Ilenia Pastorelli: Esordio come scrittrice con “Non so come è successo”

Ilenia Pastorelli, dopo aver conquistato il pubblico con il suo straordinario debutto nel film “Lo chiamavano Jeeg Robot”, decide di intraprendere un nuovo viaggio, questa volta nel mondo della scrittura. Martedì 13 gennaio segna l’inizio di una nuova avventura per l’attrice, che presenta il suo romanzo “Non so come è successo”, pubblicato da HarperCollins. Quest’opera, che ha un forte sapore autobiografico, si distacca nettamente dai suoi precedenti lavori, rivelando un lato inedito della sua personalità.

Sorprendentemente, Pastorelli confessa che l’idea di scrivere non era affatto nei suoi piani. La scrittura si è presentata come un’opzione inaspettata, non guidata da motivazioni economiche, dato che il mondo editoriale, come lei stessa ammette, offre poco dal punto di vista finanziario. La spinta decisiva è arrivata dall’insistenza della casa editrice e da un desiderio personale di superare un periodo di introspezione, causato da difficoltà familiari e dalla lontananza dai set cinematografici.

Un viaggio attraverso la narrativa

Il romanzo è intriso della sua essenza, pur non essendo una mera trasposizione della sua vita. Pastorelli sottolinea: “C’è molto di me, ma non è la mia storia”, evidenziando come l’opera sia rivolta principalmente ai giovani lettori. Attraverso le esperienze della protagonista, che si muove dal mondo della danza alla televisione e, infine, al cinema, l’attrice intende trasmettere un messaggio fondamentale: “Il successo non è come ce lo immaginiamo e non garantisce la felicità”.

Affrontare la vulnerabilità

Nel corso del racconto, la protagonista deve confrontarsi con la depressione, un tema che Pastorelli non esita a riconoscere di aver vissuto in modo leggero: “Anche, ma non in maniera pesante come lei. Io ho tempi di reazione molto veloci, dopo due-tre giorni mi riprendo”. Piuttosto che soffermarsi sui momenti bui, il romanzo esplora eventi inaspettati e sorprese che possono stravolgere ogni previsione. Riguardo ai suoi primi quarant’anni, l’attrice esprime la sua delusione per la mancanza di riflessione collettiva post-lockdown, ma al contempo celebra l’incredibile successo di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, un capitolo della sua vita che non avrebbe mai potuto prevedere.

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Una nuova prospettiva

La scrittura ha aperto a Pastorelli nuove porte, rivelando un talento per i dettagli che considera essenziale in ogni narrazione. Non teme le critiche e i giudizi di chi potrebbe essere scettico riguardo al suo nuovo ruolo di scrittrice. “Io so che mi sono impegnata al massimo”, afferma, dichiarando che l’esperienza si è rivelata “estremamente liberatoria”.

Collaborazioni e progetti futuri

Dietro a “Non so come è successo” si cela anche il lavoro di Valentina, una giovane editor, ma la voce narrante rimane autentica, ironica e profondamente personale. Nel frattempo, la carriera di attrice prosegue: nel 2025 ha già completato le riprese di quattro film e ha recentemente concluso “A prova d’amore” di Emiliano Corapi. Con uno sguardo curioso verso la regia, un campo che la affascina, Pastorelli desidera esplorarlo con calma. Tuttavia, il suo primo pensiero di gratitudine va sempre a Gabriele Mainetti, il regista che ha creduto in lei fin dall’inizio, quando la sua carriera da attrice sembrava solo un sogno.

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