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Il futuro di Ubisoft
Ubisoft è stata una delle società di maggior successo dell’ultimo decennio e vanta un tasso di crescita impressionante, unito a un portfolio ricco di titoli core e casual.
I dodici mesi scorsi si però sono rivelati impegnativi per l’industria: come ha reagito l’editore francese? Il CEO di Ubisoft, Yves Guillemot, ci spiega perché la società continua ad aprire nuovi studi e ad assumere nuovo staff, mentre la concorrenza sta facendo esattamente l’opposto.
GS: Sono stati dodici mesi critici per l’industria, durante i quali molti editori hanno dovuto sfrondare molti settori del proprio business. Eppure Ubisoft risponde aumentando di 400 unità lo staff del nuovo studio di Singapore, e portando a 700 lo staff di quello di Toronto. Quant’è diverso tutto ciò dalla strategia degli altri?
Yves Guillemot: Beh, non è così per tutti. Activision, per esempio, sta crescendo in fretta, e ci sono altri editori in crescita. Noi proviamo a far parte di questo gruppo, continuando a creare giochi di alta qualità.
Quello che abbiamo visto è che ci sono ancora molte opportunità in questo settore industriale, e dobbiamo inoltre prepararci alla prossima generazione di console. Tutti dicono di non sapere quando questo succederà, ma quello che abbiamo visto è che se non hai abbastanza personale creativo per preparare i giochi per le console che verranno, non potrai mai avere tempo o risorse a sufficienza per sfruttare le capacità di queste nuove macchine.
L’obiettivo, quindi, è di provare ad esserci, con una buona squadra capace di spingere al massimo il potenziale di queste nuove console.
GS: Ovviamente parlerete ai produttori hardware a proposito dei loro piani per il futuro ma non c’è il rischio, in particolare nella congiuntura economica corrente, che l’immissione sul mercato delle nuove console venga ritardata, e che dobbiate perciò sostenere il costo del ramp-up molto a lungo?
Yves Guillemot: Certo, c’è il rischio. Quel che ho sempre visto, però, è che senza rischi non è possibile aver successo. Credo che l’industria continuerà a crescere in fretta e che diventerà molto grande. L’intrattenimento interattivo crescerà attraendo risorse circostanti, come accadde tempo fa con l’industria cinematografica. Ecco perché ritengo sia venuto il tempo di investire, perché è tempo di continuare a far crescere i marchi che creiamo, e fare giochi migliori.
GS Quant’è importante per voi disporre di talenti da ogni parte del mondo? Molti editori e sviluppatori hanno studi in differenti mercati.
Yves Guillemot: Questo è molto importante. Essere influenzati da UK, Germania e Nord America è cruciale per i giochi che produciamo. Tutti contribuiscono con la loro sensibilità e lo vediamo sempre più concretizzarsi nel modo in cui facciamo affari e creiamo giochi. Ci sono nuovi strumenti o motori grafici che vengono inventati in un luogo e che possono essere impiegati altrove; abbiamo persone che possono trasferirsi da un posto all’altro per lavorare su nuovi progetti; su alcuni giochi adesso seguiamo un processo che prevede lo sviluppo principale in un posto, e parti secondarie altrove. Questo ci dà la possibilità di arricchire il prodotto, cosa necessaria perché dobbiamo essere in grado di affrontare tutte le sfide del mercato.
GS: La fine dello scorsa stagione è stato un periodo critico per lanciare nuove proprietà intellettuali. Avete cambiato le vostre strategie per quest’anno, sulla base di quanto appreso dalla lezione passata?
Yves Guillemot: Sì, abbiamo imparato molto dallo scorso anno. Molti giochi sono usciti nello stesso momento, mentre questa volta avremo solo Assassin’s Creed II e Avatar, che sarà il miglior film dell’ultima parte della stagione.
Abbiamo meno novità quest’anno, molti nuovi titoli Wii che crediamo faranno molto bene, ma non punteremo su altrettante nuove IP proprio perché il mercato al momento è sovraffollato. C’è meno spazio per le idee nuove.
GS: Quindi è importante distribuirle nell’arco dell’anno?
Yves Guillemot: Sì, ma lo è anche dargli abbastanza tempo da assicurarsi che quando escono siano non solo un miglioramento tecnico ma che esprimano appieno il loro pieno potenziale.
Una volta, quando uscivamo sul mercato con una nuova tecnologia, la stampa e i clienti si accontentavano di titoli non troppo rifiniti: la novità data della nuova esperienza, sopperiva al resto. Quel che è successo lo scorso anno, invece, è che ci sono stati molti buoni titoli, per cui anche rilasciando un gioco nuovo e creativo, è ora necessario prendersi il tempo necessario e far sì che un prodotto sia in grado di esprimere appieno le proprie potenzialità. Non è più conveniente rilasciare qualcosa che non sia pronta al cento percento.
GS: È interessante vedere come le diverse società stiano sperimentando lo stesso problema e come questo influenzerà il mercato nei prossimi 12 mesi.
Yves Guillemot: Credo di sì.
GS: A proposito di nuove tecnologie, uno dei prodotti che vedremo il prossimo anno è il Natal di Microsoft. Sarete preparati? Ubisoft è stata previdente nel suo approccio alla Wii quando uscì, e ciò ha dato i suoi frutti: farete qualcosa di simile nei confronti di Natal?
Yves Guillemot: Credo che Natal sarà fantastico e che porterà qualcosa di nuovo sul mercato. Abbiamo lavorato anche noi a una telecamera 3D per molto tempo, anche prima che Microsoft presentasse Natal, proprio perché pensavamo che sarebbe stata una buona idea per migliorare le esperienze dei nostri clienti. Vogliamo quindi puntare su questo nuovo accessorio ma c’è molto altro che sarà interessante vedere. È questo che amo dell’industria videoludica: ci sono sempre, sempre cose nuove.
GS: Alla fine Sony ha annunciato il taglio ai prezzi di PS3 e il nuovo modello Slim. Che impatto avrà questo su di voi, che siete editori?
Yves Guillemot: È una notizia eccezionale. La macchina di per sé è davvero eccellente. Sarà anche più piccola, e credo che questo aiuterà Sony.
GS: Ritiene soddisfacente il prezzo consigliato in vigore nel Regno Unito?
Yves Guillemot: Sì, sono lieto che abbiano potuto muoversi così velocemente, in particolar modo in Inghilterra.
Yves Guillemot è il CEO di Ubisoft.
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