Non ci crederai: l’edizione 2025 della Mostra del Cinema di Venezia promette di ribaltare ogni pronostico. Tra un’apertura firmata Sorrentino, cinque film italiani in concorso e un parterre internazionale da capogiro, il Lido si prepara a diventare il terreno di scontro più caldo dell’autunno. E attenzione: alcune scelte del programma nascondono un colpo di scena che potrebbe incendiare la discussione per settimane.
Il quadro generale: date, luoghi e nomi chiave
La 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si terrà al Lido di Venezia dal 27 agosto al 6 settembre 2025, sotto la direzione artistica di Alberto Barbera. A presiedere la giuria del concorso sarà Alexander Payne, mentre le serate d’apertura e chiusura saranno condotte da Emanuela Fanelli. I Leoni d’Oro alla carriera sono assegnati a Werner Herzog e Kim Novak. A inaugurare la Mostra è La grazia di Paolo Sorrentino; chiusura con il distopico Chien 51 di Cédric Jimenez.
Cinque italiani in concorso: perché è una notizia
Cinque titoli italiani nel concorso principale sono un segnale di forza per l’industria nazionale e un banco di prova per autori mai così esposti sotto i riflettori internazionali. L’apertura affidata a Sorrentino amplifica l’attenzione sul cinema di casa nostra, in un’edizione che promette di coniugare star power e rischio autoriale.
I titoli, uno per uno: cosa aspettarsi
- La grazia (Paolo Sorrentino) – Film d’apertura. La nuova opera del regista premio Oscar arriva con aspettative altissime e un impianto emotivo dichiaratamente italiano.
- Elisa (Leonardo Di Costanzo) – Ispirato a un caso di cronaca familiare, segue il percorso della protagonista verso una possibile redenzione; produzione italo-svizzera con Barbara Ronchi e Valeria Golino.
- Duse (Pietro Marcello) – Ritratto degli ultimi anni di Eleonora Duse, con riprese tra Venezia e Roma e Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo della diva.
- Un film fatto per bene (Franco Maresco) – Un meta-documentario caustico e imprevedibile sul cinema e i suoi incidenti di percorso, con riprese a Palermo.
- Sotto le nuvole (Gianfranco Rosi) – Un viaggio in bianco e nero nella “memoria” di Napoli tra Golfo, Vesuvio e Campi Flegrei.
Il segnale al mercato: Italia tra autorialità e industria
Che un quarto circa del concorso parli italiano è un messaggio potente: le Film Commission hanno lavorato sulle location e sui servizi, mentre produttori e partner internazionali hanno scommesso su storie radicate nel territorio ma con respiro globale. In parallelo, la Mostra conferma la propria centralità come “prima mondiale” per titoli che cercheranno visibilità e vendite nel circuito autunnale.
Non solo concorso: il “fuori” che pesa
Fuori concorso spiccano le presenze che fanno titolo: After the Hunt di Luca Guadagnino con Julia Roberts, l’atteso In the Hand of Dante di Julian Schnabel e, per la chiusura, Chien 51 di Jimenez. Sul fronte riconoscimenti speciali, la Biennale premia con il Cartier Glory to the Filmmaker Julian Schnabel e con il Campari Passion for Film Gus Van Sant.
Quando il cinema incontra le serie
La Mostra consolida il dialogo con la serialità: arrivano i primi due episodi di Portobello di Marco Bellocchio, mentre Il mostro di Stefano Sollima viene presentato integralmente. La scelta conferma come il Lido sia ormai una vetrina strategica anche per progetti premium destinati alle piattaforme.
La posta in gioco per Sorrentino (e per gli altri)
Per Paolo Sorrentino, aprire la Mostra significa misurarsi con un’aspettativa globale: un debutto che può orientare il racconto critico dell’intera edizione e, per estensione, la corsa ai premi autunnali. Per autori come Marcello, Rosi e Di Costanzo, Venezia 82 è l’occasione per consolidare il profilo internazionale mantenendo una forte identità locale.
Red carpet e numeri: ciò che è già certo
Le date sono fissate, la macchina organizzativa è in moto e gli omaggi a Herzog e Novak faranno da ponte tra memoria e presente. Con la guida di Barbera e la presidenza di Payne, l’edizione 2025 nasce per essere talk of the town fin dal primo ciak.
Perché questa edizione può “spostare l’ago”
La combinazione di 5 film italiani in concorso, un’apertura di richiamo e una chiusura ad alto tasso spettacolare racconta un’industria che vuole correre, non inseguire. Se il giudizio della critica dovesse allinearsi al battage, Venezia 82 potrebbe segnare il vero giro di boa del nostro cinema nell’era post-streaming.
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