Recensioni

Videocracy - Basta apparire

La sacra Corona unita della tv e del nostro paese

[del 25/09/2009] [di Boris Sollazzo]

Vero, abbiamo aspettato un pó per raccontarvi di questo film. Avevamo bisogno di pensarci, di vedere l'effetto che faceva nel nostro paese a responsabilitá limitata. Sentivamo che era un capolavoro, ma temevamo che sarebbe stato una goccia nel mare in cui le portaerei si danno battaglia (da una parte le destre fasciste, dall'altra quelle moderate del PD che molti considerano l'acronimo di pseudodemocratici, altri di partito destrorso, altre delle imprecazioni dei suoi elettori) mentre noi anneghiamo nel deserto della democrazia.

Parlavamo con il regista Erik Gandini e ci siamo trovati il ragazzo fessacchiotto che vuole la fama catodica a tutti i costi- Ricky, l'incrocio tra Jean Claude Van Damme e Ricky Martin- subito con una richiesta d'autografo da parte della ragazzina di turno e di uno speranzoso emulo. Temevamo che Corona, nel paese di furbastri in cui, avendo tutti colpe gravi si é tutti innocenti, diventasse un eroe piú amato e acclamato di prima. Non é successo, perché forse non é vero quello che Berlusconi diceva ai suoi venditori alle assemblee di Publitalia, “che il pubblico é un bambino di 11 anni e neanche tanto intelligente” o, come canta Guccini in Cyrano, ”il pubblico é ammaestrato e non vi fa paura”.

Settecentoquarantamila euro di incasso per un documentario sono un bel successo, 60 sale dopo tre settimane di programmazione un miracolo, il passaparola ha funzionato e la gente non ha paura di essere inchiodata alle proprie responsabilitá. Videocracy nasce come un film che Gandini fa per gli stranieri, un Bignami dell’Italia e della sua videocrazia ormai trentennale, degno erede, o forse virus evoluto del ventennio fascista e del cinquantennio democristiano. Gandini non va contro Berlusconi, ma contro gli Italiani, non si scaglia contro quello che ormai é un simbolo e una bandiera, una parossistica caricatura di se stesso, ma contro il sistema che lui ha corrotto, ma sarebbe piú giusto dire corretto, perché l’Italia era giá marcia prima, lui le ha solo tolto il senso del pudore e ogni regola (in politica, nel calcio, nel cinema, nell'editoria).

Il regista, che in Svezia si é rifugiato quando l'impero berlusconiano sembrava ancora la rottura di un monopolio e non l'inizio di un regime, torna come un alieno nel suo paese, e il fatto di vivere in un paese civile lo porta ad avere ancora la capacitá di indignarsi, ridicolizzare, capire, cercare. E così dietro il ciarpame del nazi Mora, del Robin Hood da strapazzo Corona (Gandini ne fotografa la perversa genialitá trash), del tapino Ricky, c'é il regista del Grande Fratello che ci spiega certi meccanismi, ci sono materiali di repertorio, Rai e Mediaset che, non a caso, hanno prontamente censurato il trailer, c’é quella videocrazia di tette grosse, cervelli anestetizzati, maschilismo selvaggio, edonismo che ha ucciso questo paese per poi farlo rinascere come uno zombi decerebrato e affamato solo di idiozie, spazzatura, potere, soldi, apparenza. Videocracy siamo noi, un popolo che é stato spinto a cercare in Berlusconi il suo eroe perché tradito, fin da prima della sua nascita, da tutte le sue classi dirigenti. Un paese massone, che l'unico vero obiettivo che ha saputo raggiungere, nella sua storia, é stato quello di realizzare tutti i sogni e i progetti di Licio Gelli e della sua Propaganda 2.

Videocracy fa venire voglia di andare sulle montagne (se sono troppo lontane, almeno arrivate in sala a vedere questo capolavoro), di cercare una nuova Resistenza etica, estetica, morale, politica, sociale. Peccato che la nostra poltrona sia tanto comoda e la tv una tentazione troppo grande. Eccolo il vero miracolo italiano.

Perché non dobbiamo battere Berlusconi, ma combattere il Berlusconi che é in noi

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[fedemovie[lev:1; v. p.:1; cash:25] postato il 26/09/2009 alle 16:48 [offline]

Sono d'accordo in pieno con Boris. La ricchezza e genialita' di questo documentario risiedono nella fredda e cinica descrizione di una grande fetta del Belpaese. Purtroppo pero' non stiamo parlando di una fetta di ottimo e gustoso formaggio ma della maggioranza degli italiani che anestetizzati da divertimento, benessere, tette, soldi (e la lista sarebbe lunga) hanno abdicato alla decenza e credibilita' di questo paese regalandolo a chi ogni giorno promette "il sogno italiano". Videocracy descrive questa deriva sociale in modo particolare rispetto al solito. Non punta troppo su Berlusconi ma trova un espediente geniale che da a questo lavoro un tocco nuovo: ci fa vedere da vicino il peggio, l'esasperazione, quasi la caricatura del prodotto medio della "rivoluzione culturale" operata dalle televisioni di Berlusconi negli ultimi vent'anni: Fabrizio Corona. Attraverso questo personaggio tocchiamo con mano non solo la pericolosita' di certi atteggiamenti e mentalita' ma soprattutto la mediocrita' e la pochezza a cui ci vogliono ridurre.

[Maradona[lev:1; v. p.:1; cash:0] postato il 26/09/2009 alle 20:32 [offline]

più il sito cresce, più cresce il livello dei vostri post. Articoli veri e propri che impreziosiscono questo sito. grazie davvero, più è un piacere leggere voi, più è segno che tutti noi stiamo facendo un buon lavoro.

[cinepaz[lev:1; v. p.:1; cash:375] postato il 27/09/2009 alle 19:28 [offline]

Ho proiettato per tre volte questo documentario a Venezia, applausi polemiche discussioni, sul potere della televisione vesro i ragazzotti in cerca di gloria, intanto tra gli elogi e gli applausi, fuori dalla sala Perla 2 si accalcavano ragazzine impazzite, casalinghe e culturati vari per aspettare la famosa passerella e buttarsi verso ogni telecamera per salutare la mamma, tutto sponsorizzato e preparato, addirittura lasciavano le scalette legate ai lampioni come le biciclette, per non perdere quell'attimo di "c'ero anche io" , bè non ho notato tanta differenza dagli argomenti trattati nel film.
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Comunque un Doc che farà discutere, e questo è un bene per non far parte del popolo bue.

 

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Videocracy - Basta apparire film: Videocracy - Basta apparire genere: Documentarydata di uscita:04/09/2009paese:Sveziaproduzione:Atmo AB, Zentropa Entertainment, SVT, BBC4 Storyville, Danish Broadcasting Corporation, YLE Coproductionsregia:Erik Gandinisceneggiatura:Erik Gandinicast:Lele Mora, Simona Ventura, Flavio Briatore, Fabrizio Coronafotografia:Manuel Alberto Claro, Lukas Eisenhauermontaggio:Johan Söderbergcolonna sonora:Johan Söderberg, David Österbergdistribuzione:Fandangodurata:85 min

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