Quando ancora non lo conosceva nessuno è stato Dorian Gray in una miniserie televisiva americana e da lì, per Josh Duhamel, la strada è stata tutta in discesa. Eletto tra i 50 uomini più belli del mondo, la sua carriera cinematografica ha sempre alternato progetti piccoli (come l'horror Turistas) a grandi produzione proprio come Transformers, che in questo secondo capitolo, La vendetta del Caduto, lo vede ritornare nei panni del Capitano Lennox, ma questa volta come membro della NEST, l'agenzia militare che combatte a fianco degli Autobots per evitare la guerra con i Decepticons. Lo abbiamo intervistato durante il suo soggiorno a Roma per presentare il film.
Molti blockbuster oggi tendono a dare maggiore attenzione a come viene confezionato un prodotto piuttosto che alla sua drammaturgia. Lei che ne pensa visto che Transformers è anche molto conosciuto per i suoi grandi effetti speciali?
Sì, è vero, credo anch'io ci sia una certa tendenza a dare preponderanza alla confezione piuttosto che al contenuto. Non è però questo il caso. Ci sono tantissimi effetti speciali, questo senza dubbio, ma si uniscono e si integrano perfettamente alla storia e alla bravura di un attore come Shia LaBeouf.
Lei che ha fatto anche dei piccoli film, pensa che pellicole come questa limitino in qualche modo le possibilità di un attore, essendo gli effetti speciali spesso così importanti e la struttura narrativa quasi sempre uguale?
Ci sono kolossal che certamente hanno una struttura ripetitiva. Però all'interno dei blockbuster, come in tutti i generi, ci sono dei film non buoni, e altri invece molto buoni, in cui l'importanza della bravura dell'attore è fondamentale. Transformers penso sia un buon film sotto entrambi gli aspetti. E poi accanto ai kolossal ci sono certo straordinari piccoli film incentrati sul personaggio e su una storia forte, dove invece la performance è molto più impegnativa. Credo che alla fine sia bello e giusto fare parte un po' di tutti e due i mondi.
E lei cosa preferisce fare?
Fare un blockbuster vuol dire avere tanta visibilità e questa poi ti dà l'opportunità di fare tantissimi film, quindi alla fine va bene tutto. Poi non guardo a cosa sia giusto o meno per la mia carriera, sono un tipo molto pratico, guardo all'oggi e non mi sento nemmeno legato a determinati ruoli.
E Michael Bay com'è sul set? Così cattivo come dicono?
No, Michael Bay è una persona che ha molte responsabilità ed è ovvio quindi che se la prenda molto a cuore. Così quando si infiamma uno deve semplicemente cercare di non prenderla sul personale. Io nel mio piccolo più che altro tento sempre di stare fuori dalla sua mira.
Lei ha una compagna, la cantante Fergie dei Black Eyed Peas, che lavora nel mondo dello spettacolo. Avete mai pensato di fare qualcosa assieme?
Incideremo presto un album insieme. No scherzo, sono terribile come cantante. Lei adesso ha appena finito di lavorare con Rob Marshall per Nine, il film ispirato a Otto e mezzo di Fellini. Lì fa la parte della prostituta e il protagonista è Daniel Day Lewis. Io le ho detto un sacco di volte che sarei dovuto essere io il personaggio principale, ma la verità è che non sono proprio in grado di cantare. Alla fine ognuno ha la propria carriera, e non temete, non faremo un video come quello di Jennifer Lopez in cui Ben Affleck le accarezzava il posteriore su uno yacht.