|
|
Intervista a Suda 51 (Grasshopper)
Il Nordic Game dello scorso mese è stato importante per la sua buona lineup di interventi, tra cui quello del CEO di Grasshopper, Suda 51.
L’iconico sviluppatore di Killer7 e No More Heroes ci parla del business in Giappone, della sua filosofia di game design e dell’importanza di creare qualcosa che spicchi in un mercato affollato.
D: Cosa ti ha portato alla Nordic Game, e quali sono le tue opinioni sul cambiamento culturale nei videogiochi per i designer che lavorano in Giappone?
S: Sono stato invitato dagli organizzatori di Nordic Games negli scorsi due anni, ma non ho potuto farcela lo scorso anno, quindi sono venuto quest’anno. Peraltro avevo una gran voglia di visitare un paio di studi attorno a Londra, e volevo imparare cosa fanno adesso le persone. È dura fare avanti e indietro tra Europa e Tokyo, quindi era una bella opportunità di venire e fermarmi un po’ a Londra.
D: Il presidente della Square Enix, Yoichi Wada, ha detto a GamesIndustry che per le società giapponesi sarà sempre più importante attrarre un mercato gloale. Credi che eventi come Nordic Games aiutino ad avvicinare differenti comunità?
S: Beh, probabilmente Grasshopper è più conosciuta in occidente che in Giappone, quindi questi eventi sono l’ideale per farci capire meglio dalla gente nei paesi occidentali.
E poi i ragazzi di GDC e Nordic Game mi hanno dato l’opportunità di parlare, quindi di poter parlare della società, che è un’ottima cosa per lavorare nel mercato globale.
D: Credi che il game business Giapponese abbia bisogno di piacere di più a Ovest?
S: Ho sentito che molti dei grandi editori giapponesi hanno già cominciato a lavorare sul potenziamento delle vendite nei mercati occidentali. Hanno bisogno di capire come poterlo fare.
D: Le vendite hardware e software sono state scarse qust’anno, in Giappone. Come mai?
S: Credo che si debba a diverse ragioni, ma una delle principali è che i giocatori giapponesi e occidentali preferiscono giochi diversi. Forse il 2009 ce lo sta dimostrando.
E poi, benché gli sviluppatori giapponesi siano molto bravi negli action games, stanno cimentandosi in generi diversi. Per esempio nei giochi di ruolo, anche se i giocatori occidentali sembrano preferire giochi di ruolo diversi da quelli che piacciono in Giappone.
D: Quando fai gams design, come lo pensi? Per un’audience giapponese, una occidentale o per una globale?
S: Quando lavoro al design di un gioco immagino che i giocatori possano essere di tutto il mondo. Fondamentalmente ci rivolgiavo ad un'audience globale.
D: Il mercato giapponese è più maturo e completo, ma in occidente è ancora in crescita. Hai un particolare gruppo di età o un tipo di giocatore specifico in mente?
S: Sono stato qui lo scorso anno per promuovere il primo No More Heroes, e ho capito che Gran Bretagna, Francia e Germania sono mercati maturi, mentre Italia e Spagna sono ancora emergenti. Ci sono delle buone opportunità.
In Giappone ci sono ancora core gamers, ma da quando Nintendo ha prodotto Wii e DS, molte persone che non l’avevano mai fatto prima d’ora stanno giocando.
D: E mentre il mercato cresce, le vendite scarseggiano. Il mercato giapponese è in declino?
S: Ci sono molti core gamers, e molti utenti che usano piattaforme come la Nintendo DS, ma non c’è niente in mezzo. Credo che sarà molto importante, per i giochi, mirare a questo settore intermedio. Servirà a riportare sui binari il mercato.
D: I tuoi giochi hanno sempre uno stile particolare. Quant’è importante crearsi uno stile specifico, con il gran numero di titoli sul mercato odierno?
S: La prima cosa che direi è che la vision di Grasshopper è concentrata sulle idee creative. Non riguarda solo me, moltissimi membri della società contribuiscono alle idee principali. Proviamo a creare giochi che ancora non esistono sul mercato, ed è a questo che pensiamo quando facciamo un gioco.
D: Ci sono molte console sul mercato, in particolare tra quelle next-gen. Quali sono i tuoi pareri?
S: Finora c’è stato solo un genere di console, quindi c’era solo una direzione lungo la quale procedere per produrre videogames. Ma ora ci sono diversi generi di giochi, ed è ottimo in quanto differenti tipi di persone possono provare cose diverse.
La cultura probabilmente si riflette nelle vendite. Per esempio in Giappone molti usano il treno per i loro spostamenti, e quindi molte persone usano le loro DS in tali occasioni. Ci sono persone che usano la PSP in bar e posti del genere, per giocare contro i loro amici. Dipende da che tipo di vita fanno.
Forse in futuro le vite delle persone saranno influenzate dal tipo di console che hanno.
|
|
« torna all'elenco interviste • tutti gli articoli correlati »
|
|
|
|
Sebbene lo sviluppo di Gran Turismo 5 abbia richiesto oltre 5 anni, il suo creatore, Kazunori Yamauchi, non è tuttavia pienamente contento del risultato finale... Nell'intervista che vi apprestate a leggere, rilasciata da "mister GT" durante la ...
GameStopFaccia a faccia con GameStop (parte 2)[di Nicola Congia] [25/11/2010]
[continua e si conclude l'intervista a GameStop. Potete trovare la prima parte al seguente link) A tal proposito, il vostro è un business focalizzato sulla vendita del prodotto fisico, mentre sono in molti a prevedere che il futuro stia nel digit...
GameStopFaccia a faccia con GameStop (parte 1)[di Stefano Silvestri] [24/11/2010]
Se iniziassi questo articolo parlando di Babbage's, probabilmente nessuno di voi saprebbe di che sto parlando. Eppure, questo oscuro rivenditore di software nato nel 1984 a Dallas, Texas, ha una lunga storia da raccontarci. Dieci anni dopo la sua ...
L'Italia che sviluppa difficilmente sale all'onore delle cronache: fatti salvi alcuni esempi blasonati, infatti, non ci capita spesso di parlare di personaggi del belpaese in grado di competere con le controparti europee o di oltre oceano. A volte...
|
|
tutte le interviste »
|
|