Dead End - Quella strada nel bosco: La sfida dell'horror d'oltralpe

Di   |   26 Settembre 2003
Dead End - Quella strada nel bosco: La sfida dell'horror d'oltralpe

È la vigilia di Natale. Una macchina sfreccia nel buio della notte. Al suo interno si trova una tipica famiglia americana che si sta recando al classico cenone natalizio a casa dei nonni; padre (quel Ray Wise già papà di Laura Palmer in Twin Peaks), madre, figlio adolescente (rigorosamente ribelle), figlia bionda e perfetta accompagnata dal fidanzato. Ormai questo viaggio è una consuetudine che dura da anni, ma questa volta la routine viene interrotta dalla decisione del padre di lasciare l’interstatale per sperimentare una scorciatoia nei boschi. L’idea però si rivela clamorosamente sbagliata. All’improvviso l’allegra famigliola si trova catapultata in una dimensione folle e spaventosa dove le strade sembrano non portare da nessuna parte oppure sempre nello stesso luogo (come la Hobb’s End di Il seme della follia); uno dopo l’altro i passeggeri della vettura cominciano a morire. A governare il macabro gioco paiono essere un’enigmatica donna vestita di bianco e un’inquietante macchina nera.

Se mai non ci fossimo ancora accorti di quanto il nostro cinema di genere (e non solo!) sia, come direbbe Quelo, “in grossa crisi”, ecco arrivare dalla Francia questo divertente e horror indipendente a rinfrescarci la memoria e a dimostrarci che per fare un horror di qualità (tra l’altro, lo splatter non manca!) non servono per forza investimenti miliardari.

I due trentenni Jean-Baptiste Andrea e Fabrice Canepa scrivono e dirigono insieme la loro opera prima con uno stile e una padronanza della scena da veterani. La storia, in verità, è abbastanza esile e narrativamente paragonabile ad una puntata lunga di Ai Confini della Realtà e il colpo di scena finale (piuttosto scontato) potrebbe irritare chi all’horror è avvezzo ormai da tempo, ma nel complesso il film vale più di Boogeyman e del remake di The Grudge messi insieme. I due giovani registi riescono a costruire una tensione notevole e, complice un’ottima sceneggiatura intrisa di velenoso humor nero, a monopolizzare l’attenzione dello spettatore senza pause o momenti morti; considerando che quasi tutto il film si svolge all’interno dell’auto, si può considerare un notevole risultato. Occhio ai due ragazzi francesi…sentiremo ancora parlare di loro.

Giudizio

  • 7/10