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Fermatelo
Talvolta se un film ha una vita difficile e fatica a comparire sugli schermi, non è cattiveria della distribuzione, non è cecità degli esercenti, dettata da vili norme mercantili. E’ puro buon senso, è quasi un’opera pietosa. La tormentata vicenda distributiva di Giallo, l’ultimo film di Dario Argento, non deve così trarre in inganno. Se il film non era ancora riuscito ad avere distribuzione nelle sale (è invece già uscito in DVD), non era per presunte persecuzioni o beghe legali, ma semplicemente perché si tratta proprio di un brutto film, male interpretato, mal girato, con una fotografia “smarmellata” (per dirla in stile Boris), con una trama assurda e confusa, che rimastica mille trame assurde e confuse già viste, personaggi e situazioni risibili, con parentesi di involontaria comicità.
Alcuni passaggi della scontata storia, che si vorrebbero drammatici nell’intenzione della sceneggiatura, scritta addirittura a tre mani, dallo stesso Argento, insieme tali Jim Agnew e Sean Keller, sortiscono effetti esilaranti, quasi da parodia. La monoespressiva Emmanuelle Seigner si affida ad Adrien Brody, Il Tormentato Ispettore di Polizia a Torino, per ritrovare la sorella, una bellissima modella (l’urlante Elsa Pataky) misteriosamente scomparsa. La ragazza è stata rapita da uno psicopatico che gira per le strade di Torino in taxi, sequestrando ingenue ragazze per poi seviziarle e ucciderle nel solito antro degli orrori stile Hostel. L’uomo, repellente (sempre Brody risibilmente truccato), si vuole vendicare per i torti subiti in una vita di sbeffeggiamenti e umiliazioni (del resto inevitabili perché la sua faccia è un bizzarro incrocio fra Alvaro Vitali e Rambo). Contagiati dall’assurda bruttezza del contesto, i due noti attori offrono un’interpretazione che definire dilettantesca sarebbe offesa per gli onesti dilettanti.
Il film, costato pure 14 milioni di dollari, sancisce l’imperdonabile declino di un autore che ci ha dato alcuni film memorabili, vivendo però poi di rendita per anni, senza essere mai più all’altezza della sua fama iniziale. Già faticavamo a perdonargli film come La terza Madre, Il cartaio, Ti piace Hitchcock, Non ho sonno, che definire “televisivi” sarebbe un complimento. Con Giallo ci sembra che si sia toccato il fondo. Meglio sarebbe dunque calare un pietoso velo.
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inguardabile
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film: Giallo genere: Horrordata di uscita:01/07/2011paese:USA, UK, Spagna, Italiaproduzione:Hannibal Picturesregia:Dario Argentosceneggiatura:Dario Argento, Jim Agnewcast:Adrien Brody, Emmanuelle Seigner, Elsa Pataky, Robert Miano, Valentina Izumi, Sato Oi, Luis Molteni, Taiyo Yamanouchi, Daniela Fazzolari, Nicolò Morselli, Giuseppe Lo Console, Anna Varellofotografia:Frederic Fasanomontaggio:Roberto Silvicolonna sonora:Marco Werbadistribuzione:Lumière Group Multimedialedurata:92 min
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