Eros Puglielli è un regista che in Italia pare sia solo di passaggio. La sua voglia di osare e sperimentare (Dorme, Tutta la conoscenza del mondo) è stata notata dai soliti noti e convogliata in Occhi di Cristallo, un film che avrebbe potuto / dovuto rivoluzionare il thriller horror all’italiana ma che invece – per colpa di chi non ci ha creduto come avrebbe dovuto – è stato archiviato ai più (e noi non siamo tra questi) come “passo falso”.
Eros però non si è dato per vinto e per reagire allo stato padronal-catatonico del cinema italiano ha pensato di realizzare un film tutto suo, senza cioè l’intralcio di produttori invadenti che detenessero i diritti sull’opera. AD Project, infatti, è costato solo 8 mila euro, ha necessitato di due anni di lavoro ed è stato prodotto da…tutto il cast tecnico ed artistico che ha lavorato al film. L’operazione fa capo al nuovo sistema di produzione denominato “The Coproducers” ed è destinata unicamente ad una distribuzione in home video.
AD Project è nato con lo stesso destino di Mullholland Drive: pensato come il pilot di una serie è poi diventato un lungo a sé stante. Ma le affinità con il capolavoro di Lynch sono anche a livello stilistico narrativo, Puglielli infatti confeziona una storia a metà strada tra il thriller e la fantascienza in cui passato e presente si fondano senza soluzione di continuità e dove l’aspetto formale, o meglio visivo, emerge come elemento preponderante. La narrazione di Puglielli, regista che “odia le parole”, passa attraverso la suggestione delle immagini piuttosto che essere legata ad una sceneggiatura completa ed esplicativa. A riprova di ciò, il regista ha dato molto spazio all’improvvisazione degli amici-attori quali Giovanna Mezzogiorno, Giorgio Albertazzi e Valerio Mastandrea, tutti quanti coinvolti attivamente nell’intero progetto.
Ci piace molto l’idea di un cinema collettivo che, portatore di freschezza, possa forse scardinare le magagne di un sistema al collasso come quello del Cinema italiano contemporaneo.
Da amanti del cinema di genere non possiamo che augurare ad Eros e a tutti i giovani registi italiani: 10, 100, 1000 di questi projects!
(da "Horrormania")