E’ possibile un legame tra il cinema e il teatro? Assolutamente sì! E Closer ne è l’ennesima dimostrazione. Tratto da un dramma del 1997 composto dal drammaturgo inglese Patrick Marber, Closer è stato ripreso da Mike Nichols e riproposto sul grande schermo con un cast di tutto rispetto che non a caso ha vinto 2 Golden Globe. Jude Law, Clive Owen, Natalie Portman e Julia Roberts sono i protagonisti assoluti di quest’opera incentrata sull’amore e sul tradimento.
La forza del film sta proprio negli attori e sicuramente nel modo in cui sono stati diretti, c’è infatti una forte carica erotica e una grande sensualità senza nessuna scena di sesso spinto o di nudo particolare. E’ un film fatto di sguardi intensi e peccaminosi, il cinema di Nichols finalmente obbliga lo spettatore a immaginare, proponendo un eros implicito e non esplicito. Non è la pornografia delle immagini quella che ci propone il regista, ma quella delle parole che sicuramente sono molto più violente e dirette rispetto alle immagini. Questa dicotomia porta la carica erotica del film alle stelle rendendo lo spettatore carico di aspettative.
Closer, inoltre, è totalmente incentrato sui quattro personaggi con pochissimi esterni, per rendere ancora più vicina l’azione cinematografica a quella teatrale e questa costrizione rende il film ancora più particolare. Non è importante il contorno, non sono importanti gli abiti o i luoghi, ciò che importa sono i personaggi, le loro passioni e le azioni che ne derivano. E Closer è esattamente questo, la storia di due uomini e di due donne che si incontrano, si amano, litigano, si tradiscono, si evitano e si cercano. Tutto insieme, con un ritmo serrato come spesso avviene nella vita reale quando le passioni ti travolgono, senza nemmeno darti il tempo di riflettere. Altro elemento di fondamentale importanza in quest’opera è sicuramente il mistero che gira intorno ad Alice (Natalie Portman) e alla sua vera identità che viene svelata solo alla fine.
In questa pellicola è assolutamente tutto particolare, non solo la forza teatrale viene proposta in maniera vincente cinematograficamente, ma anche la realizzazione del dvd e della sessione degli extra è in linea con la messa in scena. Se, infatti, in apparenza gli extra appaiono completamente scarsi, nella realtà non lo sono assolutamente. Di primo impatto lo spettatore si trova soltanto due voci: il video della colonna sonora e i trailers, ma in realtà andando sul sito che ci viene consigliato sul menu principale scopriamo tutto un nuovo mondo. Come il film va scoperto piano piano così anche il dvd nasconde molte sorprese. Nel sito di Closer (http://www.sonypictures.com/movies/closer/site/) troviamo una splendida intervista al regista che ci spiega perché è rimasto così affascinato dall’opera teatrale di Marber e le difficoltà della trasposizione da teatro a cinema. Ciò che più ha colpito Nichols quando ha visto l’opera a teatro è stata la realtà e la forza dei sentimenti e soprattutto la capacità di sintetizzare l’importanza di una storia d’amore. Spesso infatti tendiamo a ricordare l’inizio e la fine di una storia d’amore, dimenticandone la quotidianità.
L’elemento che accomuna sicuramente le due opere e su cui Merber ha assolutamente insistito è la mancanza di qualsiasi giudizio morale e di un punto di vista privilegiato. E questo Nichols non solo l’ha rispettato ma ne ha fatto un punto di forza del film, grazie ovviamente al cast e allo splendido affiatamento che si era creato sul set. Peccato l’assenza nel dvd della sezione del Backstage, sarebbe stato molto curioso vedere il modo di dirigere e di lavorare di Nichols ma anche in questo caso bisogna usare l’immaginazione. Dalle parole delle interviste lo spettatore si deve creare il proprio Backstage e se il film vi è piaciuto non sarà assolutamente difficile, questo è sicuro.
|
la gelosia è il fuoco dell’amore ma a volte brucia troppo in fretta
|
 |