La passione per l’animazione giapponese continua a crescere, alimentando la curiosità di fan provenienti da tutto il mondo. In questo contesto, l’edizione 2025 di Lucca Comic & Games ha offerto un’opportunità unica: l’intervista con Yasuhiro Irie, un nome di spicco nell’industria dell’animazione. Regista, character designer e animatore, Irie ha lavorato su opere iconiche, ma il suo contributo a “Fullmetal Alchemist: Brotherhood” lo ha reso particolarmente noto. Scoprire le sue esperienze e la sua visione creativa è un viaggio affascinante nel mondo dell’animazione.
Nel corso della nostra conversazione, Irie ci ha svelato dettagli intriganti sulla creazione di uno dei più amati anime di sempre. La sua esperienza si intreccia con quella di un team talentuoso che ha saputo dare vita a una storia indimenticabile, ricca di emozioni e significato.
Il suo ingresso nello staff di Fullmetal Alchemist: Brotherhood
Yasuhiro Irie: “In Giappone, i produttori si avvicinano ai registi con proposte del tipo: ‘Ti va di dirigere questo progetto e trasformarlo in un grande anime?’ È il regista a decidere quindi se accettare o meno. Così, ho ricevuto un’offerta dal presidente Minami di Bones: ‘Abbiamo questo progetto chiamato ‘Fullmetal Alchemist’ e vorremmo che tu lo dirigessi.’ La mia risposta è stata: ‘Certo, lo farò,’ ed è così che sono diventato il regista di questo lavoro.”
Un viaggio attraverso il processo creativo
Yasuhiro Irie: “Il processo creativo segue le consuete fasi dell’animazione giapponese. Iniziamo dal manga, discutendo con lo sceneggiatore su come suddividere la storia: dove inizia e finisce ogni episodio. Una volta definito il contenuto, si scrive la sceneggiatura.
Dopo la sceneggiatura, si crea lo storyboard, dove decidiamo come visualizzare le scene. Gli animatori realizzano quindi le illustrazioni, mentre il team artistico si occupa di colori e sfondi. Infine, i doppiatori registrano le voci e aggiungiamo musica ed effetti sonori. È un lavoro di squadra che culmina in un’opera finale.”
La qualità delle produzioni
Carlo Cavazzoni (Dynit): “Dato che il processo è standard, cosa determina la qualità superiore di alcune serie?”
Yasuhiro Irie: “Sì, il processo è simile, ma le abilità del team possono variare notevolmente. Individui talentuosi si uniscono al progetto, e quelli in sintonia con la visione possono elevare il lavoro a nuove vette. Questa ‘reazione chimica’ è ciò che rende alcune opere straordinarie. Se manca, potresti avere belle immagini, ma la profondità e la brillantezza non saranno le stesse.”
Un’alchimia creativa in Fullmetal Alchemist
Yasuhiro Irie: “In Fullmetal Alchemist, giovani animatori e veterani hanno innescato reazioni chimiche. I giovani hanno appreso nuove tecniche dai veterani, creando un ambiente di lavoro dinamico e creativo.”
La lunghezza della serie
Yasuhiro Irie: “Originariamente, Fullmetal Alchemist doveva concludersi con il 52° episodio, ma abbiamo visto che c’era molto di più da adattare. Così, con l’approvazione del produttore, la serie è stata estesa a 64 episodi.”
Le sfide della gestione delle risorse
Yasuhiro Irie: “Dovevamo decidere se comprimere il capitolo finale di 100 pagine o aggiungere un episodio. Alla fine, abbiamo optato per un episodio in più, portando il totale a 64. Anche se il tempo era limitato, sapevamo di poter farcela grazie all’esperienza del nostro team.”
Il successo duraturo di Fullmetal Alchemist: Brotherhood
Yasuhiro Irie: “Il successo della serie deriva dalla genialità del manga di Hiromu Arakawa-sensei e dall’impegno del nostro staff. Questa sinergia ha creato un’esperienza visiva unica che continua a conquistare nuovi fan anche oggi.”
La direzione dell’episodio finale
Yasuhiro Irie: “Ho diretto l’episodio finale perché desideravo concludere la storia. Gestendo entrambi gli episodi finali, ho potuto mantenere il controllo sulla produzione e garantire che tutto fosse realizzato secondo la mia visione.”
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