Recensioni

Nel paese delle creature selvagge

Facciamo che...

[del 30/10/2009] [di Diego Altobelli]

Nasce da una favola breve scritta da Maurice Sendak questo difficilissimo adattamento cinematografico dal titolo Nel paese delle creature selvagge.

Max è un bambino inquieto che come molti coetanei non riesce a esprimere come vorrebbe i propri sentimenti finendo per auto esiliarsi in un mondo immaginario. Un giorno, a seguito di una furiosa lite con la madre, Max vede materializzarsi davanti ai propri occhi un mondo fantastico popolato da creature capricciose, inquietanti e manesche…

Dalla stessa casa di produzione di Michel Gondry arriva Nel paese delle creature selvagge, per la regia di Spike Jonze. E l’influenza “gondryana” si vede tutta fin dalle primissime battute della pellicola, per poi divenire forza espressiva sotto forma di giganti pelosi. Proprio gli amici immaginari di Max (interpretato da uno smarrito Max Record) rappresentano l’anima del film. Bisbetici, scontrosi, bipolari, dalla duplice valenza, a ben vedere le creature selvagge sono il film stesso. Una pellicola schiva, che tende ad allontanare lo spettatore (esattamente come le creature nei confronti del piccolo visitatore), costruita com’è su una trama che scava nella psicologia infantile. Facciamo che… io sono il re, dice Max. E da quel momento inizia un gioco di ruolo a cui partecipa anche lo spettatore. Facciamo che… ci sono delle creature che rompono tutto. Facciamo che siamo amici. Facciamo che guardiamo un film (dalla bellissima regia che da sola vale il voto) difficile e contorto come sono a volte le immaginazioni dei bambini.

Visto in quest’ottica, ovvero come analisi psicologica di un bambino fatta attraverso il mezzo cinematografico, il film di Spike Jonze (lo stesso di Essere John Malkovich, Il ladro di orchidee) è un piccolo gioiello. Verrebbe da dire quasi "un capolavoro". Ma l’effetto di finzione dura poco e ci si scontra inevitabilmente con un ritmo troppo lento e una trama che proprio non decolla. Effetto voluto, indubbiamente. Il regista, del resto, ci aveva già abituato a contorti viaggi psicologici, ma questa volta (forse proprio a causa del tema troppo specifico) non convince del tutto.

Non aspettatevi un fantasy, piuttosto una favola difficile

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[lady_vrat[lev:1; v. p.:1; cash:26] postato il 06/11/2009 alle 12:18 [offline]

per la tristezza.
Visto al cinema, tra l'altro in una sala indegna di questo nome, in una notte piovosa e fredda e la sensazione, popcorn in terra a parte, era qualla doi trovarsi sotto le coperte a sognare un film.
Mi trovo d'accordo con questo sette. Un film che lascia qualche perplessità, che ha un senso di incompiuto ma proprio per questo rimane coerente con la materia trattata.
mi sono trovata davanti un film di formazione, una sorta di Giovane Holden dei nostri tempi, un ragazzo che cerca di diventare grande nonostante le sue passioni contrastanti e devastanti per quell'età, un voler crescere senza rinunciare alla forza devastatrice, e quindi necessariamente creatrice, dei bambini, un voler cercare una moderazione, un'autocritica che è prorpio il primo passo verso la maturità.
Il suo mondo, a differenza ad esempio dell'Arte del sogno del citato Gondry, non aderisce competamente alle sue regole e aspettative, a quelle coscienti almeno, ma ad un certo punto si ritorce contro di lui, lo mette in difficoltà, lo fa scegliere e lo obbliga necessariamente a guardarsi dentro, dentro se stesso, non dentro le sue fatasie, per poter risolvere la situazione (io sono solo Max dice ad un certo punto).
Quanto è stato poi liberatorio veder correre a perdifiato lui e i suoi amici giganti urlando, strepitando, distruggendo il mondo solo con un bastoncino, lanciarsi per le scarpate e giocare a tirarsi zolle di terra senza dover pensare al "non sporcarti", " ti fai male", "non si fa" etc, etc, dormire ammucchiati, costruire castelli che spappolano il cervello agli intrusi automaticamente, non dover mangirare, in poche parole il sogno di ogni bambino (e anche di qualche bambino un po' cresciuto-vedi la sottoscritta-).
Insomma una vera catarsi.
Un appunto forse alla fotografia, abbiamo capito che Jonze adora la luce del tramonto, specialmente se può usare un controluce un po' retrò e molto molto romantico, ma una cosa o la si fa tre volte (con una conclusione decisa però) o una e basta e ce la si gioca bene (una vecchia legge che secondo me vale sempre però).
Tra parentesi, anch'io vorrei tanto un costume da lupo e una barchetta a vela.

 

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Nel paese delle creature selvagge film: Nel paese delle creature selvagge genere: Fantasy, Adventuredata di uscita:30/10/2009paese:USAproduzione:Warner Bros. Pictures, Legendary Pictures, Village Roadshow Pictures, Playtone, Wild Things Productionsregia:Spike Jonzesceneggiatura:Spike Jonze, Dave Eggerscast:Catherine Keener, Paul Dano, Forest Whitaker, Max Records, James Gandolfini, Catherine O'Harafotografia:Lance Acordmontaggio:James Haygood, Eric Zumbrunnencolonna sonora:Carter Burwelldistribuzione:Warner Brosdurata:101 min

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Max Records e Catherine Keener

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