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Due partite

Otto ritratti di donne

[del 11/12/2009] [di Tania Sollazzo]

Un film di sole donne che però è incentrato completamente sugli uomini. Loro sono il motore nascosto della trama, con i loro comportamenti e atteggiamenti condizionano la vita delle quattro protagoniste e successivamente delle loro figlie. Ogni giovedì quattro donne si incontrano per una partita a carte e nel corso di questi lunghi pomeriggi si raccontano le loro vite, i loro dolori e i tradimenti. Il regista Enzo Monteleone, con la preziosa collaborazione di Cristina Comencini (autrice della pièce teatrale da cui nasce il film, e che ha in comune le protagoniste della prima parte del film), ci propone due mondi in due partite. Il primo è ambientato negli anni ’60 e vede sedute al tavolo verde Beatrice (Isabella Ferrari), Claudia (Marina Massironi), Sofia (Paola Cortellesi) e Gabriella (Margherita Buy): ognuna di loro ha un suo modo di vedere il mondo e di credere nella famiglia. E proprio attraverso loro il regista ci propone le mille sfumature dei rapporti uomo-donna, come la ricerca di indipendenza ostentata dalla Cortellesi, la sottomissione al ruolo di madre della Massironi, la rinuncia dei sogni e del pianoforte della Buy e infine l’ingenuità della Ferrari che in attesa del suo primo figlio si ritrova a capire che il mondo non è tutto rosa.

In queste riunioni esce fuori tutta la difficoltà del matrimonio e della scelta della maternità, si percepisce l’insoddisfazione di ognuna di loro, così come la dipendenza e la mancanza di coraggio nell’affrontare la realtà di un fallimento. Comportamenti che oggi possono sembrare anacronistici e che perciò vengono messi a confronto nella partita successiva, quella giocata dalle figlie trent’anni dopo. Tempi diversi ma stesso luogo, le quattro figlie si incontrano in occasione della morte di Beatrice per stare vicine a Giulia (Alba Rohrwacher), sua figlia.
Una nuova generazione che sicuramente si è emancipata, che lavora ed ha acquisito una propria indipendenza ma che allo stesso tempo mantiene molte difficoltà relazionali proprie della generazione precedente.

Stessi silenzi e stessa verbosità, i tempi cambiano ma i problemi restano e così le figlie come le madri si sfogano alla ricerca della felicità. Le differenze ci sono e si sentono: Sara (Carolina Crescentini) Cecilia (Valeria Millilo) Rossana (Claudia Pandolfi) e Beatrice sono decisamente più indipendenti e più forti dei loro uomini ma a volte lo sono troppo, al punto di sopraffarli, come avviene per Sara che maltratta suo marito. Oppure sono troppo attaccate alla loro indipendenza e al loro lavoro come fa Rossana. C’è sicuramente più libertà rispetto agli anni ’60 e l’emancipazione ha dato i suoi frutti, ma le fragilità e il bisogno di protezione e amore è rimasto lo stesso. Certamente del sesso si parla con maggiore libertà, le ragazze si raccontano i dettagli e le situazioni ma l’infelicità rimane l’elemento comune che congiunge le due partite. Le piccole o grandi differenze che ci sono tra le due generazioni sono comunque legate ad un bisogno di felicità che emerge chiaramente in tutte le confessioni, sia negli anni ’60 che nei giorni nostri.

Il film è tratto da un libro da cui la Comencini ha creato un’opera teatrale che le ha permesso di aggiudicarsi il “premio Gassman” come miglior testo e miglior spettacolo della stagione 2006/2007. Monteleone ha mantenuto la stessa “immobilità” scenica del teatro riducendo al minimo i montaggi, dando un grandissimo risalto alle parole e permettendo alle attrici lo sguardo in macchina. Splendida la colonna sonora di Mina che con due canzoni riesce a sintetizzare il tema principale del film, E’ l’uomo per me e Se telefonando raccontano esattamente le speranze, le illusioni e le amarezze di queste otto protagoniste. Ovviamente i problemi e le ansie delle mamme così come delle figlie sono irrisolti, come irrisolto è il processo di emancipazione che ancora deve trovare un equilibrio nella coppia moderna. In questo senso Due Partite è la rappresentazione di otto ritratti di donne che permetteranno alle spettatrici l’identificazione e che però non deve portare appagamento ma riflessione. E forse da questo punto di vista il film tende ad essere carente, si rischia, infatti, che le donne possano compiacersi dei loro sfoghi e proprio come avviene sullo schermo comprendersi senza stimolarsi al cambiamento. Così gli uomini che sono gli eterni antagonisti di questo film risultano i veri vincitori, d’altronde Oscar Wilde diceva: “Bene o male purchè se ne parli”.

Extra: trailler

Sfogarsi non significa sempre confrontarsi

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Due partite film: Due partite genere: Comedy, Dramadata di uscita:06/03/2009paese:Italiaproduzione:Cattleya, Rai Cinemaregia:Enzo Monteleonesceneggiatura:Cristina Comencini, Enzo Monteleonecast:Margherita Buy, Carolina Crescentini, Isabella Ferrari, Paola Cortellesi, Marina Massironifotografia:Daniele Nannuzzimontaggio:Cecilia Zanusocolonna sonora:Giuliano Tavianidistribuzione:01 Distributiondurata:94 min brain factor:

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