Interviste

Mirko Gozzo

NCSoft West e i prossimi MMORPG

[del 04/09/2009] [di GameSushi.it ]
Dopo l'esclusiva mondiale di Eurogamer relativa all'annuncio dello splendido Guild Wars II, il team di GS ha passato qualche ora allo stand NCSoft, per discutere del futuro del gioco online, dei nuovi MMORPG e di molte altre cose, in compagnia di Mirko Gozzo, Direttore Marketing di NCSoft West.

GameSushi: Ciao Mirko!


Mirko Gozzo: Ciao a tutti!

GameSushi: Parleremo dopo della tua esperienza a Londra, prima concentriamoci sui vostri prodotti. Abbiamo visto Aion e GuildWars 2: ma NCSoft dove vuole arrivare?

Mirko Gozzo: L’obiettivo di NCSoft al momento è di focalizzarsi sui MMORPG di prima categoria. Rispetto all’anno scorso ci sono state un po’ di ristrutturazioni che ci hanno spinto a concentrarci solo su giochi dove sappiamo che la qualità è veramente alta. Questo ha comportato l’interruzione nello sviluppo di alcuni prodotti che non erano sufficientemente buoni per raggiungere questo obiettivo. Al momento tutte le nostre attenzioni vertono su Aion, che in alcuni territori sta avendo un successo incredibile: in Corea come in Cina ha battuto tutti i record, e la campagna di pre-order in Europa e USA sta dando grandissimi risultati, inaspettati anche per noi. Prevediamo quindi ottime vendite anche a occidente.

GameSushi: Raccontaci come sei arrivato a lavorare in Inghilterra, quanto c’è di voluto e quanto di casuale…

Mirko Gozzo: Ho iniziato in Vivendi Italia, lavorando a stretto contatto con Blizzard, e in questa veste ho contribuito a lanciare WoW in Italia. A un certo punto mi sono reso conto che il gioco era così buono che non importava cosa facessimo del marketing, perché il prodotto e lo sviluppatore godevano di una reputazione eccezionale. Mi sono sentito un po’ inutile, come se quello che facessi non avesse alcun effetto…
Quindi ho deciso di mettermi in gioco e di andare in NCSoft, che aveva prodotti simili, e di continuare a lavorare in un comparto che mi piace, quello dei giochi di massa online, per vedere se il mio lavoro poteva fare la differenza.

GameSushi: Quali sono le differenze che hai notato lavorando in Italia e all’estero?

Mirko Gozzo: Credo che NCSoft sia una realtà particolare, forse perché in azienda ci sono persone che vengono da tutt’Europa, nove nazionalità differenti a essere precisi. Nel mio team, ad esempio, abbiamo francesi, tedeschi, cecoslovacchi e francesi ed è una squadra ben affiatata che lavora per uno scopo comune.
Tornando a me, sono arrivato in Inghilterra un po’ frastornato dato che l’Inglese che impariamo in Italia non è di prima categoria. All’inizio mi sono un po’ spaventato, però qui se ti impegni vieni premiato, cosa che certe volte non accade in Italia, e quindi devo dire che a livello lavorativo mi trovo molto meglio, l’ambiente è molto più rilassato.
In Italia mi capitava di lavorare fino alle 8 o alle 9 di sera ma era dato per scontato, mentre in Inghilterra è accaduto di stare in ufficio fino alle 9 di sera e di sentire il mio capo dirmi “no, hai lavorato troppo, non venire domani”. Quindi sì, c’è una bella differenza…

GameSushi: Ti ringraziamo per la disponibilità! Noi da parte nostra speriamo di mettere le mani su Aion il prima possibile!


Mirko Gozzo è il Direttore Marketing di NCSoft West. Per vedere l'intervista completa in alta qualità connettetevi su
Eurogamer TV.


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[Chobeat[lev:1; v. p.:1; cash:350] postato il 04/09/2009 alle 15:15 [offline]

suona un pò ridicolo quando dice che era inutile. se wow ha avuto il successo che ha avuto è stato grazie al marketing operato dai suoi superiori, non certo per la discutibile qualità del gioco. lui probabilmente era effettivamente inutile per un mercato microscopico come l'italia che Blizzard ha sempre snobbato.

