Uscirà in tutto il mondo il 18 dicembre 2009 l'attesissimo Avatar, che come vi abbiamo annunciato ha offerto grandissime novità e anticipazioni al Comic-Con 2009 di San Diego, dove 25 minuti del film in assoluta anteprima hanno entusiasmato il pubblico lì presente.
James Cameron è dunque intervenuto anche sul film e soprattutto sulla "sua" fantascienza, che da Aliens - Scontro finale a Terminator, fino ad Avatar, sembra piacere ad un pubblico che va oltre gli appassionati del genere. "Innanzitutto credo che non esista un pubblico per la fantascienza, ma che esista la fantascienza per un ampio pubblico. Credo che il segreto sia rendere riconoscibili a chiunque gli elementi narrativi del genere, che altro poi non sono che archetipi narrativi comuni a tutti e a tutte le storie. E in più c'è anche il rendere i personaggi accessibili ad ogni persona".
L'accessibilità sembra dunque essere la vera arma secondo James Cameron per avere un prodotto di grande impatto ed empatia sul grande pubblico, e questo vale anche per la creazione di mondi alternativi, dimensioni distanti dalla nostra e creature aliene. "Questo aspetto è stato sicuramente il più complicato. Nel creare mondi alieni è necessario saper bilanciare le cose che sono "aliene" con le cose che invece per il pubblico sono riconoscibili, perché altrimenti finisci per perdere spettatori se crei qualcosa di completamente alieno. Se crei veri "alieni" nel senso più puro, questi non guarderanno mai come noi, non penseranno mai come noi, le cose che li motivano saranno differenti, le loro emozioni sarebbero differenti, così come la loro cultura. Per noi sarebbe impossibile concepirli. Il trucco sta dunque nel trovare l'alieno dentro il riconoscibile".
Riguardo la trama del film, Cameron ha infine commentato le dichiarazioni del protagonista Sam Worthington, che aveva parlato di una storia sul bullismo: "È assolutamente vero", ha detto il regista, "Il suo personaggio è introdotto all'inizio del film in un bar e c'è una scena di violenza. La prima cosa che gli vediamo fare sarà picchiare qualcuno. Sembrerà così che la nostra storia culturale degli ultimi 5.000 anni sia stata una storia di bullismo, con gli uomini, le armi, le guerre, i cannoni. Su questo in fondo è basato questo paese. "Voi avete il petrolo, stiamo arrivando". È anche quella una forma di bullismo. La storia riguarda l'interfaccia culturale e come una cultura si pieghi ad un'altra cultura. Molto raramente noi siamo illuminati dal fatto che siamo pregni di una cultura che picchia e distrugge. Cosi prima combattiamo e poi torniamo indietro dicendo: "No, no, no. Voi non dovete farlo"".
(Fonte: Sci-fi Wire)