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Storia di (d)istruzione e di anarchia
Il mondo ha un nuovo nemico che minaccia la sua stabilità e non è il solito blasonato villain megalomane dai mille superpoteri. Sono semplicemente le "ragazze (felicemente) interrotte" (parafrasando il titolo di un vecchio film) della St. Trinian's, la scuola dove regna la più vandalica, feroce e selvaggia anarchia.
St. Trinian's è stato in Inghilterra uno dei successi indipendenti maggiori di sempre. La formula ormai è stranota: allo stesso modo del geniale (e demenziale) Funeral Party, si unisce lo humour inglese con la scorrettezza tipica della commedia americana. Il risultato è di nuovo esplosivo, grazie ad una regia dinamica che ha brio e ritmo da vendere, una colonna sonora forse patinata ma perfettamente funzionale e un'estetica fumettistica che dona un necessario e ben congegnato tocco surreale.
Quello della scuola St. Trinian è un universo grottesco, inizialmente sottolineato da una fotografia dai toni grigi e quasi gotici (che prestò però si trasformerà in un vortice di colori accesi). Le ragazze sono sanguinarie, violente, vandale, ladre, eppure partecipiamo della loro vita, le incoraggiamo quasi a vivere in quel modo e a ribellarsi alla morta, perbenista e ipocrita società "normale", che alla fine genera mostri molto peggiori di loro (vedere per credere la figlia del ministro). Qua sta il discorso politicamente scorretto del film: non c'è presa di coscienza e non c'è rimorso, l'anarchia è l'unica soluzione possibile e la più conveniente per tutti, soprattutto se l'unica alternativa è un mondo come questo.
A metà tra la band scatenata di The School of Rock e un ambiente un po' stile Famiglia Addams (si crocifiggono alla lavagna studentesse durante l'ora di religione, si chiudono nell'acquario quelle cattive e si torturano con glaciale freddezza i contabili che nominano la parola "debiti"), il film si avvale di un grandissimo cast (seppure un po' teatrale a volte nelle sue macchiette), da Rupert Everett nei panni sia di un padre gay che della direttrice dell'istituto, a un ironico Colin Firth fino alla bellissima (e qui convincente) bond-girl Gemma Arterton.
Si gioca con gli stereotipi, ma non ci sono quei luoghi comuni da noi tanto amati tipici di notti prima degli esami. Qui le ragazze fanno sul serio e davanti a nulla si fermano. Secchione, bionde ossigenate, dark e aspiranti mafiose hanno tutto ciò che serve: bellezza, intelligenza, furbizia, follia e determinazione, sebbene tutte mai presenti in unico corpo. Ma d'altronde l'unione fa la forza e l'universo anarchico, egualitario e libero da tanti pregiudizi, piace, convince e trascina lo spettatore, che inevitabilmente finirà a tifare per il gioco sporco. E allora tremate (soprattutto la Gelmini) perché le streghe son tornate. E questa volta non c'è rogo che tenga.
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Se dovete fare un reato e vi si indica il quadro "La ragazza con l'orecchino di perla", non pensate di dover rapire Scarlett Johansson... diventereste una della St. Trinian's!
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film: St. Trinian's genere: Comedydata di uscita:10/07/2009paese:UKregia:Oliver Parker, Barnaby Thompsonsceneggiatura:Piers Ashworth, Nick Moorcroftcast:Rupert Everett, Colin Firth, Jodie Whittaker, Lena Headey, Stephen Fry, Caterina Murino, Toby Jones, Anna Chancellor, Celia Imrie, Lucy Punchfotografia:Gavin Finneymontaggio:Alex Mackiecolonna sonora:Charlie Moledistribuzione:C.D.I.durata:97 min brain factor:
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