[VincentVega[lev:1; v. p.:1; cash:1626] postato il 04/09/2009 alle 15:50 [offline]

Cho la tua mancanza di obbiettività è ormai un trademark: la Blizzard a voce unanime (tranne la tua) viene riconosciuta quale la software house con il più alto standard qualitativo del mondo.
Esiste un limite alla faziosità che deve divenire prospettiva se uno dei player fondamentali per l'Italia di dice: la qualità era così eccezionale che avevamo da fare ben poco.

Non esiste solo il tuo pensiero: apriti alle parole altrui come spunto di riflessione.
A proferirle è stato il direttore marketing di NCSoft West e non, come diciamo a Roma, pizza&fichi.

[Chobeat[lev:1; v. p.:1; cash:350] postato il 04/09/2009 alle 16:10 [offline]

tu ti fideresti mai di un direttore del marketing? è una persona il cui lavoro è ingannare la gente, fargli credere che quello che ha da vendere è meglio di ciò che è effettivamente è. io non mi fiderei mai di persone del genere. poi in ogni caso il livello qualitativo di wow è sotto gli occhi di tutti e se i siti di stampa specializzata lo considerano buono/mediocre e non fanta-stellare, vuol dire che è probabile che il gioco sia così, indipendentemente da ciò che dice chi vuole vendertelo o chi è pagato per dire diversamente

[VincentVega[lev:1; v. p.:1; cash:1626] postato il 04/09/2009 alle 16:25 [offline]

Guarda... la professionalità estera nel trattare i prodotti è così elevata che se una persona squisita come Gozzo leggesse le tue parole non potrebbe non trovarle un insulto gratuito prodotto da una sana dose di ignoranza sulle dinamiche dei gruppi internazionali.

Non si diventa "Direttori Marketing" perchè si raccontano bene le palle...

Persone come Cuneo, Gozzo, etc etc che si trovano a dirigere il marketing di gruppi come Sony o NCSoft hanno una mole veramente ingente di responsabilità e di lavoro quotidiano svolto ad un altissimo livello di professionalità.
Non si improvvisano tali.
Se Gozzo ha voluto spendere parole simili su un prodotto come WoW, oggi concorrente, vuol dire che delle cose più da insider di me e te le avrà pur viste.

Il discorso WoW è cmq sia trito: un titolo che ha cambiato per sempre il mondo da 6 anni a questa parte. SEI anni. E ancora tiene.
Il resto: spera di avvicinarsi. Per tali motivi le parole caute di Gozzo sono ancor più significative se, stando alla tua logica, il suo ruolo avrebbe dovuto imporgli delle "menzogne" su Aion, per esempio.

Credo che ogni giornalista dovrebbe passare del tempo all'interno del processo produttivo, distributivo e/o di marketing.
Esistono certi preconcetti che nascono dalla distanza pratica che si ha con la messa in opera di quella bella cosa chiamata "videogioco".


[Chobeat[lev:1; v. p.:1; cash:350] postato il 04/09/2009 alle 16:41 [offline]

veramente sono 4 anni e qualche mese. in ogni caso wow è il top come gioco ma ci sono aziende molto più grandi di blizzard che se ne fregano bellamente dei risultati di un singolo gioco quando con diversi giochi fanno numeri a cui wow non arriverà mai.

in ogni caso ho amici negli staff di numerosi mmorpg e ho parlato con grossi nomi su queste e altre questioni. un nome su tutti tra quelli che ho incontrato Nabil Debira, ora Soe Europe, ex blizzard. incontro responsabili marketing di persona o nel web quasi ogni giorno e no, non mi fiderò mai, in nessun caso proprio perchè conosco le realtà produttive, gli obiettivi che gli impongono e il modo di lavorare che molti hanno.

so benissimo che il loro lavoro o i loro meriti non stanno nel raccontare palle ma sicuramente non sono oggettivi ma non dico che sia sbagliato, è il loro lavoro vendere, sennò non sarebbero lì. io ho dedicato un articolo al marketing di blizzard/wow facendo elogi a destra e a manca perchè è un lavoro di circuizione dell'utente molto sottile e elaborato, ma la qualità oggettiva dei prodotti è un'altra cosa

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