Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, le piattaforme di streaming si riempiono di proposte che cercano di catturare l’essenza del Natale. Quest’anno, Prime Video lancia una sfida audace con un film che promette di ribaltare la tradizione: "Natale Senza Babbo". In un contesto dove Babbo Natale è da sempre il protagonista indiscusso, la pellicola di Stefano Cipani ci invita a riflettere sul ruolo delle donne durante le festività. Disponibile dal 28 novembre, questa commedia si propone di dimostrare che il Natale non è solo appannaggio degli uomini, ma che ci sono altre figure che meritano di brillare.
Dopo il successo di "Elf Me", con la penna creativa di Gabriele Mainetti, la produzione si cimenta in un’altra storia ricca di messaggi e colpi di scena. La trama ruota attorno a un Babbo Natale, interpretato da Alessandro Gassmann, che affronta una crisi esistenziale proprio alla vigilia di Natale, lasciando la moglie e i figli a gestire il caos che ne deriva. Un’idea intrigante che promette di esplorare le dinamiche familiari e il peso dei ruoli di genere in un periodo dell’anno che dovrebbe essere dedicato alla gioia.
Un Natale all’insegna del caos
Il film “Natale Senza Babbo” si apre con una riflessione sul *mental load*, un concetto che mette in luce il carico emotivo e organizzativo che spesso grava sulle donne, specialmente durante le festività. La trama si snoda intorno alla figura di Margaret, interpretata da Luisa Ranieri, che si ritrova a dover salvare il Natale dopo l’abbandono del marito. Mentre Babbo Natale si perde in riflessioni e crisi, Margaret deve affrontare la responsabilità di mantenere viva la magia del Natale.
– La Befana, interpretata da Caterina Murino, e Santa Lucia, in una versione inaspettata e semi-horror, si uniscono a Margaret per affrontare questa sfida.
– Il film affronta anche temi più ampi, come il consumismo e la pace, ma rischia di disperdere l’attenzione del pubblico su troppi fronti.
Riscoprire Babbo Natale
La premessa di “Natale Senza Babbo” offre l’opportunità di umanizzare una figura mitologica come Babbo Natale. La crisi di Nicola, che è anche una crisi matrimoniale, serve a rendere il personaggio più umano e empatico. Gassmann, nei panni di un Babbo Natale vulnerabile e un po’ smarrito, si ritrova in terapia e si dedica a una band di elfi metallari, i Natallica, piuttosto che ai suoi doveri.
– L’umanizzazione di Babbo Natale è un passo interessante, ma solleva anche interrogativi sul ruolo di Margaret, che si trova a dover gestire tutto da sola, senza alcuna autorità.
Il potere della solidarietà femminile
Man mano che la trama si sviluppa, emerge la mancanza di consapevolezza di Nicola riguardo al lavoro che richiede il Natale. Mentre lui fugge verso il Polo Nord, Margaret e le altre donne si uniscono per garantire che i bambini di tutto il mondo non restino senza regali. La pellicola mette in evidenza la solidarietà tra donne, mostrando come la Befana e Santa Lucia, inizialmente rivali, diventino alleate nel tentativo di salvare la situazione.
– La loro collaborazione porta a momenti di comicità e a un messaggio di empowerment femminile che risuona attraverso il film.
Un messaggio che rischia di perdersi
Tuttavia, il tentativo di affrontare molteplici temi contemporaneamente potrebbe risultare controproducente. Frasi ad effetto come “quanti bambini sotto le bombe riescono a mandare una letterina?” introducono una riflessione importante, ma rischiano di appesantire la narrazione.
– Il cast stellare, composto da nomi noti del cinema italiano, sembra voler lanciare un messaggio forte, ma il risultato finale è un film che può generare nel pubblico lo stesso carico mentale che si prova durante le festività, quando ci si sente sopraffatti dagli impegni.
La pellicola invita quindi a riflettere su chi meriti davvero il riconoscimento durante il Natale, ma la sua esecuzione potrebbe non soddisfare le aspettative di chi cerca una commedia natalizia più lineare e coesa. Potrebbe essere stato più audace completare il percorso di emancipazione femminile e dare la scena alle donne, piuttosto che riportare in auge la figura di Babbo Natale.




