Quale migliore occasione dell’uscita su Blu-ray (distribuito da Cecchi Gori) per recuperare un ottimo titolo, passato al cinema senza il giusto rilievo pochi mesi fa? Diretto dall’australiano David Michôd, Animal Kingdom racconta una tragica vicenda di dissoluzione famigliare all’interno di un ambiente di rara violenza e squallore. Il leone è il Re del regno animale e l’uomo è il Re di tutti gli animali. Bella soddisfazione, per poi ridursi a vivere così, per riuscire a rendere la vita una faccenda tanto autodistruttiva, miserabile e spietata, che nemmeno la più feroce delle belve potrebbe sopportare.
Il film racconta di una famiglia degenere (per certi versi paragonabile alla Baker), un gruppo di rapinatori e spacciatori, una madre e i suoi tre figli, che insieme ad un amico, vivono un’esistenza borderline, sotto una facciata di normalità. In questo microcosmo viene inserito Joshua detto J, diciassettenne rimasto orfano dopo l’ultima overdose della madre. Cerca rifugio dalla nonna, viene accolto in un nucleo famigliare che sembra solido, caloroso. La “famiglia”, anche se malavitosa, è unita contro il mondo esterno, che la combatte con la stessa spietata ferocia che viene messa in campo durante i loro colpi. Joshua, ragazzone dallo sguardo apatico e vacuo di chi è già traumatizzato, trova rapporti umani, trova calore, trova accudimento, scambia per amore materno le cure della nonna/madre incestuosa (detta affettuosamente “smurf” puffetta, e mai tenero soprannome fu più improprio), avverte sicurezza e protezione, sottovalutando ogni segnale di deriva. E si illude infantilmente di essere alla fine arrivato a un porto sicuro. Il risveglio sarà atroce.
Miglior film straniero al Sundance del 2010, Animal Kingdom è stato scritto da David Michôd, dopo aver studiato per anni, anche come giornalista, il mondo criminale di Melbourne, dove negli anni ‘70/80 la malavita aveva raggiunto un altro grado di prepotenza e impunità (consigliamo la serie tv Underbelly). Animal Kingdom è una bellissima crime story che si focalizza sui rapporti fra i personaggi e non sul lato spettacolare di rapine o sparatorie, una storia di quasi borghese mostruosità, con la violenza che in un attimo tracima nell’ambiente circostante. Nel film aleggia un costante clima di tensione, nella consapevolezza che in assenza di ogni principio morale ogni nefandezza può avvenire, dietro il sorriso amoroso, dietro i troppi abbracci e i baci troppo carnali della mostruosa matriarca, perché la corruzione delle anime è ormai senza ritorno. A sostenere la narrazione, la splendida colonna sonora dalle scelte musicali audaci, mix di elementi acustici ed elettronici, ideata dal compositore Antony Partos.
Fra gli interpreti giganteggia Jacki Weaver, una lady Macbeth mostruosa, un personaggio raramente così disturbante. Di inquietante pericolosità il fratello maggiore, lo zio Pope, un eccezionale Ben Mendelshon, così come perfetti sono gli altri fratelli, Sullivan Stapleton, schizzato consumatore delle droghe che spaccia, il minore, Luke Ford e Joel Edgerton, l’amico di famiglia. Il protagonista è il debuttante James Frencheville. Utopica la figura di Guy Pierce poliziotto che segue le regole, civile e umano nonostante tutto (“solo perché non vogliamo fare una cosa, non significa che non possiamo farla”) che porrà Joshua di fronte a un dilemma lacerante, che nella sua immaturità si troverà impreparato ad affrontare. Come per History of Violence di Cronenberg, certe storie ci fanno capire come noi “civili” siamo una razza a parte, che vive in costante, ravvicinato contatto con un’altra specie animale, simile all’apparenza ma non uguale a noi. E guai a sfiorarci.
Nel Blu-ray l’immagine è nitida e ben definita, sempre pulita. L’audio, un DTS HD Master Audio 5.1 in italiano e in originale, ricostruisce costantemente ambiente e musiche, con dialoghi ben centrati. Come extra troviamo una serie di interviste con il regista e tutto il cast (21 minuti), un breve Making of e la galleria fotografica.
Distribuzione HomeVideo: Cecchi Gori
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Lucidamente violento
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