La domanda è: come lo sai che sei innamorato? The answer is blowing in the wind…. La bella trentenne Lisa viene espulsa dalla squadra di softball, di cui faceva parte da quando aveva otto anni, perché considerata vecchia. Mentre cerca di riprendersi dal colpo, incappa in sequenza in due possibili futuri fidanzati. Uno è il simpatico ma inaffidabile Matty (
Owen Wilson), ricchissimo giocatore di baseball, narcisista, frivolo e festaiolo, anche sbruffone per coprire la sua insicurezza. L’altro è il nevrotico e ondivago George (
Paul Rudd), giovane manager in carriera nell’azienda di papà, figlio soffocato dalla sua ingombrante ombra (e non stupisce perché è interpretata da
Jack Nicholson). Genitore oltretutto maneggione, che grazie a disinvolte manovre finanziarie sta rischiando di finire in galera, anzi no, sta per farci andare proprio l’ingenuo ragazzo. Divisa fra i due diversi maschi, dalle tipologie opposte, anche se entrambi goffi nel modo di esprimere i loro sentimenti, Lisa intreccia con Matty un rapporto più carnale mentre con George resta sul platonico. Ma il richiamo dei sentimenti, delle affinità vere non sempre passa attraverso il sesso.
Tutto il film è giocato su questo triangolo, tre personaggi, anzi quattro considerando il padre che (forse) sta per avere una crisi di coscienza, colti in un momento topico della loro vita, in cui fare i conti con un futuro diverso dal previsto e tutto da definire. Fra i vari tentativi dei due uomini di imporsi e i tentennamenti e i ripensamenti di Lisa, con conseguenti veloci traslochi (beati coloro che racchiudono una vita in una valigia, come diceva
George Clooney in
Up In The Air), la storia si avvierà verso un prevedibile esito, con la consolatoria constatazione che talvolta dalle congiunture peggiori scaturiscono le soluzioni migliori.
Reese Witherspoon, la spigolosa “Legally Blonde” di tante commedie sentimentali, interpreta il ruolo della, tutto sommato, fortunata ragazza. Sempre simpatico e disinvolto Owen Wilson è un Matty che dovrebbe suscitare irritazione per la sua superficialità e invece fa tenerezza. Su Paul Rudd come attore ci siamo già interrogati, giovane uomo dalla faccetta normale con dei begli occhi e un sorriso simpatico, perfetto interprete di ruoli da uomo qualunque. La sua carriera procede anche a colpi di sceneggiature, anch’esse spesso però prive di incisività, tali e quali il loro autore. Qui la sceneggiatura è scritta dallo stesso regista,
James Brooks, responsabile del celeberrimo
Voglia di tenerezza. Già in alcuni dei suoi film precedenti, pur non disprezzabili (
Qualcosa è cambiato, Spanglish), ha dimostrato un’eccessiva verbosità, una mancanza di sintesi che rende i suoi lavori spesso prolissi, appesantiti da scambi di battute troppo lunghi e poco significativi.
Come lo sai si riduce ad essere una garbata commedia sentimentale che rifugge dagli eccessi, con un approccio ai personaggi che cerca di essere naturalistico, ma che risente di un tono generale da cinema indipendente, per il minimalismo dell’azione, la lieve intensità dei drammi e per le eccessive chiacchiere.
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Troppe parole, pochi fatti
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