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Passato, presente e futuro di EA Montreal
Nata nel 2003, EA Montreal è composta da uno staff di 900 persone, con 400 di esse che si occupano di franchise del mondo console come Army of Two: The 40th Day e le versioni Wii di Spore e Need for Speed Nitro.
Il general manager di EA Montreal, Alain Tascan, ci ha parlato di Montreal, in cui c’è una forte concentrazione di publisher e sviluppatori concorrenti. Abbiamo discusso anche del rispetto per gli utenti, di come il motion control può migliorare l’esperienza di gioco e dell’ipotesi di un ritorno da parte del suo team all’amata serie SSX.
Games Industry: Ci puoi fare una panoramica sul tuo team, sulle persone che ci lavorano e sui giochi che state sviluppando?
Alain Tascan: Al momento EA Montreal è composta da circa 900 persone, ma poi c’è anche altra gente che si occupa di progetti per la componente mobile ed altra ancora che invece si preoccupa del testing. La parte propriamente relativa allo sviluppo comprende 300-400 persone. Stiamo lavorando ad Army of Two: The 40th Day naturalmente e a Need for Speed Nitro per Wii. Inoltre stiamo sviluppando Spore sempre su Wii, Spore Hero e altri titoli non ancora annunciati.
Games Industry: Il Canada è un posto che attrae molto dal punto di vista del lavoro, sia per il modo di vivere che per le agevolazioni fiscali. Da dove vengono le persone che lavorano in EA Montreal?
Alain Tascan: Abbiamo parecchi inglesi. Si lamentano del tempo… Penso che il Canada sia il posto ideale per sviluppare videogiochi. Non è soltanto per il supporto da parte del governo, ma anche perché vieni a contatto con molte culture diverse. Montreal – io sono francese al cento per cento – è un luogo dove puoi incontrare americani, brasiliani… Noi abbiamo 28 nazionalità differenti all’interno dei nostri studios e ritengo che il Canada e in particolare Montreal siano luoghi perfetti per fare grandissimi giochi. C’è EA, ma anche Eidos, Ubisoft, A2M.
Games Industry: Quindi c’è una sorta di competizione tra gli studios presenti sul territorio nel ricercare nuovi talenti?
Alain Tascan: E’ sempre difficile convincere le persone, ma penso che ogni realtà possa farlo attraverso la sua storia. Penso alle dimensioni di un team oppure al gioco che si vuole sviluppare. Sono tutti fattori che possono influenzare una scelta. Magari ci sono persone pronte a tutto pur di lavorare sul prossimo Splinter Cell oppure altre che invece puntano a qualcosa di totalmente diverso. Ad un certo punto della tua carriera hai bisogno soprattutto di motivazioni. Per questo cerchiamo gente che voglia lavorare con noi, ma con il giusto entusiasmo.
Games Industry: Ricevete molti curricula dall’Europa?
Alain Tascan: Si, anche perché qui il mercato in questo senso è più duro. Ma non ci concentriamo particolarmente su un unico paese. Cerchiamo esclusivamente la qualità.
Games Industry: Il gioco più importante a cui state lavorando è il sequel di Army of Two. Il primo capitolo su Metacritic ha una media di 72 nella versione 360 e di 74 per quella PS3. Quali sono i vostri obiettivi per questo seguito?
Alain Tascan: Naturalmente quello di migliorarci! Il gioco ha venduto bene – oltre 2 milioni di copie -. Questo perché giocandoci ti rendevi conto di provare uno sparatutto, ma in una maniera diversa rispetto al solito. C’è sempre qualcuno con te, che ti accompagna sullo schermo. Quello che ci siamo ripromessi è di raddoppiare l’esperienza del co-op, fornendo qualcosa di maggiormente organico. E poi la qualità, il che significa migliorare l’IA, il feeling con le armi, la grafica e le ambientazioni.
Games Industry: Avvertite una certa pressione per i voti rilasciati su Metacritic? Peter Moore per esempio ha bacchettato chi ha riconosciuto all’ultimo FIFA un voto inferiore a 90… Da parte vostra c’è questa esigenza di sentire la pressione e quindi di fissare un obiettivo? E tutto questo è un qualcosa di positivo per l’industria dei videogiochi?
Alain Tascan: Credo sia importante, non per il fatto di avvertirla come pressione sul tuo operato, ma fondamentale per fissare un obiettivo. Si tratta di rispettare l’utente, il consumatore. Non ci interessa una campagna marketing incentrata sul “compra questo gioco”. Voglio sottolineare come la stessa EA stia puntando moltissimo sulla qualità dei suoi prodotti. E automaticamente diventa un obiettivo da raggiungere anche per il nostro Army of Two. Metacritic però non è il solo indice a cui dobbiamo riferirci… Sono le persone che ti giocano, la qualità che ricercano a farti avere quel successo di massa che tutti inseguiamo.
