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La collocazione delle console portatili

[del 23/05/2009] [di GameSushi.it ]
Non c’è dubbio su quale costruttore sia maggiormente al centro dell’attenzione della prossima E3. Sarà certamente intrigante verificare come Nintendo intende mantenersi all’altezza del successo dello scorso anno, mentre il controller motion-featured di Microsoft e la linea di videogiochi conseguenti al suo sviluppo stanno catalizzando un gran margine d’interesse; tuttavia, sarà la conferenza di Sony quella che attrarrà la gran parte delle attenzioni del pubblico.

Per due ragioni: anzitutto Sony, che ha dominato il mercato per più di dieci anni, attraversa una fase di sofferenza. La PS3 è al terzo posto dopo Nintendo e Microsoft, e nonostante stia vendendo molto bene, considerando il suo prezzo non esattamente stracciato, non sta guadagnando la fetta di mercato di cui necessiterebbe per restare all’altezza della competizione. Per quanto riguarda la PSP, per quanto sia un successo sotto molti punti di vista, ha venduto finora neanche la metà della sua rivale Nintendo DS, un competitor che si annunciava come un fallimento all’epoca della loro contemporanea uscita sul mercato.

In secondo luogo, e forse conseguentemente al primo aspetto, le intenzioni di Sony all’E3 sono state al centro di un accesa discussione. Ci sono voci contrastanti rispetto ad un aggiornamento hardware della PSP, e il prezzo molto discusso della PS3 è stato corroborato da voci che ritengono imminente un radicale redesign della console, che ne ridurrebbe notevolmente le dimensioni. Fatto insolito per un E3 che si situa nel centro del ciclo della generazione hw, ci si aspetta che Sony presenti novità sia sul fronte software che su quello hardware.

Per quanto mi riguarda, sono estremamente dubbioso riguardo a cambiamenti immediati nella strategia di PS3 nei prossimi mesi. Se dovessi scommettere, punterei su una riduzione di prezzo per quest’autunno, piuttosto che in occasione dell’E3. Se dovesse uscire una PS3 versione slim, me la aspetterei anch’essa per l’autunno, probabilmente rilasciata sul mercato a un prezzo elevato, permettendo alla console precedente di rimanere sugli scaffali a un prezzo significativamente ridotto. Sony potrebbe così mantenere sia il nuovo sistema che i vecchi prezzi, dando comunque una ventata di novità in vista del cruciale mercato pre-natalizio.

La PSP, comunque, è la più papabile tra le novità dell’E3. Qualunque novità sul fronte PS3 mi sorprenderebbero, sarebbe troppo presto. Ma se la compagnia non annunciasse un cambiamento di direzione nella sua strategia per le console portatili, questo mi sorprenderebbe vieppiù.

Nonostante il risultato di vendite – 50 milioni di esemplari finora – la PSP è una console che ha riscontrato parecchi problemi da più versanti. Anche se alcuni di questi problemi dipendono dall’inaspettato successo del Nintendo DS, molti altri sono propri della console in sé. Il design del sistema, soprattutto il suo incredibile schermo, soffre di problemi molto fastidiosi.

Tanto per cominciare, proprio le sue dimensioni. Sony avrebbe voluto proporre la PSP come la migliore console portatile, ma il form factor – molto comodo per giocarci – non si presta all’idea di essere messo velocemente in tasta e portato in giro al posto di un iPod.

La principale ragione di questa scelta sta nell’altro disastroso problema della PSP, il drive UMD, ritenuto da molti, fin dall’inizio, una scelta poco azzeccata. I film su UMD costano troppo, sono di qualità scadente e non attraggono per niente. Il drive è inoltre rumoroso e stende la batteria in poco tempo. I dischi sono inoltre troppo grandi per una console portatile, lenti e fragili, riducendo la velocità di caricamento per moltissimi titoli PSP.

La PSP soffre persino di problemi di pirateria, a livelli che è difficile stimare correttamente. Sony non è riuscita a sviluppare una soluzione che garantisse ai clienti paganti un’esperienza di gioco migliore e godibile rispetto a quelli che preferiscono aggirare i sistemi di protezione, con relativa facilità.

Ecco un perfetto esempio di come la stolidità di certi produttori ha fatto sì che la pirateria prendesse piede. Per anni, tutti quelli che compravano volentieri la musica hanno finito poi per scaricarla da internet su MP3 perché quelli che usavano lettori digitali trovavano conveniente in termini di qualità e semplicità scaricare direttamente i file da internet piuttosto che comprarli e ascoltarli. Sulla PSP la scelta è dettata dal risparmio della batteria e dalla velocità di caricamento, oltre che dalla possibilità di portar con sé molti più giochi senza ingombrarsi le tasche, e questo è possibile solo aggirando il sistema e piratando il software.

Ma non è certo questa l’unica ragione per cui la console soffre la pirateria, né stiamo cercando di difenderla. Ci saranno sempre quelli che semplicemente preferiscono avere gratis qualcosa. Ma questa non è una scusante valida, quando si lascia che i pirati ottengano reali vantaggi dall’illegalità rispetto a chi sceglie di agire correttamente. La questione della pirateria getta però luce sui numerosi problemi che Sony dovrà risolvere per rendere davvero appetibile la PSP al mercato dello sviluppo e ai consumatori.

Ecco perché crediamo incoraggiante che si parli di prossimi sviluppi della piattaforma PSP. Rimuovendo l’unità UMD si darà un colpo alla retrocompatibilità, ed è un problema visto che non esiste ancora un modo legale per trasferire il contenuto delle UMD nella memoria volatile – ma lo è molto meno rispetto al conservare l’attuale unità di lettura. L’aggiunta di slot per memorie ad alta capacità e l’aggiunta di una memoria interna sembra la soluzione migliore, che necessiterà però di essere corroborata dall’offerta immediata di titoli sul network PSN. Se Sony non riuscirà a contenere i prezzi nell’accettabilità, la nuova periferica soffrirà da subito degli stessi problemi.

Cambiare il form factor per rendere PSP più tascabile ne rafforzerà l’attrattiva come piattaforma multimediale. È sensato pensare ad uno schermo scorrevole che copra i controlli, specialmente se accoppiato a controlli multimediali sulla scocca stessa. Da un punto di vista multimediale, poi, Sony ha bisogno di ripensare la propria idea di store e software offertovi. PSN è stato un successo, più di quanto fosse riuscito a fare il Connect Music Store, e la logica di PSN potrebbe estendersi logicamente anche al download di musica e film. Non guasterebbe pensare a cosa ha realizzato Apple col suo iTunes Music Store, peraltro.

Occorrerebbero altre modifiche, inoltre; ma resta da vedere quanto sarà disposta a cambiare Sony con la nuova PSP. Il modello originale ha beneficiato di una serie di periferiche opzionali come una webcam, un microfono e un ricevitore GPS. È difficile pensare che queste funzionalità non possano essere integrate nel nuovo modello, vista l’economicità di tali tecnologie, e quanto se ne potrebbero avvantaggiare i giochi futuri.

Una cosa sembra però sicura: la nuova PSP, ammesso che ci sia, sarà al centro del dibattito all’E3. La reputazione di Sony, dal lancio controverso e ritardato della PS3, è seriamente a rischio, e non è solo la SCE che dovrebbe temerlo. La capacità globale di Sony di dominare la sua fascia di mercato è stata messa seriamente in discussione, da quando Sony stessa ha aperto questo settore con l’invenzione del walkman; la casa che l’ha inventato dovrà adesso rispondere esaurientemente alle domande poste dal mercato di settore.
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