Interviste

John Clark

Il futuro di SEGA

[del 14/10/2009] [di Lucio Bernesi]
Sebbene sia in SEGA da tre anni, John Clark è stato nominato managing director della filiale inglese della compagnia soltanto pochi mesi fa. La sua promozione rientra in quella riorganizzazione aziendale che ha visto Mike Hayes di SEGA West, diventare supervisore delle operazioni sia in America che in Europa. Ma è stato Clark che lo scorso mese, durante la conferenza Fast Forward organizzata a livello retailer a presentare la line-up natalizia di SEGA.

Quella è stata l’occasione giusta per fare quattro chiacchiere sulle previsioni di vendita durante le festività, per conoscere la sua opinione sul recente taglio del prezzo dell’hardware e per parlare delle strategie di SEGA per il 2010.

Games Industry: Come cambierà nella pratica il modo di operare di SEGA dopo questa riorganizzazione?

John Clark: SEGA sta facendo molti investimenti anche all’esterno dei suoi uffici in Giappone. L’intera SEGA Sammy che si occupa della sezione entertainment lavora con grande passione e ci aspettiamo una sua ulteriore crescita. Di certo, negli ultimi cinque anni, SEGA Europe è diventata una parte molto forte e redditizia del nostro business.

Games Industry: Si dice che a volte chi lavora per un’azienda giapponese sia sottoposto ad un severo controllo da parte della casa madre. E’ un qualcosa che si avvertite anche in SEGA?

John Clark: Prima di lavorare per SEGA, ho passato otto anni in Eidos. Gli uffici centrali si trovavano a Wimbledon. Perciò ogni decisione veniva presa nelle stanze in cui io ero seduto. Non comprendevo quanta libertà nel chiudere un affare avevo in mano, fin quando non me ne sono andato. Soltanto pochissime persone avevano il potere di indirizzare gli affari in una certa direzione, ed io ero una di quelle.

Quindi sono curioso, anch’io, di vedere in che modo potrò agire. Anche se devo già sottolineare come l’autonomia di SEGA Europe e il suo spirito imprenditoriale sia fenomenale. Conosco le realtà di Activision e Ubisoft, e posso dire che SEGA è più imprenditoriale rispetto a qualsiasi altro publisher presente fuori dall’Inghilterra. E’ molto vicina ad Eidos in termini di influenze che i suoi responsabili possono avere nel direzionare il business, dalla firma di un accordo con gli sviluppatori alla discussione su un’eventuale programma di guadagno.

Essendosi suddivisa in SEGA Europe e SEGA West, il quartier generale giapponese ci sta molto addosso. Ogni affare ha la sua procedura che deve essere rispettata dai dettami della sede giapponese, anche se non si tratta di controlli così esasperati.

Da quando sono diventato managing director UK ho cercato di capire il loro modo di operare. Tutto si concentra sul portare le migliori energie del team nella giusta direzione. Abbiamo molta libertà e pieno supporto quando si tratta di lavorare su qualcosa di buono.

Games Industry: L’attuale line-up di SEGA è caratterizzata da una buona varietà di titoli. Ci sono giochi destinati alla famiglia ma anche prodotti come Resonance of Fate, un GdR giapponese, che invece puntano ad pubblico decisamente hardcore. Non c’è pericolo che una tale ampiezza, non possa portarvi i numeri che vi aspettate?

John Clark: Il genere di titoli che stiamo sviluppando apparterrà a tre differenti zone – Giappone, Europa e Stati Uniti – e rappresenterà tre diversi mercati perseguibili. I titoli che escono fuori dal Giappone e vanno bene globalmente sono tendenzialmente Sonic, Super Monkey Ball, insomma tutte le licenze arcade di SEGA. Poi ci sono i titoli legati al genere GdR che sono indirizzati al Giappone, che vanno abbastanza bene negli States e meno in Europa.

Poi abbiamo le hit europee per eccellenza – Total War e Football Manager – che ci danno una grandissima forza nel Vecchio Continente. Senza dimenticare che abbiamo stretto un accordo con compagnie come Marvel Studios che ci garantiscono grandi successi anche negli Stati Uniti.