Games Industry: Parliamo di ciò che è successo a Mirror’s Edge di EA. Il gioco è stato accolto molto bene dalla critica ma è uscito nei negozi in un momento in cui c’erano tantissimi altri titoli sugli scaffali. Situazione, questa, che ne ha condizionato le vendite… Esiste quindi un piano sulle uscite ben preciso che dovrebbe essere rispettato, indipendentemente dal fatto che ci troviamo o meno sotto Natale?
Alain Tascan: Penso che tutto dipenda da una serie di fattori. Un gioco è pronto quando è… pronto. In questo caso ritorna il discorso sulla qualità. Certo, intorno a Natale c’è un gran sovraffollamento di uscite, ma il mercato non è così prevedibile come può sembrare.
Comunque il fatto che si riesca ad uscire da una delle più grandi recessioni degli ultimi anni è fondamentale per quello che saranno gli affari durante le feste natalizie.
Games Industry: La recessione, già, ha colpito anche le vendite dei videogiochi. Activision ha sorpreso tutti in Inghilterra annunciando l’aumento di prezzo di Modern Warfare 2. E’ solo l’inizio di una politica di aumento dei prezzi destinata a proseguire? Ti sembra giustificata come mossa commerciale?
Alain Tascan: Ognuno ha le sue strategie. Io mi occupo più della fase dello sviluppo, ma come ho detto prima, bisogna sempre rispettare chi ti acquista. Soltanto in questo modo il cliente ti rispetterà e acquisterà il gioco. Se pensi di concentrarti soltanto sugli affari e perdi di vista l’utente, allora prima o poi sarai destinato a fallire. Un esempio può essere Apple: grande qualità, rispetto per i clienti e grandissimi affari.
Games Industry: Siete entusiasti delle potenzialità di Natal e del motion control per PS3?
Alain Tascan: Assolutamente. E’ un qualcosa che cambierà l’esperienza di gioco. Al momento ci stiamo interrogando sul come utilizzare queste due periferiche: dobbiamo semplicemente adattarle ai nostri giochi? Dobbiamo sviluppare qualcosa di specifico? Ritengo che la risposta – come Nintendo ha dimostrato – è che il successo può essere raggiunto soltanto sviluppando in maniera specifica.
Games Industry: Avete già iniziato a sperimentare?
Alain Tascan: Stiamo facendo parecchie prove, ma è un qualcosa che va visto da vicino…
Games Industry: Credi che Natal sia così importante, al punto da considerarla quasi come una nuova piattaforma?
Alain Tascan: Non me la sento di dare una risposta definitiva. Sicuramente si tratta di un approccio interessante e rappresenterà una grande fetta di mercato. Siamo ancora nella fase delle ipotesi, ma di sicuro tra 5-10 anni i sensori di movimento e il riconoscimento visivo rappresenteranno il massimo in termini di esperienza videoludica.
Games Industry: Parlando invece di altri vostri marchi, vedremo mai un nuovo SSX?
Alain Tascan: Ah, SSX… Abbiamo molti progetti e ci confrontiamo spesso su quello che potrebbe piacere alle persone. Potremo sviluppare un nuovo SSX soltanto quando e se avrà un senso far rivivere quel franchise.
Games Industry: SSX è molto popolare e può contare su un grande numero di fan. Non sarebbe il momento giusto per rilanciarlo?
Alain Tascan: E’ ancora presto per parlarne… So che molte persone lo amano, che è stato un successo e mi ricorda la giovinezza… Se il mercato si dimostrerà pronto ad nuovo SSX, noi prenderemo in considerazione l’idea di realizzarlo.
Games Industry: Non pensi che il mercato sia pronto?
Alain Tascan: Ah, ah! Stai cercando di carpirmi l’annuncio! Magari un giorno te lo dirò!
Games Industry: E invece un nuovo Boogie?
Alain Tascan: Al momento non è in programma, ma abbiamo imparato molto dallo sviluppo di quel titolo. Il primo capitolo ha avuto un buon successo commerciale. I miei figli ci giocano e si divertono molto. In verità, non so se c’è davvero bisogno di un seguito, ma siamo comunque orgogliosi di quello che siamo riusciti a realizzare.
Alain Tascan è il general manager di EA Montreal.
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