Hannah Murray, attrice nota per il suo ruolo in Game of Thrones e per la serie Skins, ha recentemente aperto il suo cuore riguardo a un periodo buio della sua vita. Durante un’intervista con il The Guardian, ha raccontato la sua esperienza con una setta del benessere, un capitolo della sua esistenza che l’ha vista “intrappolata” in una ricerca disperata di guarigione e di significato. La sua storia rivela come la pressione e le aspettative del mondo dello spettacolo possano spingere verso scelte pericolose.
L’attrice, che ha interpretato la giovane Cassie in Skins, ha descritto l’inizio della sua avventura con la setta come una risposta a una vita di festeggiamenti sfrenati e abusi di sostanze. In cerca di una “bacchetta magica” che potesse risolvere i suoi problemi, ha trovato nella promessa di una soluzione miracolosa qualcosa di seducente e, paradossalmente, di oppressivo.
La ricerca di un senso
A soli 27 anni, Hannah si è avvicinata a un gruppo di benessere. Nove anni dopo, ha preso la decisione di ritirarsi dalla recitazione. “Anche le cose più innocue possono risultare piuttosto angoscianti,” ha dichiarato, sottolineando come certe pratiche, come la meditazione e lo yoga, siano diventate per lei troppo difficili da affrontare. Ha spiegato che la sua soglia di tolleranza era stata superata e che ora vede la spiritualità come un campo minato.
Hannah ha notato quanto queste pratiche siano comuni nella vita di tutti i giorni. Quando qualcuno menziona problemi di sonno, la risposta spesso è: “Hai provato la meditazione?”. Questo fenomeno, a suo avviso, è radicato in una visione positiva della spiritualità, ma per lei, che era alla ricerca di una soluzione definitiva, la situazione è diventata insostenibile.
Un incontro inquietante
Sebbene Murray non abbia rivelato il nome della setta, ha condiviso come sia stata avvicinata durante le riprese di un film diretto da Kathryn Bigelow a Detroit. Nonostante il cast fosse composto da talenti straordinari, l’atmosfera delle riprese le ha procurato un forte disagio. “Ogni volta provavo dolore allo stomaco e al petto. I nervi mi bruciavano. Tremavo per l’adrenalina,” ha raccontato, descrivendo la pressione che sentiva in quel contesto.
In questo clima di agitazione, una guaritrice energetica si è offerta di aiutarla. In poco tempo, Hannah si è ritrovata coinvolta in corsi e attività di un gruppo di benessere che sembrava promettere ciò che cercava. Ma la sua esperienza le ha insegnato che non tutte le soluzioni sono realmente efficaci.
Riflessioni su un percorso complesso
Murray ha messo in evidenza come la sua esperienza non sia isolata e come molte persone si avvicinino a pratiche simili nella speranza di trovare conforto. Ha sottolineato che, sebbene esistano approcci innocui alla spiritualità, la ricerca di una “bacchetta magica” può condurre a un ciclo di dipendenza e delusione. La sua storia serve da monito per chi cerca risposte semplici a domande complesse, invitando a riflettere sul significato di benessere e guarigione in un mondo spesso confuso.




