Odissea: le location del film esplorano paesaggi iconici in Italia

Il viaggio di Ulisse è una delle storie più affascinanti mai raccontate, un’epopea che non può prescindere da paesaggi che ne esaltano la grandiosità. Per dare vita a questa narrazione, Christopher Nolan ha collaborato con la scenografa Ruth De Jong, già nota per il suo lavoro in Oppenheimer. Insieme alla ricercatrice visiva Lauren Sandoval, il team ha esplorato la cultura dell’Età del Bronzo, scoprendo un "vuoto oscuro" che Nolan ha descritto come un tentativo di illuminare un’oscurità in cui, alla fine, c’è solo buio. Immergersi nella natura è stato fondamentale per far sentire gli spettatori “a bordo della barca con Ulisse”.

Un’epopea cinematografica tra paesaggi straordinari

La produttrice Emma Thomas ha affrontato sfide logistiche inimmaginabili durante i 91 giorni di riprese, distribuiti su sei mesi. Con un budget di 250 milioni di dollari, ha orchestrato spostamenti tra vari paesi come Marocco, Grecia, Italia, Islanda, Scozia e Stati Uniti. I lavori sono iniziati nel febbraio del 2025 in Marocco, precisamente sulle spiagge di Essaouira, che hanno visto il rinvenimento del Cavallo di Troia e il varo delle navi.

Nolan ha voluto reinventare il classico stratagemma del Cavallo di Troia, presentandolo come un’offerta a Poseidone, mentre si sprofonda nella sabbia: “Se si vuole credere che i troiani accettino questa offerta dei Greci, deve essere un trucco magistrale”, ha commentato il regista.

Aït Benhaddou e l’assalto finale

La città assediata è stata ricreata ad Aït Benhaddou, un sito situato vicino alla catena montuosa dell’Atlante. Qui, la scenografa ha realizzato un set immersivo di oltre 10.000 metri quadrati, in grado di accogliere 2.000 comparse e oltre 60 strutture, tra cui le maestose Porte di Troia e il Tempio di Atena. Nolan ha scelto di integrare le scenografie con l’architettura preesistente per limitare l’uso di effetti digitali e poter gestire incendi in totale sicurezza.

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Calipso e le polemiche marocchine

La produzione ha proseguito a Marrakech, Tahannaout ed Essaouira, fino alla Duna Bianca nei pressi di Dakhla, scelta per rappresentare Ogigia, l’isola della ninfa Calipso. Questa decisione ha scatenato polemiche da parte di attivisti locali, a causa delle storiche controversie geopolitiche tra il Marocco e il Fronte Polisario.

La Grecia e l’incontro con il ciclope

In Grecia, la penisola del Peloponneso ha fatto da sfondo per gran parte delle riprese, in particolare nella Grotta di Nestore, dove si è ambientata la storia del ciclope Polifemo. La spiaggia di Voidokilia, legata al mito di Ermes, ha fornito un contesto suggestivo, insieme alla bellezza del castello medievale di Methoni e dell’Acrocorinto.

La troupe ha poi viaggiato in Scozia, dove la foresta di Culbin ha rappresentato il campo di battaglia tra la flotta greca e i Lestrigoni. Altri scenari scozzesi sono stati girati a Burghead, tra i resti del castello di Findlater e il porto di Buckie. Nolan ha evitato i luoghi comuni di Hollywood, cercando scenari drammatici e naturali, caratterizzati da mari tempestosi e condizioni climatiche avverse.

La magia dell’Islanda

Il viaggio ha portato la troupe in Islanda, dove Nolan ha già girato Interstellar. Sotto la luce eterea del sole di mezzanotte, le sequenze in cui Ulisse visita l’oltretomba sono state girate tra vento e pioggia. Questa scelta è stata motivata dal desiderio di rappresentare un viaggio che fosse il più lontano possibile dalla casa di Ulisse a Itaca. Dettagli sui luoghi esatti sono stati mantenuti segreti, sebbene un imponente set navale sia stato notato vicino al porto di Landeyjahöfn.

In Sicilia: il regno di Ulisse

In Italia, le riprese si sono concentrate in Sicilia, sull’isola di Lipari, dove si è svolto l’incontro con le sirene. Durante le riprese, il porto di Pignataro ha ospitato la troupe e dieci velieri d’epoca. Altri luoghi siciliani includono l’isola di Vulcano e i faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda, utilizzati per ricreare le mitologiche rupi erranti.

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Favignana: l’Itaca di Nolan

Per rappresentare Itaca, Nolan ha scelto l’isola di Favignana, dove sono stati ricreati il porcile e la casa di Eumeo. Il Castello di Santa Caterina, situato a 314 metri sul livello del mare, ha conquistato la produzione con il suo panorama mozzafiato. Anche se inizialmente si cercavano location più accessibili, il panorama ha convinto il regista a girare lì.

Nonostante il Ministero della Cultura italiano avesse respinto la richiesta di costruire una strada, il produttore esecutivo Thomas Hayslip ha risolto il problema con una funicolare e una flotta di elicotteri. La maggior parte del cast e della troupe ha affrontato una faticosa scalata a piedi per le tre settimane di riprese. Le scene interne del palazzo reale sono state ricostruite in un vasto teatro di posa a Los Angeles, rendendo omaggio all’architettura dell’Età del Bronzo e al fascino del castello siciliano.

Emma Thomas ha descritto questa scenografia come “un mondo a sé”, un luogo che doveva essere maestoso per ospitare il combattimento finale, ma anche accogliente per le scene intime, sottolineando l’incredibile lavoro di Ruth e del suo team.

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