Il sequel è in programma per il 2011, ma gli impazienti fans già non vedono l'ora di saperne di più.
Finora però le notizie su Star Trek 2 sono state abbastanza scarse e in una lunga intervista concessa ad una testata americana il regista J.J. Abrams tenta di spiegarci il perché: "Credo che Star Trek, come qualsiasi cosa che venga al giorno d'oggi creato, dai film alle serie tv, abbia bisogno di considerare il contesto nel quale viene distribuito. Ci sono certo temi universali, come l'amore, i conflitti, la lealtà o la famiglia che sono sempre validi, ma necessitano comunque di essere presentati in un modo che li renda credibili e rilevanti. Il primo film era più una premessa, ha introdotto i personaggi e raccontato come sono finiti insieme, ed era difficile che il film andasse più in profondità. Abbiamo tentato comunque di farlo in base ai conflitti e alle relazioni tra i protagonisti, ma è ora il momento di scendere più nello specifico. Stiamo lavorando per creare qualcosa di metaforico, perché sono le allegorie che al giorno d'oggi rendono serie come Star Trek o Ai confini della realtà ancora così attuali e vitali. Certo, lo faremo comunque sempre pensando all'intrattenimento e senza prenderci troppo sul serio".
Abrams lascia intendere di avere ancora solo delle idee su che direzione la storia prenderà e che tutto sarà fatto a tempo debito: "Il divertente è che avendo creato una timeline alternativa possiamo permetterci di incrociare eventi, luoghi e personaggi della serie originale, ma bisogno sempre essere attenti a farlo. Vi assicuro che ritroverete connessioni e citazioni varie, ma come per il primo film per capire la storia non ci sarà bisogno di essere dei fans accaniti o di studiare Star Trek".
Abrams si è detto anche possibilista su un ritorno di Leonard Nimoy (il primo storico Spock della serie tv), nonostante l'attore abbia ammesso di non essere necessario al proseguo della storia. "Non riesco ad immaginare un film di Star Trek che non necessiti di lui", ha rivelato Abrams, "Sono sicuro che quello che ha detto è una combinazione di modestia e onestà. La verità è che noi non avremmo mai potuto fare questo film senza di lui e lavorarci ancora insieme sarebbe una gioia". D'altronde, proprio due settimane fa, Nimoy ha fatto il suo ingresso come nuovo personaggio nella serie televisiva Fringe di paternità proprio di Abrams e c'è chi mormora un suo arrivo anche nella saga di Mission: Impossible, cui partecipò in alcuni episodi nella vecchia serie originale: "Se sarà Nimoy, con cui ho una grande affinità, o Peter Graves, il cui personaggio adoravo, o qualsiasi altro, staremo a vedere. Recentemente avevo provato a portare Martin Landau nel terzo film, ma mi dissero che non era interessato. Ma poi, quando l'ho incontrato dopo che il film era uscito, lui si è avvicinato e mi ha voluto stringere la mano. E' stato una delle cose più grandi che io abbia visto".
Infine Abrams interviene anche sull'ipotesi di realizzare il nuovo Star Trek in 3-D: "Quando me l'hanno proposto già per il primo episodio ero pietrificato solo all'idea. Io ero preoccupatissimo del film, mi dicevo che dovevo pensare a fare un film decente in 2-D, invece di pensare a realizzare un film in 3-D ma che magari era una schifezza. Adesso che sono un po' più tranquillo potrei anche aprire le porte a queste idea. Del resto, quello che ho visto di Avatar mi ha sinceramente stuzzicato riguardo questa possibilità".
E dunque a cosa lavorerà Abrams nei prossimi imminenti mesi, visti i tanti progetti in ballo: "Jeff Pinkner e Joel Wyman si stanno occupando di Fringe molto bene. Poi abbiamo una nuova serie televisiva, che abbiamo venduto alla NBC e di cui stiamo facendo l'episodio pilota. E poi c'è una storia che sto scrivendo e che vorrei tanto dirigere, magari l'anno prossimo. E infine c'è un film, Morning Glory, che uscirà il prossimo anno con Harrison Ford, Rachel McAdams e Diane Keaton, che adesso è in fase di montaggio. E poi ovviamente stiamo lavorando su Star Trek 2 e Mission: Impossible 4. Insomma, c'è molto lavoro da fare".