Christopher Nolan, intervistato da Geoff Boucher per
Hero Complex del
L.A. Times, ha voluto parlare dei suoi piani per
Superman e
Batman.
Già qualche mese fa ci fu una certa eccitazione alla notizia che il franchise di Superman era stato affidato dalla
Warner Bros a Nolan per via di una momentanea impasse sull'altro importante franchise di Batman.
David Goyer, che frequentemente collabora con Nolan, gli ha suggerito un'ideal su come avrebbero dovuto approcciarsi a Superman.
"Immediatamente ho capito l'idea, l'ho amata e ho pensato: questo è un modo totalmente nuovo di considerare l'Uomo d'Acciaio, e lo rende estremamente interessante. Ho voluto coinvolgere Emma (sua consorte e produttrice NdR), affinchè presentasse il progetto allo studio."
Nolan quindi agirebbe in veste di produttore, delegando la regia qualcuno che verrà scelto durante lo definizione della sceneggiatura, un po' come fu per Peter Jackson per District 9.
Nolan non ha aggiunto altro su Superman, tranne l'apprezzamento per ciò che Singer provò a fare per collegare al meglio il suo film a quelli di Richard Donner.
"Molte persone si sono interessate a Superman in molti modi diversi. So solo che il modo che ha funzionato per noi è quello che voglio riproporre."
Con questo Nolan intende suggerire che, come nei i suoi due Batman, la storia di Superman avrà luogo in un mondo dove Superman è l'unico supereroe, escludendo quindi la possibilità che Superman possa incontrare altri personaggi con cui collaborerà invece nel film sulla Justice League.
"Ognuno di loro è in funzione della logica interna della storia, non hanno niente a che fare l'uno con l'altro."
Nel frattempo Nolan e Goyer hanno anche superato la recente impasse sul secondo sequel di Batman e le cose si stanno muovendo verso il terzo. Nolan non ha voluto confermare nessuna delle decine di indiscrezoni su internet riguardo chi potrebbe essere il cattivo di turno.
"Senza entrare nello specifico, il punto chiave che rende il terzo film una grande possibilità per noi è che vogliamo fnire la nostra storia, e vederlo appunto come la fine di una vicenda piuttosto che un gonfiare un pallone all'infinito e espandere la storia."