Questa è la nostra chiave di lettura. SEGA ha investito molto del suo tempo nella ricerca e nella creazione di partnership con numerosi sviluppatori.

Games Industry: Prendiamo ad esempio MadWorld. E’ un gioco con un grandissimo stile, innovativo, per molti un cult, elogiato dalla critica e dagli hardcore gamer, ma, alla resa dei conti, ha venduto abbastanza copie?

John Clark: Torno sul discorso dello spirito imprenditoriale di SEGA. Puntiamo ad essere innovativi e vogliamo sconvolgere i modi classici di intendere un gioco. Abbiamo pensato molto su come realizzare qualcosa di maturo e di adulto per una console come il Nintendo Wii.

House of the Dead è andato molto bene. Perché è un gioco adulto oppure perché è un titolo arcade? Potresti trovare la risposta nel fatto che si tratta di una IP della SEGA e nella sua esclusività per Nintendo, ma il motivo va riscontrato nella personalità di un gioco come House of the Dead Overkill.

E la collaborazione con Platinum Games ha dato vita a MadWorld, un gioco indubbiamente fantastico, innovativo e originale.

Games Industry: Ma ha venduto abbastanza?

John Clark: Ha venduto quel giusto che convince una compagnia come SEGA ad investire sulla qualità di nuove IP.

Games Industry: Quindi è un esperimento che ritenterete?

John Clark: Certo. L’importante è mantenere una certa soglia di qualità, come nel caso di Sonic, Total War e Football Manager. L’industria stessa chiede creatività e innovazione. Ci deve essere un ottimo equilibrio tra l’ispirazione creativa degli sviluppatori e quella dei publisher.

Games Industry: Il primo Mario e Sonic ai Giochi Olimpici è stato un titolo di grande successo. Vi aspettate gli stessi ottimi risultati anche dal sequel?

John Clark: Particolarmente in Inghilterra, siamo orgogliosi di come sia andata. Nelle altre parti d’Europa e anche negli Stati Uniti, abbiamo raggiunto ottimi livelli di vendita. Se ci rifacciamo alle statistiche di Chart-Track, negli ultimi nove anni gli unici giochi che hanno battuto Mario e Sonic sono stati Brain Training, GTA San Andreas, Wii Play, Wii Fit e FIFA 2009. E stando agli ultimi dati, FIFA ha superato Mario e Sonic di sole 2000 unità.

Games Industry: Quanta fiducia c’è di raggiungere di nuovo un obiettivo del genere?

John Clark: Pensiamo che i nostri rivali più agguerriti possano essere FIFA e Modern Warfare 2. Siamo certi che Mario e Sonic arriverà tra i primi tre titoli più venduti.

Il primo capitolo – se consideriamo la versione per Wii – ha fatto registrare una diffusione pari al 30% rispetto all’hardware. Se le previsioni sull’hardware sono giuste, l’abbassamento del prezzo degli altri formati farà il resto e a Natale ci troveremo ad essere i numero uno.

Games Industry: Alcuni publisher hanno accusato Nintendo di dominare il mercato del software Wii con i suoi titoli first-party. SEGA ritiene che questo possa essere un problema?

John Clark: Si lavora con ciascun costruttore di hardware in modi completamene differenti. Storicamente, abbiamo visto come i titoli Nintendo vendano benissimo sui formati Nintendo. Con la Wii, l’opportunità di vendere bene è diventata di massa. Si vende bene e più velocemente.

Nintendo vigila su quel che viene fatto e sulla buona qualità dei prodotti. Ma allo stesso tempo ha realizzato dei giochi, molti dei quali lifestyle, creando una fetta di mercato di cui anche altri publisher si sono giovati.

Games Industry: Quali sono le vostre previsioni in termini di vendita di software ed hardware per il prossimo Natale?

John Clark: Lo scorso anno l’hardware ha toccato il suo picco migliore e il software gli è andato dietro. Quest’anno penso che l’hardware dirà comunque la sua, ma non come l’anno scorso. Il software invece farà registrare numeri importanti.

John Clark è Managing Director di SEGA UK.

Intervista di Ellie Gibson
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John Clark persona: John Clark ruolo:Managing Director, SEGA UK

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