L'Italia non vince ormai un Oscar per un suo film dai lontani tempi di La vita è bella, ma i riconoscimenti ai nostri artisti non sono mancati nelle ultime edizioni degli Academy Awards. Da Dante Ferretti a Milena Canonero, fino a Dario Marianelli, i nostri colori continuano a difendersi più che bene.
Quest'anno, però, il nostro paese ha avuto doppia soddisfazione con le vittorie del direttore della fotografia Mauro Fiore e del compositore Michael Giacchino, quest'ultimo nato in America ma con la cittadinanza italiana dal 2009 grazie alla sua famiglia di origini abruzzesi.
"Credo sia una cosa straordinaria che Avatar sia stato premiato per questa categoria perché è un film in 3D", ha raccontato Fiore, trionfatore per il suo lavoro nel kolossal di James Cameron, "È la prima volta che ha vinto un film con un immaginario interamente generato al computer unito al live-action. Io sono stato coinvolto nella parte in live-action del film, quindi quando vedete gli attori sui set reali, ecco, quello è stato il mio lavoro da direttore della fotografia". L'artista ha anche salutato l'Italia dal palco dei premiati, visto che sapeva che la sua famiglia lo stava guardando da Marzi, il paesino in provincia di Cosenza di cui è originario: "Posso solo ringraziare i miei genitori, Lorenzo e Romilda, giunti in America con quattro valigie e un sogno".
Sarà poi "colpa" della grande tradizione musicale che ci caratterizza in tutto il mondo, ma anche Michael Giacchino pare proprio orgoglioso di avere origini italiane: "La bellezza emana in modo naturale dall'Italia. Non è un segreto che gli italiani hanno composto alcuni dei migliori brani mai creati". Autore della colonne sonore di molti film della Pixar, di molti kolossal e delle più famose serie tv in circolazione (Lost, Alias e Fringe), Giacchino ha così raccontato il suo lavoro in Up, il film d'animazione che gli ha regalato l'Oscar: "Nelle sequenze più tristi, come in quella della morte di Ellie, hai la tendenza ad essere molto epico con l'orchestrazione, a super-drammatizzare quello che sta accadendo. Ma se ci pensi, quando sei in una stanza con qualcuno e quel qualcuno ti sta raccontando del momento più disperato della sua vita, tu vorresti solo parlargli dolcemente. Quindi per me si trattava di essere il più dolce possibile nella musica e rispettoso di ciò che accadeva a quella persona. Ho sempre pensato a questi personaggi come persone vere e ho capito che dovevo essere semplice, che bastava un pianoforte e che il resto sarebbe poi venuto naturalmente".
(Fonte:
The Hollywood Reporter)