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Tra old-school e next-gen…
Il suo recente passaggio a JoWoodD ci ha dato lo spunto per fare quattro chiacchiere con Laura Maestri, una delle figure di riferimento del business videoludico italiano sfumato di rosa. Con lei abbiamo ripercorso le tappe principali della sua carriera, senza tralasciare qualche consiglio utile per chi si avvicini per la prima volta a questo mondo…
GameSushi: Torniamo indietro nel tempo: 1984. Siamo all'inizio della tua carriera. Lo scenario è quello di Lago. Com'era ai tempi lavorare in un settore così particolare e come si è evoluto nel tempo?
Laura Maestri: Stiamo parlando del nostro paleozoico, giusto? Nei primi anni ’80 la situazione era decisamente embrionale. Ero stata un mesetto in Inghilterra per scovare sviluppatori di giochi (per lo più in fattorie sperdute in piena campagna) tentando di spiegargli che anche nella lontana Italia c’era un possibile mercato per i loro prodotti. Eravamo riusciti a convincerne tanti, e sono contenta di aver dato un benché minimo apporto all’introduzione di giochi originali nel nostro Paese, in un momento storico in cui la pirateria non aveva alcun limite.
GameSushi: Dopo ben 16 anni in Lago, le esperienze in MediaItaly ed Empire sono state decisamente più brevi...
Laura Maestri: MediaItaly è stata una bellissima esperienza ma il mio destino era ormai segnato: videogame forever! Con Empire ho collaborato per 9 anni, e ne sono tutti valsi la pena!
GameSushi: Di recente il passaggio a JoWooD. Di cosa ti stai occupando in questo momento e cosa ti aspetti per il futuro?
Laura Maestri: JoWood è un’azienda molto forte, con ulteriori potenzialità di crescita e affermazione. Nel ruolo di Country Manager sto stringendo partnership strategiche con distributori e clienti diretti ma soprattutto l’impegno è quello di far conoscere meglio questo marchio ai videogiocatori italiani. Sono convinta che JoWood possa presto farsi riconoscere quale brand di qualità sia dal pubblico che dai media.
GameSushi: Come ti sei approcciata, in passato e attualmente, ad un mondo come quello videoludico che è apparentemente di impronta maschile? Hai trovato difficoltà o diffidenza?
Laura Maestri: All’inizio essere donna in questo contesto era una peculiarità. Per fortuna le cose sono cambiate… In generale l’atteggiamento è sempre stato neutro, se non addirittura positivo. Forse alle prime fiere di settore qualcuno ha dimostrato un po’ perplessità di fronte a una donna – per giunta italiana! -, ma alla fine il linguaggio del business non ha né confini né “razzismi”, giusto?
GameSushi: Che consigli daresti a una ragazza che intende entrare in questo mondo?
Laura Maestri: Essere sempre se stesse e valorizzare i lati buoni di ciò che il proprio ambiente di lavoro offre sono regole d’oro per chiunque creda che la qualità della nostra vita dipenda anche dal nostro atteggiamento positivo verso l’ambiente in cui viviamo gran parte della nostra giornata.
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