Recensioni

Uomini che odiano le donne

I segreti di Lisbeth

[del 30/05/2009] [di Claudia Catalli]

Non era facile riuscire nell’impresa di trasporre su grande schermo il libro più venduto dell’anno scorso (almeno in Europa). Eppure Niels Arden Oplev ci ha provato, scegliendo di tenere alto il registro di genere firmato Stieg Larsson, per realizzare un giallo torbido e stordente, con schegge di noir conficcate nelle carni (usate, violate, martoriate) dei suoi oscuri protagonisti.

Mai indagine giornalistica fu più inquietante: “l’ultimo bastione di un giornalismo idealista”, tale Blomkvist, viene assoldato dalla potente famiglia dei Vanger per capire che fine ha fatto Harriet, attesa per cena e mai più tornata, quarant’anni fa. Ad aiutarlo nelle indagini, la dark-hacker-lady che non ti aspetti: Lisbeth/Noomi Rapace, vero fiore all’occhiello della storia, un’anti-eroina come poche altre, almeno nella cinematografia recente. Simbolo di forza, grinta e resistenza mascolina, con il suo corpo sfregiato da ematomi e tatuaggi e dimezzato da una magrezza impressionante, è la donna che tutti gli uomini che odiano le donne si meriterebbero: implacabile, geniale e vendicativa. Sarà lei a risolvere l’enigma (e non solo), ma prima ancora a regalarci le sequenze più apprezzabili del film, fra stupri a specchio e punizioni memorabili, immortalate da una macchina da presa che non teme choc, ma anzi tenta di evocarli inchiodando i corpi dei suoi personaggi con morbosa insistenza.

Peccato per il taglio mancato: 152 minuti sono decisamente troppi, basta osservare il progressivo decadimento di tono di una pellicola capace di tenere alti brividi, ossessioni e inquietudini e un ritmo avvincente fino al momento clou dell’agnizione. Purtroppo, anche per colpa delle pagine di Larsson, da lì in poi il detective-movie cede il passo alla prevedibile “carrambata”, spuntano tentazioni di iper-didascalismo e, immancabili, i pianti di riconciliazione familiari. Last but not least, la metamorfosi finale della nostra protagonista, forte e ammirevole nella sua anti-convenzionalità, che ad un tratto rivediamo camminare con l’abbigliamento e lo stile conformista per antonomasia: chioma bionda, tailleur, gioiellame e tacco alto – ovvero: come uccidere un personaggio cult, dal libro al film.

Da applaudire l’intenzione, ultimamente tutta svedese (ricordate l’altrettanto “doloroso” Racconti da Stoccolma?), di focalizzare l’attenzione sulla violenza di genere, senza trasformare necessariamente le donne in povere vittime: Lisbeth sbaglia, ma la testa la sa alzare. Un messaggio forte, per spingere tutte le spettatrici più ferite a gridare e graffiare ancora, malgrado gli abominevoli segreti e torti subiti.

Buon film di genere, capolavoro decisamente mancato.

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[terzafossa[lev:1; v. p.:1; cash:350] postato il 03/06/2009 alle 17:12 [offline]

Leggendo questa recensione si direbbe che tu non abbia letto il libro. Forse ti dovresti documentare meglio prima di parlare di questa importante trilogia. Come si può recensire un film senza tenere conto dell'opera che l'ha generato? E' un errore che commettono spesso i giovani critici... ;-)

[BlackClahlia[lev:3; v. p.:4; cash:303] postato il 03/06/2009 alle 18:02 [offline]

grazie mille del consiglio, ne farò senz'altro tesoro: da cosa, esattamente, si coglierebbe che io povera giovane critica non ho letto il libro? E chi ha detto che non ho tenuto conto dell'importante "trilogia" che lo ha generato? Magari invece è anche per quello che il mio voto non è stato 10 ma 7, magari anche per le evidenti differenze di spessore...

[terzafossa[lev:1; v. p.:1; cash:350] postato il 03/06/2009 alle 18:29 [offline]

La mia era una considerazione in generale. Leggo spesso critiche di "giovani" recensori che si limitano al film tralasciando il testo originale. Oppure il discorso si può estendere ai remake. A volte è lampante che chi scrive non conosce affatto il film di partenza (o ne ignora l'esistenza!).
Ho ricavato questa impressione perché tu nella recensione non fai il minimo accenno alle differenze tra il film e il libro di Stieg Larsson. Considerando che questo prodotto è rivolto in primis agli amanti della trilogia forse qualche parola in più potevi anche spenderla. Le differenze sono talmente tante da fornire molti spunti di analisi sui motivi che hanno spinto ad apportare i molti (troppi?) cambiamenti. Quanto ai 152 minuti non sono affatto troppi, ma a mio giudizio solo gestiti male considerando che si tratta del primo capitolo di una serie.
Quello che tu dici di Lisbeth nel finale non è corretto, perché chi ha letto il libro sa bene che il "travestimento" dell'eroina è solo "provvissorio" e ha una precisa ragione che dovrà essere svelata nella prossima pellicola.
Forse non sarebbe stata neppure una cattiva idea aggiungere che da questo film ne hanno già tratto uno sceneggiato che forse risulterà meno ellittico rispetto al film di Niels Arden Oplev.
Considerando che questo articolo doveva essere presente sul sito già da una settimana, ho l'impressione che sia stato buttato giù con molta fretta tanto per colmare un vuoto. ;-)

[BlackClahlia[lev:3; v. p.:4; cash:303] postato il 03/06/2009 alle 20:45 [offline]

