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Rob Fahey

Animali sociali

[del 19/06/2009] [di GameSushi.it ]
Tutti abbiamo capito che il social networking è una delle tendenze più massicce degli ultimi cinque anni. Molti network specifici passano di moda, e al momento la stella di Facebook splende laddove Myspace è in forte declino, ma i social network in sé sono una forza inesorabile.

Molte persone del settore videoludico hanno intuito che dev’esserci un modo di coniugare social network e videogames. È facile capire quali sono le loro somiglianze e affinità, dopotutto. Il loro target è più o meno lo stesso, e la fascia di reddito degli utenti Facebook è praticamente la stessa di quelli che giocano maggiormente ai videogiochi.

Gli utenti dei social network hanno già decretato il successo di alcuni giochi, pensate al successo di Mafia Wars, di Pet Society o il sempiterno Bejeweled su Facebook. Anche i videogiocatori usano i social network. Cosa sono Xbox Live o PSN, se non rudimentali social networks? Tutto farebbe pensare che dev’esserci un modo per avvicinare i due mondi e per integrarli a vicenda così che entrambi gli universi ne escano rafforzati.

Anche i costruttori sono molto attenti al potenziale dei social network. All’E3, Microsoft ha annunciato con molto orgoglio l’integrazione di Facebook, Last.fm e Twitter nel suo universo Xbox Live. Anche se questi ultimi non sono molto rilevanti, poiché Twitter non è neanche un social network, e Last.fm è essenzialmente un servizio per la distribuzione di contenuti musicali.

Nonostante l’annuncio di Microsoft, Sony è già a buon punto su questa strada. L’OS della Playstation3 include la possibilità di girare video in-game e di pubblicarli direttamente su youtube, che è una cosa molto più interessante rispetto alla versione mutilata di Facebook disponibile sulla Xbox. Ma credo che nessuna delle due società sia ancora lontanamente consapevole della vera potenzialità del rapporto tra social network e giochi. Non sono neanche vicini; si stanno arrampicando sugli specchi.

La rivoluzione non avverrà permettendo l’accesso al network dalla console. Richiederà invece che i designer e i produttori si siedano a tavolino e riflettano su come gli utenti interagiscono con le console, a come interagiscono coi social network e i servizi online, e come questi comportamenti possano essere resi in sistemi di gioco.

Alcuni sviluppatori fanno già cose incredibili con i mezzi rudimentali di Facebook, e attirano molti visitatori. Bejeweled, ad esempio, ti segnala quando il tuo punteggio viene superato da un amico e ti permette di lanciare messaggi di sfida agli amici che hai superato. Alcuni dei giochi “virtual pet” danno punti per ogni visita ai cuccioli dei tuoi amici. Giochi come Mafia Wars organizzano i contatti in famiglie che si incoraggiano a continuare il gioco, perché l’intero gruppo avanza più velocemente quando tutti contribuiscono.

Sono solo degli esempi, ma gli sviluppatori su Facebook stanno già scoprendo come ottenere milioni di visite. Ben pochi videogiochi riescono a raggiungere questo appeal di visite di ritorno, ma con l’aumento dei business model basati su abbondamenti, microtransazioni e introiti pubblicitari sarà necessario che ogni buon designer capisca la priorità delle returning visit.

Quali sono allora gli insegnamenti che già ci offrono i social networks? Il primo, semplicemente, è come arrivare all’utente. Nonostante i tanti discorsi già sentiti, gli sviluppatori non hanno ancora trovato un modo altrettanto pervasivo per far sì che le esperienze videoludiche oltrepassino la frontiera della console.

Eccezion fatta per l’esperimento di Sega con i mini-giochi per Dreamcast VMU, si sente la mancanza di esperienze ludiche che si svolgano su diverse piattaforme condivise. Non è possibile giocare sull’iPhone aspettando un bus e poter poi proseguire nella partita sulla console casalinga la sera stessa.

O più semplicemente, queste periferiche non sono usate per migliorare l’esperienza dei giocatori. Perché non è possibile giocare a Call of Duty o Killzone 2 coi miei amici alle otto di mattina su Facebook e poi ricevere una notifica o un invito a unirmi alla partita di sera, quando accendo la mia console? Perché non è possibile creare un torneo di FIFA o Street Fighter per i miei colleghi su qualche social network e ottenere automaticamente un calendario di partite e incontri?

La seconda lezione che l’industria videoludica dovrebbe trarre dall’espansione del social networking è che la differenziazione tra gruppi di amici è importante. Al momento, sia Xbox Live che PSN sono troppo semplici nella loro implementazione degli “amici”. I servizi offerti da questi network sono limitati a un livello sociale molto semplice, perché non distinguono tra classi e gruppi di amici. Quando il sistema non riconosce la differenza tra l’amico di una vita e il tizio con cui hai giocato un paio di volte a Forza Motorsport, limita necessariamente la possibilità di scegliere quante informazioni condividere o la possibilità di essere contattati direttamente.

Capire la differenza tra un amico e un conoscente significa poter evitare che le caratteristiche sociali di un network veicolino spam da parte di sconosciuti. Questa è la sottile line che ogni genere di social network dovrebbe tener presente. Molti dei primi giochi di Facebook avevano un rapporto segnale/rumore inaccettabile, e finivano per venire catalogati come spam e bloccati. Non c’è dubbio che la possibilità di entrare nel dettaglio riguardo al tipo di relazione che intercorre tra due giocatori sia un potenziale enorme e ancora inesplorato.

The integration promised by Microsoft and Sony is nothing but a first faltering step towards a much more exciting future. Facebook on Xbox 360 and YouTube on PS3 aren't the marriage of social networking and gaming - at best, they're just the two sides finally noticing one another across the room. The best is most certainly yet to come.
L’integrazione promessa da Microsoft e Sony non è altro che un primo passo verso il futuro. Facebook sulla Xbox e Youtube sulla PS3 non sono l’unione di social network e gaming. Tutt’al più costituiscono il primo incontro dei due aspetti. Il meglio deve certamente ancora arrivare.
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