente frutto della collaborazione della Nero Film di Gregory J Rossi con i Manetti Bros e Sergio Stivaletti (autore degli effetti speciali), non ha avuto una grande pubblicità nonostante sia davvero degno di nota per chi ama le atmosfere dei film horror degli anni ’70 come Non Aprite Quella Porta.
Il Bosco Fuori è un film horror del 2006 del regista esordiente
Gabriele Albanesi, un autodidatta che non ha mai frequentato nessun corso o scuola ma che si è formato solo grazie alla passione per il cinema. Evidente l’impronta del cinema di
Tarantino,
Roger Avary e
Dario Argento.
L’opera prima di Albanesi, per la sua trama e per la sua estrema violenza, è un’opera anomala nel panorama del cinema italiano ed è sicuramente questo un punto a suo favore per la sferzata di novità che ci propone, come è giusto che sia da parte di un giovane regista. Peccato che in Italia le nuove idee, soprattutto quelle estreme e che vanno contro corrente, non vengano mai appoggiate. Solo agli horror d’atmosfera si avvicinano i nostri produttori, nessuno ha il coraggio di rischiare su questo tipo di cinema che è sicuramente più duro ma che in America dimostra invece di avere un buon pubblico, basti pensare al successo che ha avuto Hostel.
Il Bosco Fuori, visto il budget limitato, è stato girato in Hdv in tre settimane dall’agosto al settembre 2005 nella zona dei Castelli Romani, per gran parte all’interno di una villa a Castelgandolfo e vede la breve partecipazione di Enrico Silvestrin e di Elisabetta Rocchetti.
Il film è decisamente un pugno nello stomaco ma per gli amanti del cinema horror splatter sarà sicuramente una splendida sorpresa. Le vicende di Aurora e Rino,che una sera decidono di appartarsi in macchina venendo da prima aggrediti da un gruppo di ragazzi e poi “salvati” da una coppia che li porterà in una villa, non potranno non piacere a chi ama questo genere e a chi, come me, è rimasto esalto da Non Aprite Quella Porta o dal Gatto a nove code.Eccezionale il trucco e gli effetti speciali che ci regalano fontane di sangue in tipico stile Tarantino.
Il film è davvero un insieme di anime con mille sfaccettature che non lo rendono assolutamente disomogeneo ma anzi lo arricchiscono. C’è il tragico, l’horror, il romantico, il comico e il pauroso il tutto volto a coinvolgere e a sorprendere lo spettatore senza mai dargli dei veri punti di riferimento o elementi di prevedibilità.
La dimostrazione della mancanza di coraggio del nostro cinema italiano e della presenza di un pubblico interessato a questo cinema sta nell’acquisizione dei diritti di questo film da parte della Minerva Pictures per la distribuzione estera del film, tradotto con il titolo The Last House In The Woods. Ulteriore dimostrazione è la splendida riuscita in Giappone, dove è campione di incassi tra i film a noleggio distribuito come Italian Chainsaw il cui titolo ricorda non casualmente il famoso film di Hooper. Speriamo un giorno che anche l’Italia ne riconosca le giuste potenzialità permettendo a Gabriele Albanesi e ad altri giovani registi come lui di esprimersi liberamente senza limitazioni di budget.
Lingue: italiano, dolby digital 2.0
Sottotitoli: inglese
Formato video: Pal area 2
Extra: dietro le quinte, cortometraggio, commenti tecnici, foto
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piccoli registi crescono!
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