Sulla competenza della critica nostrana (giovane o vecchia che sia, basta coi pregiudizi anagrafici) sospendo il giudizio, non faccio grandi riferimenti alle differenze fra libro e film non per essere sbrigativa (per inciso: l'articolo "doveva essere sul sito già da una settimana?" Mi scusi/scusami, ma Si occupa lei/ ti occupi tu, come preferisci, di gestirlo per dirmi come quando e perchè decidiamo o no di pubblicare qualcosa e in quali tempistiche? chiusa parentesi), ma perché abbiamo speciali dedicati al film e presto ne arriverà un altro solo per il libro. E' stata una scelta ben ponderata quella di recensire soltanto il film - e sul travestimento provvisorio, si capiva anche guardando il film, ovviamente. Quello che contesto, personalmente, è la sua resa visiva stereotipata, di scene di donna con quello stile, quell'abbigliamento e quelle precise movenze ne abbiamo viste a centinaia, perché rendere stereotipata la connotazione di un personaggio che finora si era riusciti a rendere davvero un "unicum"?
Questo il mio parere, ben vengano le opinioni contrarie. Ah, su un'altra cosa non siamo d'accordo: come ha detto il regista, questo film non è "rivolto in primis agli amanti della trilogia", altrimenti anziché uscire in sala sarebbe uscito, che so, in allegato alla "importante trilogia" di cui sopra.

[MagoDieghino[lev:3; v. p.:4; cash:340] postato il 03/06/2009 alle 22:43 [offline]

Io innanzitutto credo (ma è un'opinione personale, prendetela così, lungi da me asserire con assoluta sicurezza che qualcuno compie errori, perché lo trovo irrispettoso e soprattutto perché non sono nessuno) che il film non sia indirizzato ai fans della trilogia.

E' sinceramente una definizione che non solo ha smentito il regista stesso (come ha ricordato BlackClahlia), ma che non trova proprio ragione d'essere. Se un film esce al cinema si presume che sia indirizzato ad una platea indistinta, interessata o meno che sia al film stesso. E' come Von Trier che dice che ha fatto Antichrist per se stesso e che non gli interessava degli altri! Beh che dire... se fosse così i film se li tenessero per loro e per il loro gruppo di ammiratori! Non vengano poi a diffonderlo nelle sale! Lo troverei un atteggiamento molto ipocrita e fastidioso!

Per quanto riguarda la questione romanzo, credo che se uno si chiama critico CINEMATOGRAFICO un motivo ci sarà. Credo (ma anche qui, parere del tutto opinabile) che parlare dei rapporti tra film e romanzo possa essere indubbiamente un valore aggiunto per una recensione, tuttavia non lo ritengo indispensabile. Un FILM è un'opera d'arte che potrà pure essere tratta da qualsiasi cosa, ma deve possedere comunque una sua autonomia e una sua completezza e una sua indipendenza da qualsiasi fonte. Un critico cinematografico è chiamato a giudicare un FILM come unità a sé (ovvero la regia, la sceneggiatura, il montaggio, la fotografia, la recitazione ecc.), non un film in rapporto ad un romanzo (che ripeto, può essere un validissimo e interessante valore aggiunto). La competenza di un critico in materia si deve misurare sulla sua capacità di analizzare un film, non un romanzo e le sue relative differenze con l'adattamento.

Anche perché non bisogna dimenticare che si scrive per tutti e chi legge una recensione senza magari aver letto il romanzo potrebbe trovare anche pedante e noioso che ci si soffermi continuamente su tutti i rapporti tra libro e film. Aldilà dei singoli fans (che saranno pure tanti, ma non esistono solo loro) a molti interesserà soprattutto sapere come è il FILM, visto che cliccano sulla recensione per sapere questo.

Per il resto non sono d'accordo con la recensione, per me, se non fosse per l'intreccio in sé, il film sarebbe addirittura da 4 perché è senza regia, senza montaggio, senza ritmo, con una sceneggiatura spesso didascalica che rovina qualsiasi atmosfera (ma anche qui, è una mia opinione). Però difendo l'onestà dell'articolo, perché non sai quanti parlano del libro e ne hanno letto forse sì e no solo mezza pagina. Tutto quello che Black Clahlia ha dedotto lo ha dedotto dal film e se è sbagliato è perché il film è fatto male e lascia supporre cose sbagliate.

Riguardo ai "giovani" recensori, fidati, come afferma il replicante di Blade Runner (capolavoro a sé INDIPENDENTEMENTE dalla fonte letteraria, che è di quell'altro genio di Philip K. Dick): "Ho voste cose che voi umani non potreste immaginare..." e l'età delle cose che ho visto era definibile come tutto fuorché "giovane".

Scusate la lunghezza ed eventuali errori. Ho scritto di fretta.

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Uomini che odiano le donne film: Uomini che odiano le donne genere: Thrillerdata di uscita:29/05/2009paese:Danimarca, Sveziaproduzione:Nordisk Film, Nordisk Film, ZDF Enterprises, Swedish Television, Yellow Bird Filmsregia:Niels Arden Oplevsceneggiatura:Nikolaj Arcel, Rasmus Heisterbergcast:Peter Haber, Noomi Rapace, Michael Nyqvist, David Dencik, Georgi Staykov, Tomas Köhler, Lena Endre, Per Oscarsson, Ingvar Hirdwall, Gunnel Lindblomfotografia:Eric Kressmontaggio:Anne Østeruddistribuzione:Bim Distribuzionedurata:152 min

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