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Tornatore presenta Baarìa, epopea sulla sua "magica" Sicilia
Un'epica di 150 minuti per raccontare la Sicilia e forse anche l'Italia, con uno stile sempre incantato e a tratti favolistico. Giuseppe Tornatore, nell'élite dei registi italiani che possono dire di aver vinto un premio Oscar, con il suo Baarìa abbraccia l'Italia (come vorrebbero fare, racconta il protagonista nel film, anche i siciliani, senza rendersi però conto di avere le braccia troppo corte) e anche gran parte del cinema nazionale contemporaneo, grazie alle orgogliose comparsate di quasi tutto il nostro star system, che amichevolmente si è prestato a questo progetto seppure per ruoli piccoli di secondo piano.
"Si è portati a parlare soprattutto delle cose con cui si è stati in comunione assoluta ma di cui al momento non si aveva coscienza". Tornatore cita Guttuso, altro originario della sua Bagheria (Baarìa in dialetto), per spiegare i motivi che l'hanno portato a realizzare il suo film, un kolossal (caso raro in Italia) sulle proprie origini e sul tempo che fu. "Nella mia vita continuamente ritorno col pensiero a tutto questo mondo fatto di suoni, personaggi, sfide, sogni e utopie, e mi sono sempre detto che prima o poi tutto questo materiale sarebbe diventato un film".
Tuttavia, una sorta di "auto-ipocrisia", racconta il regista, è ciò che finora gli aveva impedito di concretizzare questa sua aspirazione: "Forse avevo paura, ma ho sempre pensato che avrei fatto questo film più tardi, forse intorno ai 60 anni. Eppure, siccome evidentemente non facevo altro che parlarne, un giorno mi hanno chiesto del progetto e se ne sono innamorati. Da quel momento sono riuscito a venir fuori dalla mia incertezza". E oggi il film apre addirittura la Mostra del Cinema di Venezia.
Baarìa ha rappresentato una vera e propria sfida per il regista di Nuovo Cinema Paradiso, soprattutto per la responsabilità di gestire un set così imponente e un'intera macchina costata la bellezza di 25 milioni di euro. Si è trattato di un impegno gravoso, che però, come spiega lo scenografo Maurizio Sabatini, ha rappresentato anche l'opportunità unica di avere a disposizione mezzi e possibilità rarissime in Italia: "Quella di Baarìa è stata un'opportunità incredibile e un'esperienza irripetibile", ha dichiarato Sabatini, "Dalla documentazione fino all'allestimento, l'aspetto più complesso ma alla fine più gratificante è stato sempre quello di dar vita a queste scenografie che dovevano evolvere col passare degli anni e ricoprire tutto l'arco del periodo storico raccontato".
Più di due anni di sforzi hanno portato alla fine ad un vero e proprio affresco, che aldilà di tutte le implicazioni politiche è soprattutto un atto d'amore nei confronti di una terra, di cui lucidamente Tornatore riconosce i molti pregi ma anche i molti difetti. A tal proposito è un suo vizio citare il "compianto" Principe di Salina de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (poi ripreso da Luchino Visconti per il suo omonimo capolavoro cinematografico), il quale era solito dire che per non assorbire i difetti dei siciliani bisognava andarsene dalla Sicilia non più tardi dei 17 anni. "Io me ne sono andato soltanto a 27, quindi i difetti li ho ripresi tutti quanti, ma credo anche che ciò che vivi nei tuoi primi vent'anni sia ciò che ti rimane poi dentro per tutta la vita. Non a caso i miei film sono in un certo senso tutti siciliani".
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film: Baarìa genere: Dramadata di uscita:25/09/2009paese:Italiaproduzione:Medusa Film, Quinta Communications, Ministero per i Beni e le Attività Culturali MiBACregia:Giuseppe Tornatoresceneggiatura:Giuseppe Tornatorecast:Francesco Scianna, Margareth Madè, Raoul Bova, Giorgio Faletti, Leo Gullotta, Nicole Grimaudo, Gabriele Lavia, Angela Molina, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Aldo Baglio, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Marcello Mazzarella, Luigi Lo Cascio, Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Enrico Salimbeni, Lina Sastri, Gaetano Aronica, Alfio Sorbello, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Luigi Maria Burruano, Franco Scaldati, Monica Bellucci, Sebastiano Lo Monaco, fotografia:Enrico Lucidimontaggio:Massimo Quagliacolonna sonora:Ennio Morriconedistribuzione:Medusadurata:150 min
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