"L'avventura è laggiù", anzi, forse ce l'abbiamo proprio sotto il naso. È la nostra vita e non ce ne siamo nemmeno accorti.
Carl e Ellie sognano fin da quando erano bambini di partire insieme alla volta del selvaggio Sud America e di raccontare il proprio viaggio sul loro personalissimo "My adventure book". Ma si sa, il destino è spesso beffardo, e imprevisti vari della vita costringeranno i due innamorati continuamente a rimandare, fino a quando però non sopraggiunge la morte e, insieme a lei, anche l'amara consapevolezza che quelle pagine rimarranno per sempre vuote e bianche.
Questo è solo lo straordinario prologo del film d'animazione Up, che da solo ha strappato un lunghissimo applauso commosso (ebbene sì, già dopo pochi minuti dall'inizio del film) alla sua presentazione al Festival di Venezia. Proprio come nel più asciutto e, se vogliamo, violento inizio di Alla ricerca di Nemo, la Pixar lascia subito i suoi personaggi nella più disperata solitudine. Ed è così che ritroviamo Carl, senza più la sua amata e senza più motivazioni. Soltanto quando minacceranno di portargli via la propria casa, uno scatto d'orgoglio riaccenderà in lui la vecchia scintilla, e insieme a decine di migliaia di palloncini si isserà in volo per solcare i cieli del mondo, con il solo obiettivo di inseguire il sogno di Ellie e completare finalmente il libro della loro vita.
Il regista Pete Docter parla chiaro: non facciamoci abbattere dalla zavorra del passato, metabolizziamola e poi lasciamola andare, in modo da partire per nuove avventure e restare sempre "up", lissù dove si guarda al futuro, dove si sogna, si impara, ci si arricchisce e, soprattutto, si vive. D'altronde ce lo aveva già insegnato Cars, la vita è un lungo viaggio da assaporare ad ogni curva, qualsiasi sia la sua destinazione finale. Come per Wall-E anche per questo Up i maestri della Pixar ci trascinano immediatamente dritti al cuore del film, per poi intrattenerci nella seconda parte con una serie di personaggi, gag e "imprevedibili" peripezie, forse mai così numerose e mai così ben orchestrate. Tutto per raggiungere le agognate cascate Paradiso (nome non casuale), che si riveleranno essere più che altro un luogo metaforico dove depositare i propri ricordi e dire addio ai legami del passato, in modo che i colori dei tanti palloncini possano tornare a volare in alto e sempre più in alto.
Up è l'ennesimo straordinario capolavoro della Pixar, che in questo nuovo gioiello abbandona la tenerezza ingenua di Wall-E e Eve (qui nella loro versione anziana e umana) per raccontarci invece la morte, il dolore della perdita e la necessità di ritornare alla vita, attraverso l'aiuto di irresistibili personaggi, tra cui spicca il vivace e logorroico bambino Russell, colui che creerà una nuova atipica e strampalata famiglia composta anche da "beccaccini giganti" e "cani parlanti". La filosofia del film sembra rispecchiare il modo di lavorare del noto studio di animazione: vivere un'avventura, rattristarsi per la sua fine ma subito dopo iniziarne un'altra. Prendiamo allora in prestito le parole di Ellie e diciamo "Grazie per questa straordinaria avventura". Ora ci commuoviamo, ma siamo già pronti a vivere la successiva.
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"L'avventura è laggiù". No, non tanto lontano. E'al cinema più vicino a casa vostra ed è una di quelle che non dimenticherete mai.
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